18 maggio 2012

E la chiamano paghetta

 

E la chiamano paghetta

 

E la chiamano paghetta la bella somma mensile erogata al

trota ed a suo fratello, di cinquemila euro.

Questa paghetta è il corrispettivo di tre stipendi mensili netti

per i lavoratori dipendenti, e di quattro per i prensionati. Una

vergogna, ma, si sa, questi sono i figli del "senatur", quelli

no!

E' una vergogna che proprio quelli che si sono presentati

trent'anni fa come i paladini dell'onestà, della correttezza e

della lotta contro Roma ladrona abbiano così velocemente

imparato la teoria che lo Stato è un pollo da spennare da

adeguarsi velocemente e trasformarsi da allievi a maestri.

Avviso di garanzia, dunque, per il Senatur, per trota e per il

di lui fratello (buon sangue non mente).

Secondo l'accusa il trota padre sapeva tutto (anche se certi

improvvisati ed interessati difensori giurano che il "senatur

era in buona fede".

Truffa ai danni dello Stato è la pesante accusa resa nota dal

Procuratore Capo di Milano nei confronti del fondadatore

della lega-della-Padagna-per-l'indipendenza-dall'onestà,

in buona compagnia con altri personaggi.

Si tratterebbe di ben diciotto milioni di euro dirottati ai due

rampolli della famiglia,una bazzecola. E' una bella somma

alla quale ho partecipato anch'io in qualità di cittadino e

contribuente italiano. Anche con i miei soldi è stata costruita

la paghetta senza che nessuno mi avvisasse di essere un

finanziatore della stessa.

In relazione alle loro spese personali i rampolli sono indagati

per appropriazione indebita.

Adesso i soliti soloni schiamazzeranno dicendo che un avviso

di garanzia non è una sentenza, né una condanna e che si

dovranno attendere tutti i gradi del giudizio prima di etichettare

come ladro il senatur. Ed vero, è proprio così: la verità

giudiziaria sarà quella che emergerà dall'ultima sentenza

passata in giudicato.

Ma oltre ad una verità giudiziaria ne esiste un'altra: quella

morale, la quale ha tempi molto più rapidi di quelli della

Magistratura. Ed è a questa che il senatur dovrebbe attenersi

per il rispetto verso i suoi ingenui elettori. Se così non avverrà

- come senza dubbio non avverrà - dovranno essere gli elettori

leghisti a tenerne conto nei ballottaggi di domenica prossima.

17 maggio 2012

Guida illuiminata

 

Guida illuminata

 

Trombato clamorosamente Bombassette, che desiderava

diventare il successore della Marcegaglia alla guida della

Confindustria, oggi abbiamo (hanno) il nuovo presidente che

è l'espressione dell'italico, e straccione, capitalismo nostrano.

Giorgio Squinzi è stato eletto il 22 marzo Presidente di

Confindustria. Il nuovo presidente vuole essere artefice di

una linea morbida di dialogo sociale e non promuovere uno

scontro frontale con i sindacati.

Chi pensava che avesse stravinto sarà rimasto un po' deluso

perché ha ottenuto solo con 93 voti su 175. Il suo avversario,

Alberto Bombassette, ha riguadagnato terreno nei giorni

precedenti le elezioni confindustriali perché sono venuti

meno i voti degli industriali veneti.

Subito dopo la sua vittoria, ha dichiarato di voler essere “il

Presidente di tutti” (ma guarda un po' che novità) e che il suo

primo compito sarà aiutare il Paese a rinascere attraverso

la crescita economica”.

Un rivoluzionario, dunque, Giorgio Squinzi? No! Senza dubbio

non è un rivoluzionario perché intende incarnare “il

cambiamento nella continuità”, come lui stesso ha dichiarato

durante la sua campagna elettorale.

La guida di Confindustria non potrà di conseguenza subire

variazioni per quanto concerne il rapporto coi sindacati.

Pretendere questo equivarrebbe a pretendere che un felino

diventasse erbivoro!

Ma ciò nonostante meglio Squinzi che Bombassette perché

quest'ultimo proponeva, secondo lo stile Marchionne, uno

scontro frontale col sindacato.

Giorgio Squinzi è il classico capitalista italiano. E’ ingegnere

chimico industriale e ha costruito tutta la sua carriera all’interno

dell’impresa di famiglia, fondata da suo padre nel 1937 e che

dirige dal 1984.

Un industriale capitalista fattosi da sé, come lo stradentiera,

ma con la differenza che questo non si dedica al bunga bunga.

16 maggio 2012

Trota e lode

 

Trota e lode

 

Navigando nella rete si trova di tutto, anche delle simpatiche

prese in giro.

Sentite questa:

"""Trotaelode, boom di dottori

La laurea albanese del Trota non poteva non ispirare la

satira in Rete. E così è nato il sito www.trotaelode.com. Un

gioco con il quale è possibile, seguendo pochi e facili step,

ottenere il tanto ambito foglio di carta nella facoltà che si

preferisce: da economia a fisica nucleare. E la risposta dei

cibernauti è stata immediata: in poche ore sono diventati

dottori circa 9.500 italiani. Come resistere del resto alla

presentazione del sito: «Non ne puoi più delle notti passate

a studiare, e vorresti andare in discoteca e sfondarti di Cuba

Libre e Vodka Redbull? Il tuo papà non ti regala l'Audi se

prima non gli porti a casa il pezzo di carta? Dimentica le

tue preoccupazioni, compila questo modulo e scarica

istantaneamente il tuo certificato di Laurea da stampare e

appendere sopra il camino!». Insomma entra nella

Family."""

Che ne dite?

15 maggio 2012

Disastro

 

Disastro

 

Pare che il vento pare stia cambiando in Europa. Nonostante

la crisi che non demorde, la destra reazionaria - quasi sempre

vincente durante lo sviluppo delle crisi - i partiti della

maggioranza che sostengo il governo non sta raccogliendo

clamorosi consensi elettorali. Tutt'altro!

La Francia, con l'elezione di François Hollande, pare stia dando

una svolta alla politica dei sacrifici tanto cara al professori del

nostro Paese. Ed ora con l'esito elettorale nel Land del

Nord Reno-Vestfalia, anche questa zona della Germania ha

assestato un sonoro ceffone alla politica di destra.

Un tonfo fragoroso per il partito della cancelliera ed un risultato

eccezionale per quello dei socialdemocratici.

Nal Land più popoloso, più industrializzato, più ricco questi sono

gli eclatanti risultati usciti dalle urne:

- La CDU della Cancelliera cala al 26 per cento;

- i socialdemocatici schizzano al 39 per cento;

- i verdi al 12 per cento;

- fuori (ahimé) la Linke, la sinistra radicale, che pure aveva

ottenuto dei buoni risultati nelle recenti elezioni in alcuni

Länder dell'ex DDR.

La cancelliera paga, dopo Nicolas Sarkozy, il prezzo della

politica dell'austerità imposta all'Europa dal sodalizio con l'ex

presidente della Repubblica francese.

E' presto per dire se Düsselfdorf ha inteso mandare un chiaro

segnale a Berlino in vista delle elezioni politiche del prossimo

anno, ma in ogni caso, la cancelliera e il suo partito, la CDU,

dovranno tenerne conto.

E pensare che la Germania è un Paese dove esiste un robusto

ed efficiente stato sociale, dove il livello degli stipendi è tra il

alti d'Europa, la disoccupazione è ai minimi storici, ma ciò

nonostante chi governa è stato punito in questa maniera.

A fronte delle reazioni del popolo tedesco, che cosa dovrebbe

avvenire in Italia? La rivoluzione armata?



 



 

14 maggio 2012

Unità a sinistra

 

Unità a sinistra

 

Dopo il risultato delle elezioni amministrative, serve un passo

in avanti dell'unità a sinistra, una maggiore unità d'azione delle

forze (con l'esclusione della lega della padagna) che sono

all’opposizione del governo Monti.

Solo così si può evitare l'isolazionismo del quale i partiti della

classe lavoratrice sembrano precipitati.

E' urgente uscire dall'isolazionismo nel quale si trovano tutte

le vere forze della sinistra. E' urgente intercettare l'ampio

malcontento diffuso della società, pena che questo sia

intercettato dalle forze reazionarie, o da quelle populiste e

qualunquistra di Beppe CIcala.

E ciò è esattamente quello che è avvenuto nel passato, anche

recente, dove le crisi economiche hanno prodotto il fascismo

e la morte della democrazia.

Non deve più accadere!

La sinistra deve poter influire sulle forze sane, presenti nel

Partito Democratico e nella CGIL,

Quando si saprà con quale legge elettorale si andrà alle

elezioni politiche del 2013, questa coalizione unitaria della

sinistra potrà agevolmente far sentire la propria voce e

superare gli sbarramenti che, quasi sicuramente, saranno

posti in atto.

