23 febbraio 2012

Cuore di padre

 

Cuore di padre

 

La Rai, con una certa frequenza, sta mandando in

onda un invito per pagare il canone di abbonamento

(ora tassa e non più canone) a coloro che se ne

fossero dimenticati.

La Rai fa bene, benissimo, a sollecitare il pagamento

perché la Tv pubblica, a differenza di quelle di

papi, non gode dei privilegi economici derivanti dalle

innumerevoli inserzioni pubblicitarie di Mediaset.

E poi, nonostante tutte le pecche, la Rai riesce

ancora a mandare in onda qualche programma più

degno di essere guardato di quelli di Mediaset.

Tutto ciò premesso ed anche se non sono mai stato

un 'televisionario' debbo denunciare un fatto curioso.

Come ho più volte dichiarato non sono stato

mai un frequentatore, ancorché televisivo, di festival,

canori, né di visione di reti televisive Mediaset, né di

programmi qualunquistici come "striscia la notizia"

(che ho avuto modo di visionare solo pochissime

volte), ma, ahimé, volente o nolente sono

costantemente informato di tutte le bagatelle di certi

personaggi che calcano i palcoscenici della vita

civile.

L'ultima gustosa notizia riguarda un certo Jacchetti

conduttore del programma summenzionato.

Costui, secondo notizie di stampa, avrebbe invitato

il figlio a non pagare il canone (ora tassa) alla tv di

Stato perché ..... "non lo fanno lavorare alla Rai".

Capito? Solo chi ha la possibilità di lavorare alla Rai

deve pagare la tassa, tutti altri si devono rifiutare di

pagarla!

Allora, secondo questo criterio, delle due l'una: o mi

fanno lavorare alla Rai (evento del quale non sono

assolutamente interessato), o non pagherò il canone.

Se non fosse tragica questa pretesa ci sarebbe da

morir dal ridere!

Ma un'altra vera tragicità è quella che ha visto milioni

e milioni di cittadini imbambolati di fronte allo

schermo del festival di Sanremo e che ancora si

vedono di fronte a quello delle reti del padrone!

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