28 gennaio 2012
Disoccupazione ed immigrazione
Disoccupazione ed immigrazione
"L'immigrazione è causa della disoccupazione". Quante
volte si sente questa affermazione, ragliata soprattutto
dai leghisti della padania!
La bislacca teoria secondo la quale i flussi migratori di
stranieri in Italia - come nel resto d'Europa - provocano
un aumento del tasso di disoccupazione tra gli indigeni
è falsa.
Non esiste alcuna relazione tra l'aumento la disoccupazione
degli indigeni e l'immigrazione degli extracomunitari.
Anzi, secondo uno studio condotto nel Regno Unito - ma
il medesimo ragionamento vale anche per l'Italia -
l'immigrazione agisce come stimolo economico, spingendo
in alto il livello di occupazione complessivo. Questo dato è
ancora più eclatante nella nostra Penisola con la copertura
di quelle postazioni di lavoro non più gradite dai nostri
connazionali.
Probabilmente non si sta verificando nulla di inedito nei
rapporti fra italiani e stranieri sul tema dell'occupazione.
Dopo anni di profonda crisi, i leghisti padani non hanno
ancora cominciato a rendersi conto che non possono più
permettersi il lusso di accettare solo lavori qualificati, o
vivere di sussistenza in attesa di tempo migliori e
rifiutando nel contempo tutte le attività considerate 'poco
dignitose'.
L'assistenza agli anziani non autosufficienti è la più
palmare dimostrazione di quanto affermato, ma non
l'unica: il settore siderurgico, quello della concia delle
pelli, quello delle costruzioni edili, ed altri ancora, stanno
tutte a dimostrare quanto sia falsa l'affermazione degli
xenofobi-razzisti che "gli immigrati extracomunitari ci
tolgono il lavoro".
Gli immigrati tolgono il lavoro che gli italiani ..... non
vogliono più fare!
09:09
Scritto da: mah4
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27 gennaio 2012
Ultima mossa
Ultima mossa
E' davvero l'ultima mossa, oppure la prima di un serie
ininterrotta di altre mosse volte a colpire l'Iran?
Difficile rispondere!
Con l'adozione dell’embargo alle importazioni di petrolio
iraniano e il congelamento delle attività delle banche
iraniane in Europa, i ventisette (prossimamente ventotto)
Paesi dell'Unione europea vogliono spingere Teheran
a interrompere il programma nucleare.
Sono personalmente contrario ad una Repubblica
islamica come lo sono anche ad una cattolica, o luterana.
Ritengo che Ahmadinejad sia una minaccia per l'intero
mondo democratico e che lo sia anche per tutti quei
Paesi da lui ritenuti "infedeli", ma la sfida messa in atto
dai ventisette è una sfida ad alto rischio.
Attaccare le esportazioni di petrolio iraniano equivale a
minacciare apertamente il regime della Repubblica
islamica, il cui bilancio dipende al cinquanta per cento
dal settore petrolifero.
Non si può escludere che la perdita del mercato europeo
per l’Iran possa essere controbilanciata da qualche altra
parte, per esempio da maggiori esportazioni verso i
Paesi emergenti affamati di energia: Cina, India. Brasile,
ecc. (Paesi emergenti? Questi Paesi sono già emersi.
Sono i Paesi emersi che si stanno immergendo, come
l'Italia di stradentiera, ex capo dell'esecutivo).
Il rischio di vedere aumentare ancora il prezzo del petrolio
è limitato: la ripresa della produzione in Iraq e in Libia
dovrebbe infatti attenuare lo shock, mentre l’economia
mondiale rallenta.
Probabilmente l'embargo non servirà a riportare Teheran
al tavolo dei negoziati con maggiore serietà. Il regime
degli ayatollah non è ancora nella condizione di dover
scegliere tra la sopravvivenza e il programma nucleare.
Ciò che deve essere assolutamente evitato è, invece,
il ricorso alla forza da parte degli israeliani - questi
moderni teppisti trasformatisi da vittime a carnefici del
popolo palestinese - convinti che l’Iran stia per dotarsi
di micidiali armi atomiche.
L’embargo petrolifero è sicuramente meno efficace della
guerra, palese o segreta, combattuta a colpi di sabotaggi,
assassinii ed ogni altra azione degna degli ebrei
ortodossi.
Forse la decisione dell'Ue di giocare questa carta è la
migliore tra tutte le soluzioni possibili!
08:07
Scritto da: mah4
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26 gennaio 2012
Ma che cosa vogliono questi camionisti?
Ma che cosa vogliono questi camionisti?
Questa è la domanda che l'opinione pubblica si pone con
curiosità.
Il costo del gasolio, le tariffe autostradali sono carissime,
dicono i camionisti, e allora vediamo di scoprire come
stanno veramente le cose.
Per chi volesse approfondire può fare riferimento al sito
della Agenzia delle Entrate ed a quello del Ministero delle
Infrastrutture e Trasporti (oggi denominato "Ministero per
lo Sviluppo Economico).
Gli autotrasportatori godono di un contributo sia per le
accise sul carburante sia per i pedaggi autostradali.
Non solo, ma con il tanto contestato decreto sulle
liberalizzazioni sono previste ulteriori agevolazioni. Infatti:
il rimborso delle accise passa da annuale a trimestrale;
ed è stato eliminato il tetto di duecentocinquantamila euro
come compensazione.
Il denaro che i camionisti, ed i loro bisonti della strada,
ricevono sono statali, cioè di tutti noi, che non abbiamo
certo né agevolazioni né contributi per la nostra auto.
E' scandaloso che il Governo non abbia provveduto alla
informazione sull'argomento, e che, soprattutto, non sia
intervenuto col pugno di ferro lasciando, di fatto, che la
"manifestazione" dei camionisti degenerasse e che i
consumatori subissero danni dal mancato rifornimento
di beni di largo consumo.
Magniloquente la dichiarazione del presidente della
"Autorità di Garanzia degli scioperi!", che "ha aperto un
procedimento di valutazione.....".
Chissà come saranno preoccupati i teppisti della strada
(ma, fortunatamente, non lo sono tutti) per questa
iniziativa del Garante!
Se il comportamento dei camionisti è questo, quale
dovrebbe essere quello dei giovani in cerca della prima
occupazione, dei precari, dei disoccupati ultra
quarantacinquenni, dei cassa integrati, dei pensionati.
Eh? Quale dovrebbe essere?