Ed anche se, disgraziatamente, il nuovo meccanismo

elettorale sarà di tipo bipolare, una forte unità a sinistra potrà

creare le condizioni più favorevoli nel confronto col PD per un

accordo tattico nel rispetto delle caratteristiche e della dignità

di ogni forza politica federata.

13 maggio 2012

Dietrofront

 

Dietrofront

 

Professor Monti, se questa è la sterzata che Lei a suo

tempo aveva annunciato, siamo perduti!

Che fine ha fatto il rigore (quello verso i deboli è già stato

ampiamente attuato), quello che doveva caratterizzare la

prima fase del Suo programma di governo?

Ecco alcuni esempi di promesse da marinaio:

1) Le auto blu: circa un mese fa, si scrisse che Lei avesse

avuto l'intenzione di acquistare quattrocento auto blu di

media cilindrata per una spesa di circa dieci milioni di euro.

A seguito di una rivolta popolare Lei ha deciso di non farne

nulla;

2) sulla tassazione delle borse di studio, prevista dal

decreto, "semplificazioni", Lei ha dovuto ingranare la

retro marcia per non apparire l'esattore delle tasse sul

merito;

3) anche sull'abolizione dell'esenzione dal pagamento del

ticket sanitario per i disoccupati di cui, ora, Lei ha dovuto

fare marcia indietro ed ora cerca di correre ai ripari.

Tralascio, per non infierire, molte altre perle di questa

collana ormai note a quasi tutta l'opinione pubblica (ad

eccezione dei poveri cristi che non sentono il minimo

stimolo all'informazione).

Se questi sono soltanto dei refusi, come hanno dichiarato

i ministri-professori allora devono porre molta attenzione

alle iniziative che vogliono intraprendere, ma se invece si

tratta di inettitudine allora dovrebbero cambiare mestiere e

dedicarsi all'insegnamento!

Guardi, professor Monti, al suo omologo francese Fransuà

Olòn, recentemente eletto: questo senza molto baccano ha

subito tagliato in maniera molto consistente gli stipendi dei

grandi burocrati di Stato.

Lei che cosa aspetta? Teme un voto contrario del

Parlamento? Teme un voto di fiducia che La mandi a casa

con conseguente crisi di governo?

Non si preoccupi perché dopo la batosta elettorale della

destra del sei e sette maggio i suoi oppositori (o, per

meglio dire i suoi falsi sostenitori) non avranno alcuna

voglia di ricorrere alle urne.

Lei è in una botte di ferro!




 

12 maggio 2012

Salasso

 

Salasso

 

La previsione dell'Unione Europea è quella di una

ulteriore manovra italiana da mezzo punto percentuale

del PIL, e ciò significa circa dieci miliardi di euro che

questo disgraziato Paese dovrà trovare.

E' un ennesimo salasso su giovani, lavoratori e

pensionati ed aggraverà la crisi, già molto grave.

Il pareggio di bilancio da inserire nella Costituzione

e il fiscal compact sono gli strumenti attraverso cui,

in concreto, si supererà la democrazia.

E' il colmo che nella Carta Costituzionale venga

inserito un impegno per la parità di bilancio, perché

la Costituzione è una legge proclama, e non una

legge precetto.

Anche per queste ragioni oggi, 12 maggio, i cittadini

italiani dovranno essere in piazza, a Roma, per

affermare un sonoro "no" alla politica antipopolare

dei professori.

 

11 maggio 2012

Inefficacia

 

Inefficacia

 

Mentre infuria la polemica sullo stipendio ai parlamentari

ci siamo dimenticati di un altro scandalo non meno grave:

quello degli aiuti pubblici alle imprese (anzi intraprese,

come ama dire l'ex presidente del consiglio).

Se lo stipendio dei parlamentari ammonta a qualche

decina di milioni di euro, gli aiuti pubblici alle imprese

ammontano a qualche decina di miliardi di euro.

I contributi pubblici complessivi arrivati alle imprese nel

corso del 2010, secondo la Banca d'Italia, sono stati di

36,4 miliardi di euro. Noccioline!

La stessa Banca si era già espressa su questo tema

affermando che "i contributi pubblici non sono stati in

grado di produrre effetti duraturi sulla performance delle

imprese sussidiate".

La Commissione europea per la valutazione dei progetti

regionali è arrivata sostanzialmente alla stesso giudizio.

Traduzione: le imprese si sono beccate decine di miliardi

di euro ed hanno fatto un affare: chi l'affare non l'ha fatto

è stata la collettività.

Se il presidente del Consiglio, Mario Monti, vorrà prendere

atto di quanto hanno detto la Banca d'Italia insieme con la

Commissione europea sul sistema dei contributi inutili,

il popolo italiano non potrà che ringraziare!

Naturalmente questa iniziativa, se sarà assunta, non dovrà

far passare in alcun modo sotto silenzio il problema degli

stipendi dei parlamentari.

 

10 maggio 2012

Liquefando

 

Liquefando

 

"I partiti si stanno liquefando", tutti. Proprio così ha urlato

o, per meglio dire, ha strombazzato Beppe Cicala un minuto

dopo aver conosciuto i primi risultati delle elezioni del sei e

sette maggio scorso.

Non è stato un lapsus linguae, è stata proprio una serie di

strafalcionate ripetute per almeno quattro volte!

Occorre urgentemente segnalare al comico in via di disarmo

che il verbo liquefare al participio presente fa liquefacendo,

non liquefando.

Qualcuno potrà obiettare che non sono queste le cose che

contano, ma sono i programmi, le idee chiare, l'onestà e la

competenza le cose che contano per chi vuole cimentarsi

con la politica. Ed è vero: sono queste, non quelle, le cose

che contano!

Dovrà anche essergli segnalato che, in fisica, la liquefazione

è il passaggio dalla forma gassosa a quella liquida e se il

comico intendeva considerare i partiti nella loro forma solida,

allora il passaggio sarebbe stato la fusione, enon la

liquefazione.

Ma forse questo è troppo per il comico disoccupato datosi

alla politica.

Il segnale fenomenico che il novello Ridolini vuol dare di sé

è di una pochezza infinita. Le sue concioni pubbliche sono

un misto tra il turpiloquio, il qualunquismo, il pressapochismo.

Probabilmente questo arruffapopoli, constatato il crollo della

Lega Padagna, ne vuole occupare lo spazio da questa

lasciato libero.

Non sono un esperto di flussi migratori elettorali, ed è presto

per dirlo, ma molto probabilmente i delusi dalla Lega si

potrebbero essere rivolti al suo movimento: il movimento

cinque comete, così come i delusi di stradentiera potrebbero

aver incrementato le folle degli astenuti.

Ipotesi abbastanza verosimile perché questi e quella sono

affratellati da una visione distorta della politica e pescano

abbondantemente in una fauna comune: quella dei poveri

cristi.

Una amara, ma non nuova, considerazione: Il popolo italiano

non si decide ancora ad uscire dal suo stato di torpore che

dura, ormai, da un ventennio.

Il crollo della prima Repubblica è avvenuto a seguito del

giusto intervento della Magistratura con la messa sotto

accusa di larga parte del personale politico di allora, ed in

questa vicenda il popolo italiano è rimasto alla finestra a

guardare.

Crollata la prima Repubblica il popolo di cui sopra ha dato

tutto il potere ad un incapace che ha portato il Paese ad un

passo dalla catastrofe. Il Presidente della Repubblica è stato

l'artefice dell'allontanamento di tale incapace dalla guida del

governo, ed il popolo è rimasto ancora alla finestra, a

guardare. Ora con l'ampio consenso che viene assegnato al

comico delle cinque comete il popolo italiano ricade nello

stesso, identico errore.

Sarà colpa del destino, o più verosimilmente, della stupidità?

 

 

 

09 maggio 2012

Fransuà Olòn

 

Fransuà Olòn

 

E così, dopo diciassette anni, l'Eliseo ha un nuovo inquilino.

Un socialista, François Hollande, è riuscito a mandare in

pensione il precedente presidente, prima amico, poi nemico

di stradentiera.

Pare che i famigli del nostro ex "statista" abbiamo provato

un'intima soddisfazione per questa sconfitta perché costui

si era permesso - insieme con Angela Merkel durante un

incontro europeo - di ridicolizzare lo stradentiera nazionale

italiano.

I due "culo e camicia" per essere propugnatori di una

identica visione del mondo, una visione di destra, hanno

rotto i rapporti amicali a seguito della gustosa scenetta

sopra ricordata.

Va bene tutto, hanno pensato i suoi famigli, ma, ohibò,

come si è permesso il presidente francese, ora trombato,

di ridicolizzare pubblicamente il nostro signore e padrone?

Ben gli sta la trombatura elettorale, così impara!

A parte gli scherzi il nuovo presidente transalpino dovrebbe

imprimere una svolta alla politica europea. Dovrebbe saper

imprimere non solo nel suo Paese, ma nell'intera Europa

una politica economica non più fatta di solo rigore, ma

anche di sviluppo.

