20 febbraio 2012
Maastricht
Maastricht
Il trattato mostra le rughe: a vent'anni è già vecchio! Il sette
febbraio 1992 nella cittadina di Maastricht, nei Paesi Bassi,
venivano elaborati i famosi "parametri" per l'accesso alla
moneta unica europea, ma questi sono stati beffati.
I parametro che stabiliva il rapporto debito/pil pari sessanta
per cento è stato - soprattutto dall'Italia - bellamente ignorato.
Tale rapporto che col governo Prodi aveva cominciato a
ridursi, con quello di stradentiera ha preso il volo, ed ora ha
raggiunto il centoventi per cento del Pil.
E' uno dei debiti pubblici più grandi del mondo, ma, si sa,
lo stradentiera non poteva perdere il suo tempo per questo
problema: lui era in altre faccende affaccendato, e governava
"a tempo perso"!
Ora il nostro Paese è chiamato a riportarlo al sessanta per
cento del pil entro pochi anni. Ciò significa che, aldilà di
ogni altra considerazione sull'opportunità di impegnarci in
una operazione di tal genere che opprimerebbe ancora di
più la possibilità di sviluppo, gli italiani saranno chiamati per
davvero a sacrifici "lacrime e sangue". Oppure, come
alternativa, una lotta serrata senza "se" e senza "ma" alla
evasione fiscale riportando questo fenomeno a reato penale,
colpendo tutti i grandi - ed i piccoli - evasori.
Altro che "depenalizzazione del falso in bilancio" voluta dallo
stradentiera; altro che "quando in un Paese le tasse sono
alte il contribuente ha il diritto di evaderle", ragliava l'ex
presidente del consiglio. Quello che serve - in attesa di una
nuova moralità privata e di una nuova etica pubblica, di una
nuova cultura - è il pugno di ferro!
Col trattato firmato il 7 febbraio 1992 la Commissione
europea otteneva nuovi poteri. Oggi l'economia ha preso il
sopravvento sulla politica e ne ha ridimensionato le ambizioni.
Alla politica sono rimasti solo gli inutili e costosi quindicimila
eurocrati, i quali sono in costante aumento per ogni nuovo
Paese che entra a farne parte.
A ciò si deve aggiungere l'ipocrisia dei ventisette (ora 28)
Stati membri i quali sembrano poco interessati a fornire alla
Unione europea tutti gli strumenti necessari per trasformarla
da traballante unione monetaria a vera comunità politica.
Karel Schwartzenberg, il capo della diplomazia ceca, che
è stato un fedele collaboratore di Václav Havel, recentemente
scomparso, ricorda con sgomento che ha amato tanto
l'Europa delle idee, ed oggi è costretto ad ammettere che "la
signora mostra i segni dell'età, ma ha solo vent'anni!".
09:01 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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