08:53
Scritto da: mah4
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25 gennaio 2012
Quanti la pensano così?
Quanti la pensano così?
Quanti in Europa la pensano come quel cittadino tedesco
che, con la 'puzza sotto il naso', si permette di scrivere
alcuni strampalati giudizi ospitati dal quotidiano italiano
"Il sole-24 ore"?
Il teutone non è al corrente che in un Paese del sud
Europa un certo stradentiera non è più alla guida del
governo?
Non sa che oggi il timone è stato consegnato nelle mani
di un famoso economista il quale, pur presentandosi agli
occhi dell'opinione pubblica nazionale ed europea con
un altro stile ed altre capacità, prosegue imperterrito
lungo la linea del più rigoroso neoliberismo risolutore di
tutti i mali?
"""La crisi non è nata durante la notte - afferma il
teutone - , ma ha avuto una decennale fase di sviluppo.
Non mi fido dei politici del sud Europa - continua il
germanico - che chiedono la messa in comune del
debito. Ogni Paese si paghi il suo! E rimuova le cause
che l'anno prodotto (.....). Se la Germania perde il suo
rating massimo sarà a causa del debito di altri Paesi,
della loro debolezza, non di un Paese sano come la
Germania. Sono sempre di più dell'avviso - conclude -
che la creazione dell'euro sia stata un grosso errore.
Si tratta di una bomba a orologeria che farà saltare non
solo alcuni Paesi, ma l'Europa intera""".
E bravo il nostro crucco! Però non ha capito molto del
tentativo della grande finanza internazionale di affossare
la moneta unica europea a vantaggio del dollaro.
Il pericolo che corrono gli amerikani (soprattutto i
repubblicani, gli amici della grande finanza) è quello di
vedere, un giorno, l'euro prendere il posto del dollaro
come moneta internazionale. E questo non lo possono
permettere.
L'affossamento dell'euro avrebbe gravi conseguenze
non solo per i Paesi europei più "deboli", ma anche per
la Crante Cermania!
09:12
Scritto da: mah4
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24 gennaio 2012
Viva la Rai
Viva la Rai
"Viva la Rai" era una simpatica canzoncina di qualche
decennio fa ed era cantata non so da chi.
Ma "viva la Rai" se questa struttura fosse effettivamente
pubblica, non asservita ad interessi politici di parte e
del tutto slegata da logiche spartitorie indegne di un
Paese civile.
"Viva la Rai" se andasse in porto una riforma che
garantisse obiettività e completezza delle informazioni,
senza le quali mancherebbero i capisaldi necessari per
un vero servizio pubblico televisivo.
"Viva la Rai" se si verificasse il superamento della
concorrenza privata che l'ha costretta a scivolare
sempre più in basso nella rincorsa verso lo sfacelo
culturale.
"Viva la Rai" se saprà proporre ai telespettatori, ai
cittadini italiani, una programmazione alternativa a
quella della televisione di papi, vale a dire una seria
programmazione senza lustrini, pailettes ed ochette
starnazzanti tanto piacenti quanto vuote!
"Viva la Rai" se avrà la volontà di richiamare in servizio
i maggiori giornalisti dei quali ha voluto liberarsi.
Infine "viva la Rai" se avrà il coraggio di liberarsi dei
lugubri lacché legati a filo doppio agli interessi della
più bassa politica e che, in questi ultimi anni, hanno
imperversato dai teleschermi per diffondere la voce del
padrone.
Questa è una sfida culturale prima ancora che una sfida
politica.
Il senatore, professor Monti, attuale capo dell'esecutivo,
per certi versi così lontano dal suo predecessore, ne
avrà la forza, ma soprattutto la volontà?
09:03
Scritto da: mah4
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23 gennaio 2012
Vita nuova
Vita nuova
In tempi di crisi, quando molte famiglie sono costrette a
sopravvivere con circa mille euro al mese, lo stile di vita
dev'essere profondamente modificato. Qui non si tratta
più di rinunciare al superfluo, ma anche al necessario!
Insomma, la riduzione delle spese è una scelta obbligata.
Una tendenza che sta stravolgendo le abitudini consolidate
dei consumatori.
Ma è una vita nuova che non discende da un'autonoma
scelta dei cittadini. Non è una vita nuova dettata da una
maggiore consapevolezza dell'impossibilità di continuare
a dilapidare le risorse del pianeta a danno di molti altri
popoli che non dispongono nemmeno di una piccola parte
del consumismo occidentale, di gente che deve fare i
conti con meno di due euro al giorno!
No: non si tratta di un risveglio delle coscienze dormienti
sul proprio benessere, della propria sazietà, compreso il
superfluo, ma si tratta di una scelta obbligata dalla crisi
attuale.
Il consumismo occidentale, di cui questo Paese continua
a far parte, sta subendo un rallentamento tale che anche
nel prossimo futuro nessuno può sapere se ritornerà ai
livelli preesistenti.
La cultura consumistica del mondo occidentale è così ben
radicata nelle coscienze da far risultabile inaccettabile
anche la più piccola rinuncia.
In questo scenario ogni piccola rinuncia diventa sofferenza
alla quale i pasciuti occidentali non sanno rinunciare.
Perché spostarsi con la bicicletta quando sono proprietario
di un Suv?
Questa non vuole essere l'apologia della miseria, ma
piuttosto il richiamo ad un più sobrio costume di vita e di
consumi.
Ristoranti, viaggi, automobili, elettronica, tempo libero
sono consumi da riqualificare a vantaggio dei consumi
sociali (obiettivo, questo, al quale il sistema di vita
propugnato dallo stradentiera ridens, ma non solo, aveva
indicato) ricerca, scuola, sanità, stato sociale.
Occorre urgentemente conquistare una nuova cultura che
abbia la caratteristica strutturale e non congiunturale
perché questa è una crisi strutturale, di sistema, non una
crisi congiunturale.
Ed è una nuova cultura che deve coinvolgere tutte le
classi sociali: quelle che possono bellamente continuare
con lo stesso modello consumistico, e quelle costrette
a compiere sacrifici.
Con una nuova cultura del consumismo il consumatore
del dopo-crisi (ammesso che ci sia) dovrà essere molto
diverso dall'attuale: sarà più attento ai prodotti e servizi
che realmente contano, più attento a non richiedere alle
risorse del pianeta più di quanto esso possa dare.
Volenti o nolenti dovrà subentrare una nuova cultura dei
consumi e dello stile di vita.