Staremo a vedere, ma non facciamoci soverchie illusioni

perché il socialismo di Fransuà Olòn è un socialismo

all'acqua di rose, perché la Francia è sostanzialmente un

paese di destra (così come lo è l'Italia), perché la sua

vittoria elettorale è stata molto striminzita e dimostra di non

godere di un largo consenso tra i francesi.

In ogni caso meglio un socialista all'acqua di rose che un

personaggio di destra collocato a metà tra il gollismo ed

il populismo.

In ogni caso, ancora, auguri al nuovo Président ed

all'Europa!

 

 

 

 

 

 

 

08 maggio 2012

Invocazione

 

Invocazione

 

Esiste una tragica ed accorata invocazione-preghiera-minaccia

introdotta nelle ultime settimane dai leghisti della Padagna:

Umberto, Umberto, deh, perché ci hai abbandonato?

Un accorata invocazione-preghiera-minaccia non più soltanto

elevata da pochi intimi, ma da una marea montante di padagni

rimasti orfani del loro padre: il padre della Padagna!

Questo padre era la luce che illuminava il sentiero da percorrere

per l'affrancamento dei padagni dalla schiavitù di Roma. Era il

nume tutelare della cultura e delle tradizioni del popolo nordico,

da sempre sottomesso a quello sudicio, che ha tentato fino allo

spasimo di dare dignità ed onore ai padagni ed alla loro terra.

Ma l'opera meritoria di affrancamento dei celti dalla barbarie e

dalla disonestà di Roma è stata proditoriamente (Prodi non

c'entra nulla) interrotta dall'ennesimo disegno criminoso della

Magistratura al servizio del bolscevichi sudisti.

Questa brutta genìa di inquisitori ha voluto mettere in risalto

alcune monellerie compiute dai celti padagni al solo scopo di

mettere in difficoltà il loro gruppo dirigente che stava al di sopra

di ogni sospetto.

Sono ricorsi, questi tristi magistrati, alle più vergognose, assurde

accuse contro la distrazione di risorse pubbliche, delle quali i

celti si sarebbero resi responsabili.

Che Paese è diventato l'Italia? Perché viene fatto divieto di

distrarre risorse da Roma ladrona? In fin dei conti i fondi distratti

avevano una nobilissima funzione: sollecitare il mantenimento

dell'occupazione nelle miniere d'oro e in quelle dei diamanti.

Con i tempi che corrono, e con la disoccupazione galoppante,

che interessa non solo questo Paese, ma il mondo intero, i celti

intendevano perseguire proprio questo obiettivo.

Ma l'azione è stata bruscamente interrotta dall'ignobile intervento

dei Magistrati, famosi per non essere sensibili al dramma della

disoccupazione.

Non se ne può più!

E come se non bastasse è intervenuta anche la stampa, che

senza un minimo di tolleranza, si è accanita contro i titoli di

studio conquistati con grande impegno e sacrifici dal "trota"

(pardon: dal delfino) del padre della Padagna, da una delle sue

badanti e dal di lei compagno.

La prestigiosa università di Tirana, presso la quale si sono

laureati i personaggi di cui sopra, cosa penserà della campagna

iniziata dalla stampa italiana contro la severità nella concessione

di titoli accademici di questo ateneo?

Ecco perché il disastroso esito della la lega padagna nelle

elezioni amministrative di ieri e di ieri l'altro, fanno elevare

accorate preghiere ed alti lai indirizzati all'Umberto regionale.

Questo movimento-partito, ora negletto, orfano della sua alta

guida politica e morale, non poteva avere che il risultato che

ha avuto.

Vien da dire, parafrasando l'idioma aramaico-padano, una

famosa invocazione: Bossì, Bossì, lemà sabactàni?

 

 

 

 

07 maggio 2012

Dialogo tra sordi

 

Dialogo tra sordi

 

C'è un mio commentatore, quasi l'unico, il quale con una

apprezzabile frequenza commenta alcuni miei post.

I commenti sono dei capolavori di logica, di osservazioni

pertinenti al tema, sempre condivisibili, nei quali si può

facilmente notare il possesso di un notevole bagaglio

storico culturale.

Peccato che tali commenti non sollecitino l'intervento di

altri commentatori perché le osservazioni che contengono

sarebbero degne di essere discusse, condivise oppure

ulteriormente approfondite.

L'approfondimento non può essere fatto da me stesso,

altrimenti questo blog conterrebbe un "dibattito a due"

con l'emarginazione di ogni altro possibile intervento.

In un altro e diverso blog, invece, i commentatori sono

parecchi, ma ahimé, contengono solo insulti, frasi fatte,

disinformazione, rigidità mentale, e questi non vale

nemmeno la pena di leggerli, né di rispondere.

Invece, come più su affermato, il commentatore che più

spesso si cimenta con le mie provocazioni si legge con

piacere non solo per lo stile con il quale si esprime, ma

soprattutto, per i concetti e le idee che contiene!

Il suo ultimo commento, riguardante la rigidità mentale di

alcuni molestatori-venditori di merci, servizi, ma anche di

ideologie, mi trova pienamente d'accordo con tutto ciò

che contiene.

Sì, perché venditori di religioni e di ideologie politiche,

hanno tutti le stesse caratteristiche: sono possessori di

indiscutibili certezze, di rigidità mentale, di dogmi.

Ma quello che fa specie è che, se tali caratteristiche solo

normali nel credo religioso (di ogni specie), non

dovrebbero esserlo nelle ideologie di coloro che si

richiamano al marxismo.

Il dogmatismo di questi ultimi conoscono il marxismo solo

per sentito dire e non immaginano che marxismo e

dogmatismo sono due posizioni inconciliabili.

"Lotta Comunista", citata del mio cortese commentatore

come esempio di rigidità mentale, non può avvicinarsi alla

filosofia marxista come un credente si avvicina alla Bibbia,

al Corano, ecc, senza commettere un "reato" ideologico.

Marx non era un dogmatico, ma un teorizzatore della

dialettica della storia, la quale è in continuo incessante

divenire.

Un "comunista" che non ha compreso queste elementari

verità non ha il diritto di chiamarsi comunista: è solo un

epigono di Karl Marx.

Il marxismo ha affermato che tutto, storia, economia, fedi

religiose, arte, sono sovrastrutture del potere vero: gli

interessi economici e che "tutto" è transeunte per il

continuo intervento dell'opera dell'uomo, che con la sua

volontà, ottimismo, ed intelligenza cambia il mondo.

Il marxista, il comunista vero, non ha certezze dogmatiche

ed è continuamente disposto a rimettere in discussione le

sue teorie perché il marxismo non è una religione, ma un

metodo di indagine storica per la comprensione dei

fenomeni sociali.

Il marxista vero non è, non può essere, annoverato tra la

stirpe dei sordi che dialogano, perché non è sordo alle

istanze sociali, né sordo alle teorie che hanno una diversa

provenienza da quella marxiana.

Il luogo istituzionale, dove dovrebbe alloggiare il criterio

del dialogo tra "udenti" e non tra sordi, dovrebbe essere il

Parlamento. Là si dovrebbero esprimere le proprie opinioni,

ascoltare quelle degli altri, essere disposti ad adottarne

altre perché dal confronto delle idee nasce la sintesi

necessaria per il proseguimento delle attività politiche e

..... cerebrali!

Purtroppo questo non avviene: là ognuno si presenta con

la sua poesiola da recitare a memoria e non disposto ad

ascoltare quella degli altri, cosicché il Parlamento è proprio

ciò che il termine indica: il parlamento!

Sarebbe interessante esaminare perché avviene tutto ciò,

perché coloro che siedono su quegli scranni abbiano

rinunciato all'intelligenza con la società e siano divenuti

meri “pigiatori” di bottoni per le votazioni.

Sarebbe davvero interessante, ma questo è un altro paio di

maniche!

 

 

 



 



 

06 maggio 2012

Rosa Luxemburg

 

Rosa Luxemburg e Karl Liebknecht

 

La notte del 15 gennaio 1919 a Berlino, veniva arrestata

Rosa Luxemburg: i crucchi di allora odiavano tutto quello

che lei aveva rappresentato in Germania per due decenni:

il socialismo, l’antimilitarismo, il femminismo, l’opposizione

alla guerra che avevano perso nel novembre del 1918.

Pochi giorni prima la reazione padronale ed il suo braccio

armato, la socialdemocrazia, aveva schiacciato la rivolta

dei lavoratori a Berlino e Rosa Luxemburg aveva avuto il

coraggio di sfidarla scrivendo il suo ultimo articolo: “L’ordine

regna a Berlino!”.

Uno degli uomini che aveva eseguito l'arresto la colpì col

suo fucile alla testa (forse per un eccesso di zelo o, più

probabilmente su esecuzione di un preciso ordine ricevuto).

Runge si chiamava l'assassino!

Lo stesso trattamento fu riservato a Karl Liebknecht al quale

spararono un colpo a bruciapelo.

