16 febbraio 2012
Allora
Allora
Ma allora è una persecuzione senza fine quella del festival
delle canzonette!
Da cinquant'anni gli italici canzonettari, di concerto con una
rete delle televisione pubblica, infastidiscono il buon senso
e l'intelligenza (quella che è rimasta) degli italiani.
Nessuno può vietare a questi patiti di melense melodie di
organizzare uno, cento, mille festival di Sanremo, di
Sanromolo o di qualsiasi altro santo se lo desiderano, ma
lo facciano tra di loro, in privata sede senza infastidire l'udito
dei cittadini che di questa manifestazione non intendono
nemmeno sentirne parlare.
Si potrà obiettare che, chi non è interessato a questo
melenso spettacolo, potrà sempre cambiare canale, ed è
vero! Si può cambiare canale, ma servirà a ben poco!
Infatti chi da sempre si rifiuta di seguire le stupidità canore
sarà in seguito informato con dovizia di particolari da tutti i
notiziari televisivi che informeranno per filo e per segno
tutto ciò che è accaduto: vincenti, perdenti, presentatori,
autori e parolieri, cantanti, orchestre, e via dicendo.
Correa di questa fastidiosa iniziativa è, al solito, la rete
ammiraglia della televisione pubblica la quale, pur in
conclamate ristrettezze economiche, non trova niente di
meglio che sperperare il denaro pubblico in questi melensi
programmi.
Dedicherò le tre, o quattro, serate del festival a fare tutto il
possibile per non sintonizzarmi - nemmeno per errore -
alla rete ammiraglia.
Resto in fiduciosa - anche se molto improbabile - attesa di
leggere che il festival di Sanremo è stato definitivamente
abolito e che i suoi organizzatori sono stati giustiziati!
09:08 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
L'ultima volta che ho visto il festival avevo 14 anni (ora vado per i 58). Astenersi dalla visione di questa kermesse, effettivamente, in sé non è risolutivo, purtroppo. Molto più arduo (e impossibile) è sottrarsi a tutti gli annessi e connessi che tracimano per ogni dove. L'unica consolazione è che, come diceva quel tale (probabilmente scoraggiato quanto me), le difficoltà fortificano l'animo. Vediamo di accontentarci.
Scritto da: Roberto | 16 febbraio 2012
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