09:15
Scritto da: mah4
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22 gennaio 2012
Successone
Successone
Il successone è vicentino, ma potrebbe anche essere
padovano, romano e di altre città ancora.
Il popolo della libertà (vigilata) aveva lanciato nel corso
del 2011 una grande campagna per invitare gli italiani
ad iscriversi in massa a quel partito.
Se la memoria non m'inganna questo partito aveva
trionfalmente trombonato che le iscrizioni erano arrivate
ad oltre un milione!
Un successone, soprattutto in Campania, con decine
di migliaia di nuovi inquisiti, pardon: adepti.
Il risultato per chi, come me, ha visto con quale fatica
e attività ininterrotta, il defunto Partito Comunista Italiano
sia giunto all'esaltante risultato di un milione e 750mila
iscritti (negli anni '70), il risultato del PdL era quanto
meno dubbio.
Il P.C.I. risultava in quegli anni la formazione politica con
il più alto numero di iscritti. Il lavoro di convincimento
era condotto capillarmente dalle "sezioni di strada" e
dalle cellule di fabbrica.
Si potrà dire ciò che si vuole, ma quello era un partito
serio: gli iscritti erano veri e conquistati uno per uno!
Senonché il successone pare sia stato gonfiato con
iscrizioni fasulle a danno di ignari "iscritti".
Proprio nei giorni passati le notizie di stampa informano
che Vicenza si è scoperto il primo caso di tessere false
i nominativi delle quali sono stati copiati dall’elenco di
cacciatori.
Se questo è il primo caso di falsi iscritti non si può
escludere l'esistenza di un secondo, un terzo un
ennesimo caso di falso tesseramento.
Roba da morir dal ridere!
Da morir dal ridere, ma verosimile se si considerano le
caratteristiche politiche ed umane del padrone, ed a
tutto ciò che costui ha propinato al popolo italiano.
Non stupiamoci perché, in fin dei conti, questo partito
una logica ce l'ha: un falso partito non può che avere
falsi iscritti!
Suggerisco al segretario del padrone (pardon: al
segretario del PdL), di dare un'occhiata anche all'elenco
degli iscritti del "club amici del tartufo nero", o a quello
delle "giovani marmotte": potrebbe trovare altre migliaia
di nominativi da iscrivere al partito.
La Procura sta indagando per violazione della privacy, ma
dovrebbe indagare anche per eccesso di stupidità e di
malafede (se tali fossero reati) contro stradentiera ed il
suoi lacché che continuano a considerare i cittadini degli
idioti.
09:23
Scritto da: mah4
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21 gennaio 2012
Gli italiani?
Gli italiani?
"""Gli italiani? Un popolo di cretini costantemente col telefonino
in mano!"""
Questo è il poco lusinghiero giudizio dei tedeschi che si è
potuto ascoltare durante le vacanze estive del 2011. Giudizio
espresso anche dalla stampa di quel Paese quando qualche
inchiesta ha riguardato l'Italia.
Che dire: hanno torto, hanno ragione?
La nostra difesa d'ufficio sarebbe quella di ribattere che i
tedeschi dovrebbero guardarsi allo specchio, deporre un po'
della loro spocchia, prima di sputare queste offensive
sentenze.
Ma, difesa d'ufficio a parte, non è che un tantino di ragione ce
l'hanno? Io credo di sì: ce l'hanno!
l'Osservatorio della Agcom rileva che nel Belpaese è in
costante diminuzione la telefonia fissa, ed è in costante
crescita quella mobile.
Ma anche senza scomodare l'Osservatorio dell'Agcom tutti
possono rendersi conto della validità di quel giudizio con
l'osservazione dei comportamenti dei nostri connazionali.
Tutti possono rendersi conto che adulti, giovani, e spesso
bambini, hanno costantemente il cellulare in mano, in bella
mostra!
Se poi si ha l'avventura di dover ascoltare il tenore delle
conversazioni che vengono svolte si deve constatare che
il più delle volte si tratta di argomenti futili, o di poca
importanza che non giustificano l'uso del telefonino.
Il cellulare non è più uno "status symbol", ma è un
inflazionato oggetto di largo consumo. Non denota più
l'appartenenza ad una classe sociale "superiore" (che cosa
sia la classe sociale "superiore" è difficile da stabilire), ma
al contrario la qualifica di povero cristo di chi lo esibisce
come un trofeo.
Poteva essere considerato uno oggetto da status symbol
quando (trent'anni fa) era richiesto il pagamento di un
abbonamento di 25mila lire mensili, aggravate da imposta
IVA del 19 per cento, e quando un minuto di chiamata
costava 1943 lire (senza IVA).
Qualcuno dovrebbe informare gli esibizionisti del telefonino
di quanto sopra evidenziato, ed informarli che se proprio
credono di esibire il loro "status symbol", lo possono
esibire ..... tenendolo spento o lasciandolo a casa!
Perché rischiare di dare completamente ragione ai
tedeschi?
09:04
Scritto da: mah4
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20 gennaio 2012
Liberalizzazioni o privatizzazioni
Liberalizzazioni o privatizzazioni
Alcuni tendono furbescamente di nascondere il secondo
concetto dietro al primo; altri non distinguono la profonda
differenza.
I primi sono i "padroni del vapore", quelli che, con la
proprietà dei "media" sanno orientare l'opinione pubblica
sulla necessità liberalizzare (e poi, privatizzare) tutto il
liberalizzabile per trarre così importanti vantaggi economici.
Cosicché orientata l'opinione pubblica sarà più facile per
il governo intervenire sul tema.
Gli altri, gli ingenui, non sospettano nemmeno che le
liberalizzazioni possano nascondere le privatizzazioni; non
possiedono la memoria storica necessaria per scoprire
che in qualsiasi Paese ad economia capitalistica la politica
economica è quella di "privatizzare i profitti e socializzare
le perdite".
I professori che governano l'Italia, che stanno per varare
una tempesta liberalizzatrice, sanno bene - o dovrebbero
ricordare - liberalizzazione non è affatto un sinonimo di
privatizzazione. Anzi, per onestà culturale e politica
dovrebbero essere presentati del tutto contrapposti
Nelle intenzioni dell'esecutivo probabilmente esiste la
volontà di ossigenare un mercato reso asfittico dalla
presenza di tante corporazioni, ma questa tempesta non
deve trasformarsi in una cinica opera di privatizzazione
generalizzata dei beni e dei servizi!