Nel 1962 il governo federale tedesco con una singolare

dichiarazione affermava che "l'assassinio era stata

un'esecuzione in linea con la legge marziale”.

Capito? un'esecuzione in linea con la legge marziale! Ci

sarebbe da rabbrividire dalla lettura di queste parole degne

della più squallida dichiarazione che il governo dell'ex

Germania Ovest - al servizio della reazione - ha diramato.

Un'indagine posteriore ha concluso che era stato il

governo socialdemocratico di allora a decidere della sorte

dei due rivoluzionari assoldando una banda di assassini

in divisa.

Oggi, il capitalismo continua a dimostrare che la guerra non

è mai un incidente, ma una scelta precisa per la tutela dei

suoi sporchi affari. Le guerre, la aggressioni scatenate in

tutto il mondo sono la dimostrazione più lampante.

Ed oggi, ahinoi, Rosa Luxemburg e di Karl Liebknecht

sono quasi dimenticati. Dimenticati anche dalla sinistra

troppo occupata a parare i colpi delle masse che la stanno

abbandonando. Troppo occupata nel parlamentarismo,

scambiato per democrazia e come strumento di

mutamento sociale.

Rosa Luxemburg dovrebbe essere ancora un riferimento

indispensabile nei grandi dibattiti della sinistra per la

realizzazione della sua strategia: "Un altro mondo è possibile”.

Essa diceva: "Chi non si muove non può rendersi conto

delle proprie catene”, e " Nel tempo dell'inganno universale,

dire la verità è un atto rivoluzionario!".

Già, ma "occhei ragassi" lo sa?








 

05 maggio 2012

Tassa di scopo

 

Tassa di scopo

 

Premesso che non sono tra quelli che elevano piagnucolosi

e alti lamenti sul pagamento delle imposte; premesso anche

che sono un convinto assertore della necessità di pagarle;

premesso, infine, che le imposte sono l'alimento dello stato

sociale, tutto ciò premesso credo che si debba elevare una

forte e severa condanna verso tutti coloro i quali, oltre al

lamento, non le pagano!

Il lamento va lasciato ai ricchi ed allo stradentiera nazionale

i quali sanno bene che pagano pìù di quanto ricevono: non

hanno bisogno, loro, delle stato sociale in quanto non sono

fruitori (per loro libera scelta) dei servizi pubblici.

I ricchi non si avvalgono della scuola pubblica, né della

sanità pubblica perché preferiscono quella privata e per le

cure sanitarie si rivolgono alle strutture estere.

Chi, invece, non avrebbe nessuna ragione di lamentarsi

sono i poveri cristi, quelli che ricevono dalla Stato più di

quanto pagano. Ma sono proprio questi ultimi a non rendersi

conto che il loro lamento va a tutto vantaggio dei ricchi.

Le imposte regolarmente pagate possono anche dare luogo

a sprechi, a disonestà, a ruberie perpetrate dai burocrati di

Stato. Questa non è una ragione sufficiente per inveire

contro le imposte e chiederne l'abolizione. Se un'abolizione

va fatta questa dev'essere rivolta contro i malfattori di Stato,

non contro le tasse. Queste vanno mantenute, sono quelli

che vanno aboliti!

Il governo "Prodi" aveva a suo tempo introdotto "la tassa di

scopo", un'imposta finalizzata ad un progetto preciso, un

progetto che doveva prendere vita sotto gli occhi di tutti.

Di questa decisione non se n'è saputo più nulla ed ora il

governo "Monti" sta ricordando ai Comuni l'esistenza di tale

tassa, battezzata dai media "Imu bis".

E' un chiaro segnale che il governo indirizza ai Comuni: "La

tassa esiste e se volete riempire le casse comunali sapete

cosa fare!

Le tasse di scopo dei Comuni hanno una loro nobilissima

funzione: scuole, asili per l'infanzia, trasporti pubblici locali

sono indispensabili per un corretto vivere civile, ma

dovrebbero cessare di esistere col raggiungimento

dell'obiettivo prefissato.

Diverse sono le tasse di scopo volute e gestite dalle

amministrazioni centrali: per la guerra di Abissinia, per Suez,

Vajont, Belice, Friuli, Irpinia, Libano, e via dicendo, le quali

non sono mai state abolite perché inglobate nella fiscalità

generale.

Il problema, quindi, non è quello di abolirle, ma quello di

amministrarle onestamente e correttamente, tagliando le

unghie, se il caso lo prevede a tutti profittatori, numerosi in

questa Penisola.

 

 

04 maggio 2012

Testimoni di "Genova"

 

Testimoni di "Genova"

 

Sono stato recentemente avvicinato per strada da due

persone rigidamente vestite di scuro che recavano in

mano una cartella, anche lei di colore scuro.

Mi hanno aggredito con una domanda insolita: "Lei sa

perché è al mondo? Perché vive?". Ho capito al volo

con chi avevo a che fare: con due testimoni di Geova.

Ho cercato di scantonare perché non avevo nessuna

voglia di imbarcarmi in un dibattito stradale privo di

senso: non è così che si affronta la tematica, peraltro

assurda sul tema della teleologia, sulle finalità dell'uomo.

Poiché la loro insistenza non mi dava scampo e poiché

non volevo essere considerato un maleducato, ho

cercato di divertirmi (e di ciò un po' me ne dispiaccio)

accogliendo la domanda provocatoria.

Ora mi pento di essermi divertito alle loro spalle perché

si trattava di poveri cristi che avevano imparato la

lezioncina a memoria. Lezioncina da recitare ad ogni

occasione utile per conquistare nuovi adepti.

Ho chiesto il perché, provenendo da Genova, anziché

da Savona, si trovassero nella città di ......!

Dalla domanda è scaturita una lezione di storia religiosa:

mi è stato spiegato che non provenivano da Genova e

che il nome della loro religione derivava da Jahvè (il

nome ebraico di dio), e che la loro religione è l'unica,

tra le tante, ad essere quella vera!

E' stato del tutto inutile cercare di far loro capire tutte le

assurdità contenute e nella Bibbia (l'unico libro che,

forse, hanno letto) e nel loro incredibile credo:

- il rifiuto delle trasfusioni di sangue;

- Il rifiuto dei trapianti d'organo;

- il rifiuto delle vaccinazioni:

- i "salvati" che saranno solo centoquarantaquattromila

(dodicimila per ogni tribù d'Israele;

- e via elencando.

Come far capire a questa gente che stava perdendo il

proprio tempo per cercare di convertire chi, o non

vuole essere convertito, o non è interessato alla

conoscenza di queste sciocchezze?

Sono riuscito a "liberarmi" non senza averli messi in

seria difficoltà, ma sono sicuro che non hanno capito

la lezione: avranno già fermato qualche altro pedone!

Una considerazione finale: quei pochi testimoni di

"Genova" che ho avuto la sventura di conoscere

appartenevano tutti all'ultimo gradino della scala

intellettiva (e anche sociale) e usavano l'appartenenza

a questa religione come uno strumento di distinzione

sociale.

Peccato per loro perché non è così che ci si eleva

socialmente e intellettualmente.

 

 

 

03 maggio 2012

Larghi orizzonti

 

Larghi orizzonti

 

Un leghista veneto, tale Santino Bozza ha detto: «Basta

con i lumbard, la Lombardia si sta rivelando una fogna

politica». Come si può notare si tratta di una garbata

espressione rivolta all'indirizzo dei sodali di ieri.

Santino Bozza (ma come avrà fatto a scoprire questa

palese verità?), è un consigliere regionale della regione

Veneto che sta organizzando, con altri rappresentanti

consiliari della sua parte, sindaci e parlamentari, una

lista pro-Zaia (l'attuale presidente della Regione).

La lista si dovrà oppore all’ascesa del «tracotante

vergine» Maroni: ovvero 'il nuovo che avanza'.

L'iniziativa pare voler mettere la parola fine ad una

parabola che - fino a pochi anni fa - sembrava immortale:

"Lega ora e sempre!".

Se la lega all'inizio della sua avventura politica incitava

a dividere l'Italia con la parola d'ordine: salviamo il Nord

dal naufragio economico, politico e morale del Sud, ora

il mitico nord-est sembra voler dire: salviamo il Veneto

da naufragio politico e morale della Lombardia.

Si rende conto, Santino Bozza insieme con tutti suoi

correligionari, che questa iniziativa tarpa definitivamente

le ali ad ogni velleità di rinascita del "trota", un giovane

dai larghi orizzonti?

02 maggio 2012

L'asiniere

 

L'asiniere

 

Lo scrittore Simone Barillari (un critico letterario), racconta

in un libro come un ex leader sia riuscito a spaccare l’Italia

come pochi altri prima di lui erano riusciti.

Dov’è il famoso punto G? Nella ‘g’ di “shopping”. Gli

sconti sono ciò che fa godere le donne!”.

Questa barzelletta non è stata raccontata in un’osteria della

Padagna, ma durante un congresso politico. Chi che l’ha

raccontata è un vecchio animatore turistico - e cantante -

per navi da crociera che ha fatto il presidente del consiglio

per molti anni, credendo pure esserlo!

