14 febbraio 2012
Dov'è lo scandalo?
Dov'è lo scandalo?
Pur non essendo un amico della politica del professor
Mario Monti debbo subito precisare che non è
assolutamente motivo di scandalo se costui, insieme
con tutti i suoi ministri e sottosegretari, sta governando
l'Italia!
I soloni che parlano a vanvera denunciando che il capo
dell'esecutivo non potrebbe ricoprire quel ruolo perché
non è stato eletto, e quindi è una specie di clandestino
impossessatosi del potere col colpevole consenso del
Presidente della Repubblica, dovrebbero dare una
ripassata alla nostra Carta Costituzionale.
Non sta scritto da nessuna parte che il Presidente del
consiglio debba essere eletto dal corpo elettorale,
come non sta scritto da nessuna parte che debba
essere un componente del Parlamento.
Presidente del consiglio può essere qualsiasi cittadino
italiano che goda dei diritti civili il quale, incaricato dal
Capo dello Stato, formi la sua squadra di governo e si
presenti in Parlamento per ottenere la fiducia.
Solo così viene formato un governo, e non dal voto
popolare!
E' tanto vero che il defunto Presidente della repubblica
Oscar Luigi Scalfaro ha seguito alla lettera questa
procedura quando ha incaricato Lamberto Dini di formare
il governo dopo la caduta di stradentiera. Non ha ceduto
alla pressioni di superdentiera e dei suoi lacché che
chiedevano a gran voce lo scioglimento delle Assemblee
legislative ed il ricorso ad elezioni politiche anticipate.
Anche il governo Monti è nel pieno della legittimità e
non è un governo del Presidente Napolitano, nè tanto
meno un governo tecnico. Non esistono i governi tecnici:
i governi sono tutti politici perché sono chiamati a
compiere scelte politiche.
E allora dov'è lo scandalo?
Quanto meglio sarebbe se tutti coloro che parlano a
vanvera dessero una ripassata alla Costituzione della
Repubblica Italiana!
Se scandalo esiste, è quello del perseguimento di una
politica neo liberista ed antipopolare.
09:19 Scritto da: mah4 in opinioni | Link permanente | Commenti (1) | Trackback (0) | Segnala | OKNOtizie |
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Commenti
E' indispensabile che, ogni tanto, qualcuno ricordi agli italiani che il dettato costituzionale non è la "roba" che il Berlusca ha contrabbandato per vera con le sue manovre squallide da venditore porta a porta.
Le sue grida - e quelle dei suoi interessati scherani - ci hanno assordati e, con la loro caratteristica insistenza priva di vergogna, hanno finito per far passare un messaggio falso e sovversivo (nel senso più tecnico del termine).
Con la sua forma mentis da "bullo", il pifferaio di Arcore ricorda uno di quei bambini che, essendo padroni del pallone, pretendono di rimodulare a loro favore regole e consuetudini senza alcun pudore. Nel suo caso, per di più, il pallone manco era suo.
Scritto da: Roberto | 14 febbraio 2012
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