I cittadini, i consumatori, non ne otterrebbero alcun
beneficio ma, al contrario, potrebbe rivelarsi che
l’oligopolio privato si riveli ancor più vampiresco del
monopolio pubblico.
Affidare ai privati i servizi essenziali, come l'acqua, è un
insulto ad oltre ventisette milioni di italiani che si sono
pronunciati contro nel referendum di un anno fa.
L'esecutivo dovrebbe essere più chiaro su tale problema:
non può permettere la circolazione di voci, non smentite,
sul tentativo di mettere le mani sull'acqua - bene pubblico -
da parte dei privati.
Infine dev'essere impedito alle corporazioni di sbarrare
le loro porte per non consentire nuovi accessi alle
professioni e per non rimuovere la conservazione di
privilegi anti storici e corporativi.
09:11
Scritto da: mah4
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19 gennaio 2012
Poverini!
Poverini!
Sedicimila euro al mese: lo stipendio record del parlamentare
italiano. Sedicimila euro sì, ma lordi dicono loro! Mancherebbe
pure che fossero netti!
Questo dato è stato pubblicato il 3 gennaio 2012 alla fine dei
lavori della 'Commissione Giovannini'.
Poverini, come faranno a sbarcare il lunario?
Ecco il raffronto coi 'colleghi' europei: un deputato francese ne
intasca 13.500, un tedesco 12.600, poco più di 10 mila un
olandese, 9.200 di un belga, 8.650 un austriaco, 4.630 uno
spagnolo (poveraccio).
La Commissione Giovannini, aveva avuto l'incarico dal governo
di stradentiera, dalle presidenze di Camera e Senato - e
confermato dal governo Monti - e doveva comunicare il suo
risultato entro il 31 dicembre (una volta tanto sono stati rispettati
i tempi).
Ma il risultato potrebbe non servire a molto perché la
Commissione ha scoperto che, mentre è vero che i parlamentari
nostrani guadagnano sì più dei colleghi europei in termini di
stipendio, costano di meno in termini di portaborse) ed altre
spese.
L’indennità mensile (lorda) è la più alta d'Europa, ma il "costo
complessivo" che è di difficile calcolo potrebbe abbassare
sensibilmente la media dei guadagni. Insomma, secondo la
Commissione, è "impossibile" decidere chi guadagna di più e
chi meno ed è difficile "fare una media".
Secondo la Commissione comunque i dati raccolti sono """del
tutto provvisori e di qualità insufficiente per una utilizzazione ai
fini indicati dalla legge""". Quindi, """nonostante l'impegno
profuso e tenendo conto dell'estrema delicatezza del compito
a essa affidato, nonché delle attese dell'opinione pubblica sui
suoi risultati, la Commissione non è in condizione di effettuare
il calcolo di nessuna delle medie di riferimento con l'accuratezza
richiesta dalla normativa""".
Che bello! Perché lo studio non è stato affidato ad una
Commissione di metallurgici, o di pensionati, o di precari?
Probabilmente i risultati sarebbero venuti subito e più credibili!
12:06
Scritto da: mah4
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18 gennaio 2012
Tassisti
Tassisti
Perché chi vuole fare il tassista deve comprare la licenza
da un altro che lascia la sua attività? Chi lo permette?
In alcune grandi città la licenza può costare oltre 150mila
euro: un'assurdità!
Le licenze sono rilasciate dai Comuni sulla base di una
graduatoria pubblica. E quando l'assegnatario della
licenza decide di lasciare la sua attività dovrebbe
riconsegnarla al Comune, che provvederà a rilasciarla a
qualcun altro.
Se così vanno le cose è perché manca il minimo
controllo sulla compravendità di ciò che non si potrebbe
vendere, comperare?
I ripetuti tentativi di liberalizzare le licenze hanno sempre
trovato enormi difficoltà per il superamento degli ostacoli
messi in atto dai tassisti, tant'è che i tentativi si sono
risolti in altrettanti 'fiaschi'.
Tutto lascia - purtroppo - prevedere che anche quello
del governo Monti si risolva in un nulla di fatto.
E' difficile vincere la guerra contri le lobbies, anche se
sono lobby di poveri cristi!
Come i notai e i farmacisti, anche i tassisti stanno
difendendo quest'Italia del dissesto finanziario, con la
differenza che le prime due professioni difendono introiti
milionari mentre i tassisti difendono le briciole lasciate
cadere dal desco del padrone.
E poi perché non ricordare che I tassisti sono sempre
stati schierati - salvo rare eccezioni - da parte della
destra politica più reazionaria?
Pare che i loro maestri siano stati quelli Cileni del 1973
quando in coalizione con i camionisti sono stati gli
attori della caduta del legittimo governo di Salvador
Alliende e della contemporanea dittatura di Augusto
Pinochet.
L'astensione improvvisa dell'attivita dei tassisti di questi
giorni si chiama "interruzione di pubblico servizio" e,
come tale, andrebbe severamente sanzionata.
La sospensione del servizio pubblico, oltre che illegale,
è contraria anche allo spirito della legge che regolamenta
il servizio reso dai taxi: """il servizio di taxi ha lo scopo di
soddisfare le esigenze del trasporto individuale o di
piccoli gruppi di persone; si rivolge ad una utenza
indifferenziata""".
E allora, se la funzione del servizio è quella di soddisfare
le esigenze dell’utenza, come si può credere che la
limitazione del numero delle licenze sia il modo migliore
per farlo?
La verità è quella che - in barba a leggi e regolamenti -
si è creato un meccanismo perverso secondo il quale il
trasferimento della licenza è divenuto il fulcro della
vicenda.
Anche se il termine "mercato" sta venendo a noia e
ciascuna categoria professionale tende a dare ad esso
valenze diverse a seconda dei propri interessi corporativi,
i tassisti sappiano che sarà il "mercato" a stabilire la
quantità di taxi che dovranno esistere in Italia!
I tassinari fanno sentire la loro voce non per garantire
all’utenza il miglior servizio, come vorrebbe la legge, e
come vorrebbero far credere, ma per difendere quel
privilegio che consente loro di lucrare, su un interesse
pubblico, in perfetto stile corporativo.
Il governo dovrà dimostrare di avere l'autorevolezza ed
il coraggio sufficienti per fare scelte che favoriscano il
consumatore scegliendo le liberalizzazioni utili a questo
scopo, e rifiutandone altre, come quella sulla
privatizzazione dell'acqua.