Al critico letterario va mossa un'unica critica: non è vero

che l'ex leader sia riuscito a spaccare l'Italia: l'ha unita!

L'ha unita tenendola legata con la colla del qualunquismo,

della volgarità, dell'oscenità.

Chi indovina chi è questo campione della politica che ha

trasformato la dedizione al servizio pubblico in una

buffonata da avanspettacolo?

Che sia l'Asiniere (pardon: il Cavaliere)? Sì, è proprio lui!

Una casa editrice: Errata Naturæ, ha pubblicato un libro

dal titolo "Il re che ride" (sottotitolo: “storia critica del

fallimento politico, economico e morale dell’Italia”) nel

quale sono documentate tutte le storielle e le oscenità

pronunciate dall'ex lader (pardon: leader).

Lui, l'ex leader, non ha mai rinnegato la sua vocazione di

teatrante da strapazzo e non ha mai smesso di essere un

cantante mediocre e un comico volgare perché è sempre

circondato da una corte dei miracoli pronta ad acclamarlo.

Per quasi vent'anni l'Asiniere ha imperversato col suo

spirito tragicomico in tutte le situazioni, dalle più solenni e

istituzionali a quelle più informali. Ogni luogo era buono per

recitare l’ultima trovata.

Il suo rapporto con le barzellette oscene aveva - ed ha -

dell'inverosimile per lo sconcio che contengono e per

la costanza che lo anima nel raccontarle.

Sorge spontanea una domanda: ma perché devono essere

sempre i colti a porre in luce, a denunciare le malefatte

dell'asiniere e non, invece, un italiano qualsiasi? Forse

perché questi ultimi non si sono ancora completamente

affrancati dalla pseudo cultura dell'”ex”?

 

 



01 maggio 2012

Sette sataniche

 

Sette sataniche

 

Solo in Sicilia per combattere il diavolo esistono 20 sacerdoti

della chiesa cattolica ufficialmente accreditati come esorcisti.

E' una vergogna internazionale che non dovrebbe stupire più

del necessario perché l'Italia è considerata come uno dei

Paesi più superstiziosi. In questa Penisola si vive un autentico

boom” di sette, un fenomeno senza paragoni rispetto agli altri

Paesi occidentali. Non è solo un fenomeno siciliano, ma è un

fenomeno largamente esteso su tutto il territorio nazionale,

anche in Padagna!

Molto spesso nei credenti si tende a confondere la fede con

la superstizione, e questo si trasforma in un punto debole per

molti "credenti". Proprio da qui nascono e approfittano dei

poveri cristi guru, maghi e ciarlatani, guaritori.

Con la creazione del 'Telefono Antiplagio' si è potuto notare

che sette e santoni stanno crescendo come funghi.

Tra queste stanno proliferando anche le sette sataniche, che

ammontano a circa ottomila, con più di seicentomila adepti.

Fenomeno, questo, non molto dissimile alle migliaia di nuovi

culti e forme religiose legate a figure carismatiche.

Tanto per non fare nomi: cos'ha di molto diverso l'irrazionale

devozione verso 'padre Pio' da quella verso la 'maga', ora

condannata, che diffondeva dagli schermi televisivi promesse

di miracoli, unguenti, prodotti inutili, oltre che dannosi per la

salute?

La denuncia è stata fatta dalla rivista ufficiale della Polizia di

Stato italiana Polizia moderna. Il fenomeno del 'satanismo' è

sempre più esteso”, si segnala, in Lombardia e Piemonte

(regioni 'mitteleuropee'), Lazio.

Nell'ultimo trimestre, nella diocesi siciliana di Monreale, sono

state rubate ostie e oggetti sacri in quattro chiese, per essere

poi utilizzati durante cerimonie e 'messe nere'.

Chi ha definito la Sicilia come il paradiso del diavolo e la terra

degli esorcisti, si è sbagliato di grosso perché la stupidità

umana non è concentrata in una sola Regione: è interregionale!

 

 





 

30 aprile 2012

Siamo più tedeschi dei tedeschi?

 

Siamo più tedeschi dei tedeschi?

 

Qualcuno è tentato di rispondere di sì, lo siamo! Tale

convinzione nasce dal fatto che col governo Monti il

Paese ha acquistato tutte quelle caratteristiche che in

passato non aveva mai avuto: considerazione all'estero,

un capo del governo serio e tecnicamente preparato,

un popolo che pur mugugnando - a ragione - si rende

conto che per uscire dalla gravissima crisi la politica

dei sacrifici - sarebbe stato preferibile se fossero stati

più equamente distribuiti - è necessaria, pena il

fallimento.

Ma tutto ciò è sufficiente per farci sentire dei tedeschi!

La risposta è ovvia: no, occorre qualcosa in più!

Se per scimmiottare la Germania il governo di super

Mario pensa che sulla riforma dell'ormai arcinoto art.

18 sia sufficiente l'ultima proposta, quella che, sì,

prevede il reintegro sul posto di lavoro di chi è stato

ingiustamente licenziato, ma con tanti e tali cavilli da

renderlo praticamente inapplicabile si sbaglia di grosso.

In Germania, caro professore, l'articolo 18 esiste,

eccome (magari non si chiamerà articolo diciotto, ma

Artikel achtzehn), ma funziona benissimo!

Le imprese in quel Paese continuano ad assumere

personale e ciò dimostra che non è questa norma ad

impedire le assunzioni, come vorrebbero far credere

governo e padronato. Ciò dimostra che questa loro

arroganza non è altro che il tentativo di umiliare i

lavoratori ed il loro sindacato più rappresentativo, il

tentativo di riguadagnare il terreno perduto durante le

grandi lotte operaie del passato.

Non si deve permetterglielo!

Il governo Monti sta commettendo il suo primo serio

errore?”, si chiede Gian Enrico Rusconi su La Stampa.

Se ha dichiarato di ispirarsi al modello tedesco, non

può non sapere che in Germania una norma analoga

esiste e che si basa sulla concertazione con le parti

sociali, quelle stesse basi sociale che il professore

insieme con la che sua ministra del lavoro ha invece

platealmente ignorato.

Chi vuole apparire teutonico deve esserlo fino in fondo

e non solamente per la parte che più lo interessa.

29 aprile 2012

Formaldeide

 

Formaldeide

 

Ha avuto luogo, a Milano, il consueto appuntamento annuale

del "Salone internazionale del mobile".

L'appuntamento di quest'anno è servito anche per fare luce

su un tema mai sviluppato negli anni passati: la sicurezza

dei mobili che arredano le nostre case.

L'odore aspro che irrita la gola e fa lacrimare gli occhi non

è assolutamente salutare, non è originato da qualche strana

sostanza, ma dalla formaldeide, una sostanza usata nella

produzione delle resine che trovano impiego nelle schiume

isolanti, negli adesivi, nelle colle e nelle vernici.

Insomma, la formaldeide è presente nei materiali di cui è

composto l'arredamento domestico.

La maggior parte degli agglomerati di legno, contenenti

tale sostanza, la rilasciano nel corso degli anni.

Uno studio del "Centro internazionale di ricerca sul cancro

(presente in Francia) ha definitivamente classificato la

formaldeide come un cancerogeno certo per l'uomo.

L'attività cancerogena "riguarda in particolare le prime vie

aeree (rino-faringe, fosse nasali, seni paranasali)" afferma

il Centro.

Cosa fare, allora? Per coloro che già hanno acquistato

mobili il consiglio del Centro è quello di aerarli il più

possibile, tenendo aperte le ante e cassetti.

Ma la soluzione vera, della quale dovrebbero prendere

nota produttori e consumatori, è quella di consigliare

l'acquisto dei mobili dotati di un certificato (certificato già

esistente) che attesti l'assenza di questa sostanza.

Probabilmente i nostrani produttori di arredamento si

riforniscono di prodotti dalle zone del terzo mondo perché

il prezzo è più vantaggioso, soprattutto se, poi, viene

rivenduto come un “eccellente” prodotto nazionale.

I nostri produttori anziché rincorrere sempre il massimo

profitto, anche e scapito della salute, perché non

investono in ricerca? Nella ricerca di nuovi materiali coi

quali produrre i loro mobili?

La domanda è oziosa, e la risposta è scontata: per

realizzare sempre maggiori profitti a dimostrazione del

degrado morale nel quale è caduto il Paese di papi!

La salute dei consumatori? E chi se ne f.... della salute

dei consumatori? Il denaro è molto più importante!

 

 

 

 

28 aprile 2012

Italia sculettante

 

Italia sculettante

 

L'esuberante stradentiera, il più longevo presidente del

consiglio in carica dal dopoguerra ad oggi, non è diventato

soltanto famoso, in Italia ed all'estero. per tutte sue gaffes

politiche, per i suoi scandali privati, ma anche per essere

stato il promotore di una nuova figura femminile.

Il suo comportamento ha involgarito tutta la società italiana,

specialmente il mondo femminile.

Ha conferito incarichi pubblici solo alle belle ragazze che

disponevano di "anteriori" e "posteriori" fuori del comune.

Con lui sono persino diventate parlamentari, ministre e

sotto segretarie, ma in virtù di che cosa? Di particolari

capacità culturali, politiche, amministrative? Ma no, non

facciamo ridere: in virtù di altre ..... doti!

Sarà doloroso. Non sarà facile”, avverte Lorella Zanardo,

che ha criticato con forza il modo in cui le donne vengono

rappresentate sulla televisione italiana.

La società italiana maschilista da sempre ha conosciuto

con lo stradentiera il suo acme. Molte donne (e anche

parecchi uomini) lo accusano di aver diseducato alla

sobrietà gli italiani con i suoi svariati scandali sessuali e

con il controllo esercitato sui media, dove ha promosso

la sua personale inclinazione per veline tutte curve.

Ed allora perché scandalizzarsi se qualche giovane e

bella ragazza intervistata afferma che: "Quando sarò

grande, voglio diventare velina o ministro".

Velina o ministro sono la stessa cosa per papi, che

ha trasmesso alle giovani donne questo messaggio.

Non contano più, lo studio, la seria applicazione sul

lavoro, l'onestà: quello che conta è lo sculettamento

davanti ad una telecamera e, dopo lo sculettamento,

un incarico di parlamentare o di ministro.

Completamente diverso, il suo successore alla guida

del governo, un uomo dal quale mi divide un mare di

differenze, ma un uomo di cultura, un tecnocrate la

cui serietà ha già ottenuto il plauso di molti italiani e il

rispetto degli altri leader mondiali, incluso il presidente

Obama.

Con Monti le donne stanno acquistando un nuovo ruolo

non più legato alla misura del seno, ma dalla capacità

e dalla rispettabilità. Non è un caso se tre fra i principali

Ministeri sono stati assegnati alle donne.

Ed ora è necessario estendere queste scelte anche

verso il basso: non più essere tollerato che le donne

siano viste solo come oggetti sessuali in dispregio ad

ogni altra loro caratteristica: intelligenza, sensibilità,

disponibilità verso i più deboli, generosità.

Non sarà facile, né breve, questo percorso, ma oggi

almeno è stato tolto dai piedi un nanetto malato di sesso

che ha infettato non solo la considerazione verso il

mondo femminile, ma la società intera.

 

27 aprile 2012

7047

 

7047

 

Questo è il numero di matricola che era stato assegnato

al carcerato Antonio Gramsci nella sua detenzione nelle

carceri del regime fascista.

Antonio Gramsci di cui ricorre oggi il 75esimo anniversario

della morte è stato un fiero antifascista condannato a

vent'anni di carcere e rilasciato dopo un decennio a causa

delle sue gravissime condizioni di salute. Dieci anni di

carcerazione hanno prodotto un gravissimo stato di salute

tant'è che nel mese di aprile del 1937 il regime ha deciso

di liberarlo. Antonio Gramsci è poi deceduto il giorno

ventisette dello stesso mese!

E' stato un omicidio di Stato, un omicidio del regime

fascista (come lo è stato, nel giugno del 1924, quello di

Giacomo Matteotti), quello stesso regime di cui il nostro

stradentiera ha avuto modo di dire "il fascismo non ha mai

ucciso nessuno, al massimo inviava i suoi oppositori in

qualche amena località turistica, in qualche isola del

mediterraneo". Parole ignobili, ma degne di chi le ha

pronunciate.

Ne sanno qualcosa (ne sapevano qualcosa) Giorgio

Amendola, inviato in villeggiatura nell'isola di Ponza , e

Sandro Pertini in quella di Ventotene.

Sono migliaia i villeggianti favoriti dal fascismo.

Antonio Gramsci è stato uno dei fondatori del Partito

Comunista ed uno del fondatori dell'Unità, il giornale del

partito.

Un intellettuale di prima grandezza, oggi, forse, un po'

dimenticato che ci ha lasciato un'imponente mole di

scritti di natura filosofica, ideologica, politica, e i famosi

"Quaderni dal carcere", nei quali risulta una lucida analisi

dei problemi del suo tempo e una proposta per la loro

risoluzione.

Non è questo il luogo per l'esame, ancorché semplice,

dei pensieri, delle analisi e delle rispettive sintesi

elaborate da Gramsci, ma credo che oggi le sue opere

andrebbero rilette, meditate con attenzione, per evitare

che i moderni stradentiera continuino a pronunciare

sciocchezze, e che i vari Uolter Veltroni li seguano

supinamente.

 

26 aprile 2012

Viva Roma ladrona

 

Viva Roma ladrona

 

Vien da dire così proprio così: viva Roma ladrona!

Quando veniva pronunciata questa condanna: "Roma

ladrona" i leghisti potevano vantare qualche dote di

onestà. Ma oggi sono diventati anche peggio di quelli

che condannavano.

Nella prima repubblica quelli che rubavano avevano

almeno la capacità di governare ed avevano un

bagaglio culturale di prim'ordine; quelli che hanno

governato fino al mese di novembre del 2011

sono stati degli incapaci ed anche culturalmente dei

buzzurri e, per finire, parimenti ladri. Tant'è che oggi

si può dire: "E' stato meglio essere governati con

Roma ladrona piuttosto che con Padagna ladrona!".

Stando così le cose non era migliore la "prima

repubblica" di questa scalcinata "seconda"?

La risposta è di una semplicità disarmante: la prima

repubblica sta alla seconda come l'oro sta all'ottone!

Famiglia Cristiana, il noto settimanale voluto e creato

dal politbjuro del Partito Comunista dell'Unione

Sovietica, nel suo ultimo numero ha ospitato un

articolo sugli scandali dei mancati moralizzatori del

nostro Paese:

"Nello scandalo della distrazione di fondi della

Lega entra un nuovo inquilino, Roberto Calderoli.

L'affitto di casa a Roma sarebbe stato pagato con i

l denaro dei contribuenti destinato al rimborso dei

partiti. E’ quanto emerso dagli atti sequestrati ed

esaminati dai carabinieri del Noe di Roma. Si è

appreso che il canone versato era di 2.200 euro

mensili per un appartamento al Gianicolo (ma ora

si sa anche di un altro appartamento nel centro

della capitale era occupato, da questo padagno, ad

equo canone - pare tremila euro mensili).

Le indagini sono state svolte nell’ambito del filone

d’inchiesta sulla Lega condotto dai pm di Napoli

Piscitelli e Woodcock. Il proprietario dell’appartamento,

interrogato dai carabinieri, avrebbe confermato la

circostanza. Calderoli guida insieme con Roberto

Maroni e Manuela Dal Lago il triumvirato destinato

a traghettare il Carroccio, dopo le dimissioni del suo

fondatore Umberto Bossi, coinvolto nello scandalo".

Venerdì 20 aprile Vergintetorige, fondatore e padrone

di questa onestissima formazione politica, ha cambiato

tattica: non più "io non ne so niente", non più "è tutto

un disegno per gettare fango sulla Lega", ma "dei

nostri soldi facciamo quel che vogliamo, anche buttarli

dalla finestra"!

Eh no, caro Vercingetorice, i soldi non sono vostri, ma

dei cittadini italiani e sono il "rimborso" delle vostre

spese elettorali.

Veramente le parole di fondatore-padrone non erano

esattamente queste, ma dei grugniti poi tradotti da

bravi poliglotti.

Il guaio, che questo ennesimo scandalo può provocare,

è quello che i poveri cristi cominciano a pensare che se

anche il "partito degli onesti" si comporta in questo

modo, che cosa accade in quello dei disonesti?

Perciò sarebbe molto meglio, quasi inevitabile azzerare

tutti i rimborsi elettorali, e per tutti i partiti.

Questa soluzione sarebbe molto gradita per il partito di

papi il quale, essendo molto ricco, non ha bisogno dei

rimborsi per fare politica, ed a quello di Beppe Cicala il

quale, avendo difficoltà di comprendonio, avrebbe

raggiunto il suo scopo.

A rimetterci sarebbero soltanto quelle forze politiche

(soprattutto popolari edi sinistra) che possono continuare

a fare il loro lavoro grazie ai rimborsi elettorali.

Meditate gente, meditate!





 

25 aprile 2012

Padroni in casa nostra

 

Padroni in casa nostra

 

Questa massima della Lega della Padagna è stata inventata

pochi anni fa e aveva lo scopo di iniziare una lotta contro i

nuovi arrivati: i lavoratori extracomunitari. Questi, brutti,

sporchi e cattivi, con la loro presenza hanno rubato il lavoro

agli italiani.

Infatti costoro sono stati massicciamente impiegati in attività

impiegatizie: bancari, statali, dirigenti di ogni tipo ed a ogni

livello, lasciando agli indigeni della Padagna le attività più

faticose, meno remunerative, più pericolose: siderurgia,

concia delle pelli, edilizia.