13:21
Scritto da: mah4
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17 gennaio 2012
Lega: chi dei due?
Lega: chi dei due?
Nessuno dei due, grazie!
Il bavaglio che il padrone ha imposto al suo servo più
fedele (e cofondatore di quella gabbia di ..... che è la
lega-per-l'indipendenza-dall'intelligenza), trae origine
da una sola motivazione: ha ceduto alle gelosie dei
più mediocri dirigenti di quell'organizzazione (mediocri
è un termine improprio quando manca un confronto
con inesistenti 'migliori').
"Cerchio magico" è stato denominato questo gruppo
di mediocri e che ha assunto la vera direzione del
partito. Cerchio magico capitanato dalla badante del
padrone (non più in grado di assolvere i suoi compiti),
dal capogruppo alla Camera, dalla 'pasionaria' (tanto
pasionaria quanto .....), e da altri tristi personaggi di
cui, in questo momento, sfuggono i nominativi.
La 'pasionaria', ovvero Dolores Ibarruri - un'eroina
della guerra civile spagnola, immortalata da Ernest
Hemigway nel romanzo “Per chi suona la campana”
si rivolterebbe nella tomba se venisse a sapere di
essere stata paragonata alla la 'pasionaria' leghista.
E poi, in spagnolo, la 'pasionaria' è una farfalla dalle
ali bellissime, nemmeno lontanamente paragonabili
a quelle della leghista padana!
Da questo cerchio magico è rimasto escluso il
comandante in seconda, il cofondatore, che invece
pare godere della fiducia di buona parte della base.
Le vicende personali di questa fauna sarebbero del
tutto indifferenti se non coinvolgessero la normalità
della vita politica del Paese. Invece la loro mefitica
presenza - anche se dalla opposizione - continua a
produrre guai irreparabili per la vita democratica e per
la gestione della normalità: la vicenda del voto negato
all'arresto dell'ex sottosegretario accusato di rapporti
mafiosi è solo l'ultima dimostrazione della pasta con
la quale sono fatti i quadrumani.
E se in questa vicenda il cofondatore ha assunto una
posizione diversa ciò non significa affatto che possa
diventare degno di fede e del rilascio di una patente
di democrazia. Non per questo è da ritenersi migliore:
ci vuole ben altro!
In molti hanno creduto che il padrone avesse capito,
si fosse reso conto in quale contraddizione era caduto,
che si fosse emancipato dalla badante e dal cerchio
magico. Ma così (ahiloro e ahinoi) non è stato - né
poteva essere: le facoltà intellettive umane si possono
conquistare dopo un lungo tirocinio dell'esercizio
della mente.
Se il padrone fosse intelligente avrebbe capito che,
nonostante tutte le drammatiche scelte compiute al
fianco di stradentiera, il suo movimento poteva
rinascere e recuperare la fiducia del suo popolo solo
grazie al comandante in seconda. Quel comandante
in seconda, sempre pronto a obbedire al padrone certo
che le sue decisioni fossero lungimiranti, ed oggi
indicato dalla base a raccogliere la misera eredità del
suo capo.
Allora, chi dei due? Nessuno, perché sono fatti della
stessa pasta: una pasta pasta riconoscibile solo con
l'uso dell'olfatto!
09:10
Scritto da: mah4
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15 gennaio 2012
Bene!
Bene!
Bene ha fatto il governo Monti ad annullare quell'odiosa
tassa posta a carico degli extracomunitari per la richiesta
di rilascio - o di rinnovo - del permesso di soggiorno!
Si deve ricordare che questa odiosa tassa era nata, su
pressante richiesta della lega-nord-per-l'indipendenza-
-dalla-serietà, per decisione del precedente governo di
stradentiera ridens.
Era una tassa contenuta nel cosiddetto "pacchetto
sicurezza", ma non è dato sapere che attinenza avesse
la sicurezza con la presenza di badanti, operai sostitutivi
di quelli nostrani presenti in Italia, con la sicurezza, e
non è dato nemmeno sapere se questa fosse
maggiormente garantita con il pagamento di una tassa
di duecento euro.
Diciamolo francamente: la tassa era semplicemente
una sorta di punizione inferta agli extracomunitari per la
loro presenza in Italia!
E che la loro presenza sopperisse alle tante deficienze
che il nostro sistema di stato sociale non in è in grado
di assicurarare agli anziani non autosufficienti è un
problema che non interessa allo stradentiera, né ai
ministri leghisti.
Bene ha fatto, dunque, il governo Monti ad abolire questo
obbrobrio, ma avrebbe fatto ancora meglio se accanto a
questa scelta ne avesse fatta contestualmente un'altra:
l'introduzione di una tassa a carico dei leghisti padani per
la loro semplice presenza sul territorio nazionale!
Questi sono i veri pericoli per la sicurezza, non le badanti,
pericoli per la sopravvivenza dell'intelligenza umana, del
buon senso, della serietà, della tolleranza.
Professor Monti: a quando questi provvedimenti?
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13 gennaio 2012
Barbari del nord
Barbari del nord
Il nostro Paese non può contare su 'celti' per battere cassa.
Durante gli ultimi dieci anni il governo di stradentiera ridens
si è avvalso di questi 'celti' per stare in piedi, ai 'celti' ed ai
lacché del padrone!
Un mostro a due teste quindi: una testa era quella dello
stradentiera ridens, l'altra quella di un avventore avvinazzato
da osteria della padania.
E' grave che il governo del cultore del bunga bunga non sia
caduto per la presa di distanza dei 'celti' della padania, ma
grazie alla pressione dei mercati, della Merkel, di Sarkozy e
del presidente Giorgio Napolitano, che - con una rapida ed
intelligente mossa - ha fatto nascere posto l'attuale governo
"tecnico".
A causa dei primi provvedimenti assunti non sono innamorato
del governo Monti, ma debbo dire che ciò nonostante un
primo risultato è stato raggiunto: non mi vergogno più di
essere italiano, di avere la stessa cittadinanza di stradentiera.
Non sarà un grande risultato, ma è meglio di nulla!
I risolini di scherno di francesi, tedeschi, ecc. non avranno
più ragion d'essere
L’Italia era - ed ancora - sull’orlo del precipizio, e vedremo se
nell'imminente futuro la svolta impressa dal nuovo governo
riuscirà a porci in zona sicurezza.