Gli extracomunitari hanno inquinato le nostre belle e linde

città. Città magnifiche, ordinate e pulite ed hanno portato

in casa nostra i peggiori fenomeni delinquenziali (mafia,

camorra, 'ndrangheta, sacra corona unita, fibbia (fenomeni

sconosciuti nel Belpaese prima dell'arrivo di questi negri!

La lezione dei leghisti padagni pare sia stata imparata a

memoria anche da altri Paesi dellUnione Europea.

Francia e Germania vogliono frenare la libera circolazione in

Europa scrive la Süddeutsche Zeitung. Questo quotidiano

informa che in una lettera congiunta dei ministri dell’interno

dei due Paesi si chiede “la possibilità di ristabilire i controlli

alle frontiere interne".

Il documento potrebbe essere presentato ai colleghi europei

in occasione della prossima riunione di domani 26 aprile.

Secondo i due ministri "una sospensione del trattato di

Schengen è giustificata considerando che la sicurezza

alle frontiere esterne dell’Ue è insufficiente e le questioni

di sicurezza interna riguardano la sovranità nazionale, e

che il ripristino dei controlli ha anche lo scopo di

ostacolare la migrazione economica".

Già, è proprio così: occorre limitare l'entrata dei negri

nell'UE perché portatori di delinquenza e produttori di

disoccupazione per gli indigeni.

Ma questa operazione non è completa perché andrebbe

estesa anche agli italiani, portatori di mafia e quant'altro,

nonché di disoccupazione per i tedeschi ed i francesi.

Si dirà: "Ma gli italiani non sono extracomunitari, anzi sono

tra i fondatori dell'unione europea, E' vero, purtroppo, ma

che cosa aspettano ad accompagnarci alla porta con un

lieve tocco di una scarpa sul posteriore?

 

 

 

 

24 aprile 2012

Divieto di sosta

 

Divieto di sosta

 

La morte sul campo di gioco di un giovane atleta. della

quale la stampa ha ampiamente informato l'opinione

pubblica, è un fatto tragico e sconcertante.

Ma perché non si dà lo stesso rilievo alle decine di

morti che avvengono sui luoghi di lavoro?

Dovrebbero essere circa trecento gli infortuni mortali

che ogni anno colpiscono i lavoratori e le loro famiglie:

chi precipita da un'impalcatura a causa della colpevole

assenza di misure antinfortunistiche, o chi viene arso

vivo da una colata di metallo fuso trova la notizia sulle

prime pagine dei giornali per i primi due giorni dopo

l'evento. Poi, il silenzio assoluto.

Ha fatto giustamente molto scalpore che l’ambulanza

che doveva prestare il primo soccorso al calciatore

abbia tardato il suo ingresso nello stadio perché il

passo carrabile era occupato da un'auto dei ..... vigili

urbani.

E' il colmo che proprio coloro che dovrebbero essere

i tutori dell'ordine siano i primi a non rispettare le norme

del codice della strada.

Pare che non esista alcun nesso tra la morte dell'atleta

ed il ritardo dei soccorsi, ma se anche così fosse, che

ci faceva un 'auto della polizia locale in divieto di

sosta?

Quanto volte è capitato ad un normale utente della

strada di dover constatare che, a fronte - non di un

semplice divieto di sosta - di una grave infrazione del

codice della strada (un sorpasso azzardato, il

superamento dei limiti di velocità, ecc.) compiuta alla

presenza di forze dell'ordine queste non siano

intervenute? E' capitato innumerevoli volte!

Quale può essere la causa di tale lassismo? Il

menefreghismo? La noia di dover fermare l'utente

indisciplinato? Quella di dover scrivere un verbale?

O, nei piccoli centri, quella di non dover sanzionare

un amico, un conoscente?

Il fatto, anche se inserito in un contesto tragico, fa

sorridere, amaramente però. Come si può pretendere

di diventatre un Paese serio e ligio alle norme se anche

coloro che dovrebbero farle rispettare si comportano

alla stregua dei più incalliti bulli?

Tant'è che non ha molto senso puntare il dito contro

uno “sventurato” vigile urbano la cui unica colpa è stata

quella di aver interpretato in modo personalissimo le

norme del codice della strada a scapito

dell'interpretazione vera, quella vigente.

Quante volte abbiamo visto auto che bloccano la

corsia dei soccorsi? Quante volte si sono viste auto

della polizia bellamente parcheggiate su corsie

preferenziali, su posti riservati ai disabili, oppure

pattuglie delle forze dell’ordine sfrecciare oltre ogni

limite di velocità senza apparenti motivi, oppure

autoambulanze accendere le sirene solo per “bruciare”

un semaforo rosso?

Non stupiamoci, dunque, perché questa è l'Italia.

Questo è il Paese "culla della civiltà". Questo è il

Paese dove, giustamente si piange per la fine tragica

di un giovane atleta, ma non ci si arrabbia per il basso

livello di moralità e di rispetto delle norme!

 

 

23 aprile 2012

Chi va e chi resta

 

Chi va e chi resta

(come ci vede la stampa tedesca)

 

Stradentiera se n'è andato, i suoi sherpa purtroppo no.

L'Umberto, il celtico, se ne va, la lega nord purtroppo

resta!

Il celtico è stato negli ultimi anni segnato in maniera

evidente dalla malattia e dall’età, ciò nonostante è

stato sempre stato in grado di alzare elegantemente

il dito medio durante i raduni dei suoi quadrumani.

"""Un dito medio (scrive la stampa teutonica), rivolto

principalmente alla vecchia politica, contro la quale

il politico aveva strutturato la sua ascesa e il successo

della Lega Nord. In Italia è stata indimenticabile la

gioia maligna che Bossi 20 anni fa riversò sul regime

corrotto della Prima Repubblica formato dalla

Democrazia Cristiana e dai Socialisti. Inoltre, è stato

a fianco di Berlusconi, uno dei principali protagonisti

della Seconda Repubblica""".

Inappuntabile la cronaca costruita da questa stampa.

Ora però è evidente che il "celtico", legato da un patto

di ferro populista con stradentiera, si è adeguato ai

predecessori che ha tanto biasimato.

La "lega nord per l'indipendenza dall'onestà", che si

era sempre comportata come un’associazione di

inflessibili onestuomini, poi ha usato lo Stato, con

capitale Roma ladrona, un bancomat per le proprie

spese.

Ha fatto ancora peggio di quanto avveniva tempo fa:

nel partito del "celtico" si sono instaurate abitudini

feudali: la moglie, i figli, oltre che i correi consigliori

(pardon, consiglieri), hanno influenzato i destini del

partito, e persino del Paese ai loro personali interessi.

Ma non è finita: durante il governo di papi in combutta

i forza italioti, sono stati oltrepassati tutti i limiti: gli

insulti pubblici, spesso volgari, rivolti all’opposizione

politica, alla Magistratura, le oscene offese rivolte a

interi gruppi di persone come gli immigrati.

Ora che che il "celtico" se ne va inseguito dalla

derisione e dalla vergogna, è una bella notizia, ma

una notizia migliore, sarebbe quella che la lega nord

venisse finalmente spazzata via, isolata nella politica

italiana dalla giusta reazione del popolo padano.

"Fare pulizia" come ha pomposamente asserito il

numero due di quel partito e pretendere di aver

ripulito solo cacciando la vice presidente del Senato,

l'ultima ruota del carro, non è fare pulizia, è solo

spolverare!

Perché l'imbarazzante "trota", l'inetto, il pluribocciato

figlio del dittatore, non è stato ripulito?

Le sue dimissioni dal Consiglio regionale della

Lombardia sono il minimo che potesse fare, ma

non basta: dovrebbe dimettersi - insieme con tutti

i leghisti - anche dalla società, dal consorzio umano.

 

 

 

 

 

 

22 aprile 2012

Nulla di nuovo

 

Nulla di nuovo

 

Soltanto la stampa estera poteva scandalizzarsi per qualcosa

che in Italia è una tragica ovvietà.

"""La polizia dichiara - annuncia la stampa inglese - che sono

in corso indagini su 63 persone, quasi tutte della città di Vibo

Valentia, a sud di Napoli. Sono stati sequestrati conti bancari,

automobili e proprietà, il cui valore supera 1 milione di euro

($1.31m; £820,000) Fra le persone indagate ci sono anche

due ufficiali della Calabria, roccaforte della ‘Ndrangheta,

un’organizzazione criminale. Gli ufficiali avevano l’incarico di

distribuire il denaro UE, stanziato per la rivalutazione delle

aree turistiche. La polizia sostiene che almeno 1.3 milioni di

di fondi UE sono stati usati in attività fraudolente. La natura

dei reati è stata descritta come particolarmente seria, in

quanto la regione ha effettivamente bisogno di nuove

infrastrutture turistiche, come afferma l’agenzia di stampa

AFP. La Guardia di Finanza afferma che il denaro è stato

usato per estendere ed arredare case private e per donare

mobili e tv a parenti o amici in occasione di matrimoni o altri

eventi. L’indagine si sta concentrando su crimini quali frode

aggravata per l’ottenimento di fondi pubblici, appropriazione i

ndebita di fondi UE e uso di falsa documentazione. Negli ultimi

anni le autorità italiane hanno progredito nella lotta alla

criminalità organizzata, che gode tuttora di immenso potere,

soprattutto al sud""".

Beh, giornalisti inglesi, dove sta la novità?

Qui da noi, in Italia, nessuno bada più a queste cose: fanno

parte della normalità!

 

 

 

21 aprile 2012

Antipolitica

 

Antipolitica

 

I recenti scandali che hanno coinvolto i partiti e sui quali

la Magistratura sta indagando hanno gettato benzina sul

fuoco dell'antipolitica: il nuovo sport nazionale.

Il segretario del Partito Democratico (l'"occhei ragassi")

ha rilasciato un'intervista sulla quale - in via eccezionale -

non si può non essere d'accordo.

"Nell'aria si annusa un vento cattivo sollevato da

apprendisti stregoni. Un vento forse inasprito anche

dagli ultimi sondaggi che darebbero il Movimento a 5

stelle di Beppe Grillo verso il 7%" (ma alcuni sondaggi

lo davano al dieci-dodici per cento).

Secondo il segretario "Nessuno è al riparo. E chi lo

pensa si sbaglia alla grande. Se non contrastiamo,

quest'ondata spazza via tutti" ha affermato.

Bersani ha ragione perché senza il sostegno pubblico

le forze politiche - le più povere di mezzi - rischiano

davvero grosso. Il risultato sarebbe che la politica

sarebbe completamente nelle mani dei ricchi, dei vari

stradentiera ridens e darebbe loro ancora maggiori

opportunità di saccheggio dello Stato, molto di più di

quanto abbiano finora fatto!

Qualcuno potrebbe obiettare che il finanziamento

pubblico ai partiti era stato abolito nel 1993 a seguito

di un referendum popolare che ha visto un consenso

del novantatré per cento contro tale finanziamento!

Ed è vero, novantatré elettori su cento si sono dichiarati

contrari al finanziamento. Così come è vero anche che,

abolito il finanziamento, è stata subito inventata un'altra

forma di finanziamento: i rimborsi elettorali.

Su questi rimborsi qualcuno ha "fatto il furbo", e non

solo a favore delle casse del partito, ma anche a favore

delle sua tasche private.

Da questo scandalo non può - non deve - discendere

una penalizzazione per tutti partiti perché non tutti i

partiti sono uguali. Invece c'è chi pensa di prendere a

pretesto lo scandalo per tagliare i rimborsi a tutti partiti

ben sapendo che questa decisione penalizzerà i partiti

più poveri, quelli senza i "Paperoni" straricchi.

E poi, è vero che il finanziamento pubblico ai partiti in

Italia sia così consistente rispetto agli altri Paesi

europei? Alcuni recenti studi dicono di no!

In fin dei conti che in Italia i rimborsi siano più alti o più

bassi che negli altri Paesi poco importa. Ciò che

importa è che i rimborsi siano utilizzati per le ragioni

per le quali sono stati istituiti. E se qualche furbo

li usa per scopi diversi è compito della Magistratura

provvedere, ed è compito degli elettori prendere nota

per le elezioni seguenti.

Infine si deve spendere qualche parola sul novantatré

per cento raggiunto dal referendum su richiamato: è

stata una scelta meditata? Una scelta coerente con

il compito che la Costituzione repubblicana assegna

ai partiti? O non è stata, invece, una scelta nata da una

eccitazione antipolitica magistralmente orchestrata dai

"poteri forti" che volevano quel risultato?

Anche durante il famigerato "ventennio" la stragrande

maggioranza degli italiani (forse anche allora il

novantatré per cento) affollava le piazze urlando, col

braccio destra teso in avanti, "Eia eia alalà".

 

 

 

 


 

 

 



 








 



 






 

20 aprile 2012

Dalla padella alla ..... padella

 

Dalla padella alla ..... padella

 

Se il destino esistesse davvero si potrebbe credere che

quello degli italiani è di cadere dalla padella alla brace,

Solo nei casi più fortunati la caduta potrebbe avvenire

da una padella ad un'altra padella!

Solo qualche esempio: dalla padella della cosiddetta

"prima Repubblica", famosa per corruzione, occupazione

dello Stato, ladrocinio legalizzato, per arricchimenti

personali e via dicendo, è succeduta la "seconda

Repubblica". Questa cosiddetta "seconda Repubblica si

è dimostrata molto peggiore della prima perché è stata

la "brace" nella quale è caduto il popolo italiano.

Se la prima Repubblica, nonostante i suoi difetti - e che

difetti! - ha saputo esprimere anche personalità di alto

prestigio morale, questa - la seconda - è stata - ed è -

il festival dell'inettitudine, del pressapochismo, del

tentativo - promosso da parte di stradentiera ridens -

della rinascita del fascismo, della morte dell'etica

sociale a tutto vantaggio dell'affarismo personale.

E' stato il festival dell'ignoranza, della politica ridotta ad

apprendistato, dei piccoli interessi localistici, del

razzismo e dell'intolleranza. Ed ora i risultati sono sotto

gli occhi di tutti!

Tale caduta è stata determinata dalla dabbenaggine

della maggioranza degli elettori i quali hanno creduto

alle arti magiche di un imbonitore di sagra paesana ed

alle strampalate teorie di un Vercincetorige da osteria

padana!

Ed ora, ahiloro e ahinoi, giunti alla fine della seconda

Repubblica si sta prospettando la caduta dalla padella

alla ..... padella. Un'altra volta!

Un recente sondaggio (per quanto poco possano

essere credibili i sondaggi) assegna al movimento

"cinque comete" di Beppe Cicala un travolgente balzo

in avanti del dieci-dodici per cento!

Cosa da non credere perché, se cosi fosse,

significherebbe che stare nella padella agli italiani

piace. Difficilissima la cura per la guarigione dal

masochismo per chi nel dolore gode!

Il movimento "cinque comete" aspira a diventare il

terzo partito nazionale e, conoscendo la caratteristiche

del popolo italiano, non è detto che non ci riesca.

 

 

 

19 aprile 2012

Rimborsi e populismo

 

Rimborsi e populismo

 

«Se il rimborso elettorale non verrà revocato, noi rispetteremo

quanto promesso: prenderemo la quota spettante all'Italia dei

valori e ne faremo un assegno circolare che consegneremo al

ministro del Lavoro, perché lo dia alle fasce sociali più deboli,

come per esempio agli alluvionati liguri o i terremotati abruzzesi

e molisani».

Also sprach Antonio di Pietro, e lo ha pure scritto sul suo blog.

Bella e nobile iniziativa la sua, ma non è un tantino populista?

Come pensa di risolvere i drammatici problemi che affliggono

gli "esodati" (un brutto neologismo, che dovrebbe richiamare

alla memoria l'Esodo degli ebrei descritto dall'omonimo 'libro

favola' contenuto nella Bibbia) e come pensa di risolvere quello

di chi, avendo perduto il lavoro con la promessa di una futura

pensione oggi si ritrova senza l'uno e senza l'altra.

Gli esodati biblici, quelli guidati da Mosè fuori dall'Egitto,

avevano la speranza di raggiungere la terra promessa, ma i

moderni esodati che speranza possono avere?

Non sarebbero sufficienti tutti i rimborsi elettorali dei tutti partiti

per alleviare le loro sofferenze!

Diciamolo francamente: aldilà di tutte le buone intenzioni

dell'ex PM, la cosa puzza di demagogia!

Che il rimborso elettorale sia troppo consistente è un fatto,

che possa essere usato per scopi personali e immorali (la

Magistratura sta indagando) è un altro fatto, che possa essere

usato per corrompere è possibile, che per certi partiti possa

essere una goccia nel mare della ricchezza può essere

parimenti possibile, ma la rinuncia a tale beneficio, fatta

platealmente per richiamare tutti gli altri partiti ad una sorta

di stakanovismo dell'onestà, non è consentibile!

Si potrà non essere d'accordo sull'entità dei rimborsi perché

quando è troppo (se lo è) è troppo! Si potranno ridurre, o

anche dimezzare, ma abolirli no!

Come si pensa che un partito povero di mezzi finanziari (come

lo sono quasi sempre quelli di sinistra) possa fare politica

senza questa risorsa?

Di Pietro, quando deciderà di scendere coi piedi per terra,

non potrà non onestamente riconoscere che la sua proposta

è di grande aiuto per i partiti dei Paperoni che non hanno

alcun bisogno dei rimborsi elettorali per la tutela dei loro

interessi a scapito dei lavoratori, dei pensionati, dei giovani

precari. Questi partiti hanno sufficientemente "del loro"!