Frattanto la Lega-nord-per-l'indipendenza-dalla-serietà è
tornata alle proprie radici più barbare e antiche.
Senza la compartecipazione al potere - altro che "Roma
ladrona" - senza un suo rappresentante al Ministero degli
Interni i suoi interventi al Senato o alla Camera dei Deputati
sono pari a quelli della tifoseria più aggressiva del Milan-Inter.
Il 14 dicembre (perché non ricordarlo?) al Senato hanno
urlato, hanno esibito cartelli reclamando di farla finita con le
imposte e hanno insultato: “pagliaccio! pagliaccio!” il
presidente del Senato. Analoga sceneggiata è stata ripetuta
dopo qualche giorno anche alla Camera!
Senza stradentiera si sono visti perduti e sono stati costretti,
per non perdere la faccia, a riscoprire la secessione, anzi
come dicono loro, la 'seccessione' riscuotendo frenetici
applausi dai loro fedeli quadrumani.
Il loro padrone, che aveva invocato l'uso delle armi contro i
gommoni degli immigrati in arrivo dall’Africa, adesso ha
scoperto (o riscoperto) l'esistenza di due Italie (dice lui): una
ricca e imprenditrice - la padania - e l'altra "terrona",
parassita, e scansafatiche, con la quale non hanno nulla in
comune.
Perché non ricordare al 'primate' che, se due Italie esistono
davvero, una è quella della cultura, della tolleranza e l'altra è
quella dei buzzurri xenofobi ed ignoranti. Questa collocata
nel profondo nord, quella nel centro-sud.
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20:12
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12 gennaio 2012
Ungheria
Ungheria
Che succede a Budapest? Nel 2010 il capo del governo
Viktor Orbán è tornato in sella! Neo liberale e moderato
negli anni '90, oggi Orbán sembra essersi trasformato in
un apprendista dittatore (chissà se è andato a lezione dal
nostro stradentiera) che con una larghissima maggioranza
del Parlamento costituita dai partiti di destra e di estrema
destra (anche in questo caso somiglia fortemente al
nostro italico Parlamento) sembra più preoccupato della
difesa di poteri padronali che di quella dei ceti popolari.
Uno strano Paese, l'Ungheria: alleata della Germania
nazista e dell'Italia fascista è scesa in guerra al fianco
dell'"Asse" ricevendone la giusta punizione.
Alla fine del conflitto si è trovata schierata dalla parte dei
Paesi a regime socialista e sottoposta al giusto controllo
del "Paese guida".
A nulla è valsa la pagliacciata della "rivoluzione" del 1956
che fomentata, finanziata, e diretta dal Paese "patria della
democrazia" (gli Usa) ha visto riaffermarsi più forte di prima
il regime esistente.
Ed ora, invece di difendere quella parvenza di democrazia
seguita da tracollo del socialismo, questo Paese sembra
più ispirato dalla nostalgia per una Grande Ungheria
nazionalista che dai valori dell'Unione europea, di cui il
Paese fa parte dal 2004.
Orbán, questo eroe-guerriero, ha posto sotto il suo controllo
i poteri legislativo, giudiziario ed economico (ed anche in
questo caso somiglia tanto al nostro ex presidente del
consiglio). Non solo, ma sta esercitando una forte pressione
sui mezzi d'informazione (pure in questo caso provate,
lettori di questo post, ad indovinare a chi somiglia) per
asservirli al suo potere.
La situazione magiara è estremamente preoccupante e
molti europei chiedono a gran voce pesanti sanzioni contro
Budapest, e addirittura l'espulsione del Paese dall'Unione
europea.
Io sono un sostenitore della sua espulsione, non solo, ma
anche dell'espulsione dei quadrumani leghisti dal consorzio
umano!
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10 gennaio 2012
La fuoriuscita è solo a sinistra
La fuoriuscita è solo a sinistra
Da questa crisi, che è una crisi di sistema (del sistema liberista-
-capitalista) se ne esce solo a sinistra!
Non è una la solita crisi economica della quale, periodicamente,
il mondo occidentale soffre. E' qualcosa di molto più grande e
più profondo: è la crisi di un sistema: quello economico e
finanziario inventato dai padroni del vapore in combutta con i
grandi poteri della finanza. Oggi questo sistema non regge più,
sta esplodendo e portando con sé individui, famiglie, attività
produttive, interi Paesi.
Non molti si rendono ancora conto della caratteristica di questa
crisi e che nulla potrà più essere come prima: le società
occidentali abituate a vivere al disopra delle proprie possibilità,
di vivere sfruttando i popoli del cosiddetto terzo mondo e del
forsennato sfruttamento delle risorse naturali, dovranno
adeguarsi, modificare radicalmente lo stile di vita.
I consumi dovranno essere rimodulati adeguando mentalità e
cultura che tengano conto della nuova situazione, del rispetto
dell'ambiente, della natura.
Tanto è stato già detto sulla manovra del governo Monti e non
occorre dichiararsi comunisti per definirla odiosamente iniqua,
né bisogna aver studiato economia per giudicarla recessiva e
quindi distruttiva per la precaria economia italiana.
Tutto avviene com'era facilmente prevedibile: le caratteristiche
liberiste dell'attuale premier si stanno rivelando per quelle che
sono: la solita ricetta che pone sulle gracili spalle dei poveri
cristi gran parte del peso dei sacrifici richiesti, e su quelle
molto più robuste degli amici degli amici, dei pesi-piuma.
Le vaste speranze suscitate nel Paese dopo l'uscita di scena
dello stradentiera ridens si stanno infrangendo sugli scogli che
il nuovo premier - con eccessivo zelo - sta prospettando agli
italiani.
Ma c'è una cosa che dà fastidio, ed è la posizione del
precedente premier e di quella dei leghisti.
Costoro si sono dati un gran da fare per portare l'Italia nelle
condizioni attuali: non hanno preso alcun provvedimento anti
crisi perché "la crisi non esiste" blateravano, ed ora si atteggiano
spudoratamente da oppositori del governo. Sembrano calati
da un altro mondo!
Nonostante tutto ciò i nuovi ministri continuano a dichiarare, in
concerto con la 'grande' stampa, che per salvare il Paese,
l’euro, l’Europa, tutto il pianeta ed altri pianeti ancora, non esiste
alternativa a questa manovra. Ma non è sufficiente affermare
che se qualcuno mette le “mani in tasca agli italiani” questi
sono gli evasori fiscali: bisogna essere conseguenti e condurre
una dura e serrata lotta (manette comprese) contro questi
pericolosi parassiti perché solo così un dirigente politico diventa
credibile. Il popolo italiano dovrebbe capire che il nuovo
governo è la diretta espressione delle classi dirigenti dominanti
(primo fra tutti stradentiera ridens), quelle classi dirigenti che
non hanno mosso un dito per evitare che l'Italia sprofondasse
nell’attuale crisi.
Queste classi dirigenti dimostrano di voler salvare soprattutto il
proprio sistema di potere e la loro ricchezza. Solo così può
trovare la spiegazione dell'arroganza dimostrata nel proteggere
i patrimoni e privilegi di chi conta, di chi possiede tutto.
Crisi finanziaria e speculazione sono gemelle con interessi
comuni che i governi d’Europa potrebbero fermare modificando
subito trattati e regole dell’Unione della Banca Centrale Europea.
Il sospetto è che ciò non venga fatto perché costituisce un alibi
per imporre e giustificare nuovi “sacrifici” per il popolo.
Il disegno di azzerare diritti, protezioni sociali, contratti collettivi
di lavoro, salari, privatizzazione dei beni comuni e servizi collettivi
hanno lo scopo di conquistare nuovi margini di profitto.
A questo disegno ne va contrapposto un altro: un progetto di
unione di tutte le forze democratiche e di sinistra perché da
questa crisi se ne può uscire solo a sinistra con la riaffermazione
dei diritti sociali dei poveri cristi, con una seria politica alternativa
a quella prospettata dai nuovi padroni del vapore.
Un modello sociale alternativo a quello fallimentare del
liberismo, fallimentare ed opprimente. Un modello sociale che
si fondi sulle realtà territoriali per affermare dal basso una nuova
prospettiva da ricostruire intorno ai beni comuni e alla democrazia
partecipativa, radicata saldamente sui principi della nostra Carta
Costituzionale.
Un modello politico e sociale che - a tempo debito - soppianti
l'attuale maggioranza parlamentare, tanto ampia quanto deforme.
Questo significa uscire a sinistra!
E per finire, con l'unica nota positiva, di una sola cosa bisogna
dar atto al nuovo Presidente del consiglio: di non farci più
vergognare di essere italiani! Non sarà un grande conquista, ma
è meglio di nulla.
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08 gennaio 2012
Sao ko
Sao ko
"""Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le
possette parte Sancti Benedicti""".
(Capua, marzo 960).
Questo verbale, risalente all'anno 960, è il primo atto pubblico
scritto nella nascente lingua italiana e riporta la dichiarazione di
un teste in un procedimento giudiziario che contrapponeva il
monastero di san Benedetto al proprietario del terreno.
Ignoro come finì quel procedimento giudiziario, ma non è
difficile immaginarlo: finì a favore del monastero.
Come fini a favore di stradentiera ridens il procedimento
giudiziario che lo vide contrapposto all'erede della famiglia
Casati-Stampa per la proprietà della villa san Martino, di Arcore.
E a proposito di storia il ministero dell’Istruzione del precedente
governo rendeva noto che, dopo la presa di posizione sui
manuali di storia, """Il Governo intende proseguire nella sua
azione di rinnovamento, varando la Grande Riforma Ortografica.
Ciò riavvicinerà il popolo alla scrittura e alla lettura, eliminando
quegli ostacoli di natura grammaticale, glottologica e politica
che impediscono a gran parte della popolazione di scrivere
sms e di leggere la schedina senza commettere errori.
Detti ostacoli sono da imputarsi all’egemonia comunista che
ha tenuto vigliaccamente in pugno la cultura italiana.
Articolo 1. A partire dal gennaio 2011 viene eliminata la lettera
«h» dopo la «c»: inutile e fuorviante a tutti gli effetti. Il suono
«ch» verrà reso con la lettera «k», già kara ai latini. La lettera
«c» resterà in vigore solo nei suoni dolci, e privata della «i», ke
non si kapisce mai se va messa o no.
Artikolo 2. In febbraio, la stessa sorte tokkerà alla «q»,
sopravvissuta nella nostra lingua solo in quanto presente nei
Quaderni del carcere: libello insurrezionalista no global skritto
da un galeotto nemico dello Stato. D’ora in poi si scriverà
«kuesto», «kuello»: in linea kon la tradizione della lingua patria,
kodifikata dall’antiko testo «sao ko kelle terre…».
Artikolo 3. Tenuto konto ke da Roma in giù non c’è italiano ke
azzekki una doppia, si delibera ke, a partire dal marzo 2011,
le dopie siano abolite.
Artikolo 4. Da aprile, il verbo «avere» verà sempre skrito – in
kualsiasi forma – kon la letera «h» iniziale: io ho, noi habiamo,
esi hano. Il provedimento si è reso necesario per evitare
inkonvenienti derivati dala konfusione tra la terza persona
plurale del’indikativo e una certa parte anatomika.
Artikolo 5. A magio del 2011 si separerà il suono guturale dela
letera «g» da kuelo dolce, ke verà reso kon la letera «j»: letera
kara ala Patria, esendo presente nei nomi di grandi personaji
dela nostra cultura, kuali Julius Cesare, Julius Evola e Jo
Skuilo.
Artikolo 6. A jugno gli italiani sarano pronti ad afrontare il
problema del ditongo: «sc» verà sostituito kon la letera «x» (jà
kara ala Patria nei nomi di Bixio e di Craxi, nel’obelisko di
Axum e nele skrite inejanti al Dux ke adornano le nostre cità);
«gn» farà uso dela tilde spagnola («ñ»), koncesa al presidente
del Consiglio dal’amico Aznar, al kuale andrano pagate le
royalities per l’utilizo di deta letera in kambio del’espulsione
dala Spaña del judice Garzon; «gl» verà sostituito kon la «y»,
come jà in uso nei principali mezi di komunikazione di masa
(«kuel koyone komunista di …»).
Artikolo 7. Da luyo verà abolito il modo konjuntivo, frankamente
tropo komplikato, nele aule parlamentari, per yi onorevoli deputati
e senatori dela Kasa dele Libertà. In deroga, si koncede l’utilizo
dela espresione «mi konsenta».
Artikolo 8. Ad agosto verà abolita la silaba «kom», ke tanti dani
ha fato al paese e al mondo intero. Al suo posto si userà la silaba
«imp», ke sta per «impresa»: solo arjine kontro la rivolta
impunista.
Artikolo 9. Ala riapertura dele skuole, si delibererà l’abolizione
deyi acenti e deyi apostrofi. D ora in poi sara kiaro ke kuotidiani
tendenziosi e bujardi kuali l Unita sono di fato ilejibili.
Artikolo 10. Alo skopo di armonizare le ativita dei citadini,
tenuto konto dela konfusione derivante dal uso di termini
diferenti per indikare lo steso konceto, si delibera ke, in
okasione del avio del kampionato di kalco 2011/12, il nome
dela soceta kalcistika deve koincidere kon kuelo dela cita in
kui deta skuadra ha la sede. Il impune di Bergamo sara
denominato Atalanta, Ferara si kiamera Spal… Yi impuni
nei kuali joka piu di una skuadra sarano divisi ekuamente
a meta. In partikolare, a Milan e ja stata individuata un area
dismesa dale parti dela diskarika impunale ke vera ribatezata
Inter.
Artikolo 11. Prendendo spunto dala brilante soluzione del
problema Fiat indicata a suo tempo dal presidente del Konsiyo,
a novembre entrera in vigore la ridenominazione deyi enti,
dele industrie e dele dite perdenti, ke asumerano il nome dele
konkorenti piu prestijose seguito dala parola «Junior». Oltre a
«Ferari Jr», si dovra parlare di «Mediaset Jr» per la Rai e di
«Polo Jr» per l Ulivo. Bush Jr non kambia.
Artikolo 12. Vera portato a termine il “programa dele tre i”,
denominando «inglese» la nuova lingua kosi deliberata. Dal
31 dicembre 2011
Pecca, kuindi, tuti yi italiani parlerano inglese.
Leje aprovata, in Lazio, dal presidente del Konsiyo Berluskoni,
dal presidente del Konsiyo Jr Berluskoni Jr e dal presidente
del Konsiyo Jr Jr Berluskoni Jr Jr.
Kuanto ai fondi per garantire l atuazione dela leje, non e stato
posibile reperirli a kausa del buko laxatoci dal precedente
governo e ke kontinua inspiegabilmente a ingrandirsi kon
valore retroativo! Viene kosi istituita una tasa, ke potrete
konkordare kon l operatore Fininvest di fiduca""".
(Giuliano Garuti)
Peccato che il governo sia caduto lasciando, così,
incompiuta questa grande riforma.
I leghisti della padania hanno, in ogni caso, già cominciato
ad applicarla!
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09:08
Scritto da: mah4
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06 gennaio 2012
Vaticano
Vaticano
"Il Vaticano è un luogo non del tutto pieno di persone oneste”
(Paul Casimir Marcinkus).
L'ha detto lui, il "banchiere di dio", il prete implicato nei casi più
scandalosi e vergognosi degli ultimi decenni: Banco Ambrosiano,
Sindona, .....
C'è ancora chi si ostina a chiamarlo "santa sede", ma nessuno
capisce per quale recondita ragione il Vaticano sia una "santa
sede".
Marcinkus non era un pretonzolo qualunque: era un vescovo, un
padre della chiesa! Un vescovo spregiudicato e capace di tutto,
colui che sfoggiava una tale spregiudicatezza da partecipare
senza vergogna al balletto delle “scatole cinesi”, di abbracci
mortali con il denaro (il "figlio del demonio").
Così, tra una benedizione ed un'altra, il monsignore ha potuto
continuare a svolgere i suoi sporchi affari per la grandezza e la
gloria di dio.
Ed anche oggi, con una gravissima crisi, la "santa sede" - col
colpevole concorso del governo - continua a godere di tutti i suoi
privilegi: l'ICI (IMU) è solo la punta dell'iceberg.
"""Un giornalista straniero, durante una conferenza stampa
chiedeva al presidente del consiglio Monti se, nella manovra,
l’ICI sarebbe stata pagata anche dai soliti noti, quelli che non la
pagano mai, tipo il Vaticano; Monti perdeva subito il suo
rassicurante sorriso, senza rispondere""": questa è la breve,
ma tragicomica cronaca della conferenza stampa!
Questo Parlamento di "signorsì, questi servi frutto di una
legge elettorale voluta da chi poteva controllare e comprare
deputati, voti e decisioni, continuerà a difendere - anche in
presenza di un nuovo governo - il grande patrimonio di "Santa
Apostolica e Romana Chiesa" rendendo intangibili al fisco i
suoi immensi patrimoni immobiliari.
Il Vaticano, col suo religioso silenzio e sempre dietro le quinte,
ha partecipato alla festa, sempre pronto a saltare sul carro del
vincitore per assicurarsi favori e privilegi.
Perché i rutilanti vescovi, che oltre al loro ministero, esercitano
attività molto più remunerative: bar, alberghi, agenzie turistiche,
non dovrebbero pagare - come tutti gli altri - balzelli e tributi?
Eh, perché?
Tutto questo avviene in contemporanea con l'introduzione del
pagamento dell'ICI, anche sulla prima casa, quella dei poveri
cristi.
Il nostro Paese negli ultimi due decenni è pericolosamente
arretrato: meno scuole, meno libera informazione, ma più
ballerine, soubrettes, lustrini e paillettes!
Perché non ricordare che questo arretramento coincide con
la "discesa in campo" dello stradentiera ridens, e con
l'imbarbarimento dei valori dell'etica, della moralità, della civiltà
democratica, dell'equità?
E' questa l’Italia, la "culla della civiltà"?
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09:02
Scritto da: mah4
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04 gennaio 2012
Governo europeo
Governo europeo
Il governo europeo che, per ignote ragioni, viene chiamato
Commissione europea (ma non ha molta importanza su
come viene chiamato perché in altri Paesi ed in altri tempi
ha assunto nomi diversi: Comitato di salute pubblica
Cancelleria, Consiglio dei ministri e via dicendo) nell'Unione
Europea non svolge alcuna azione di governo. Non può
farlo!
Nell'Unione europea la Commissione è una struttura
burocratica nominata dai governi dei ventisette Paesi che
la compongono.
Ed ora che l'UE è riuscita finalmente ad avere una
parvenza di ministero degli esteri valido per tutti i
ventisette Paesi il ministro (anzi la ministra) è un'emerita
sconosciuta che non svolge alcun ruolo. Costei conta
come il due picche, nel gioco della briscola, quando la
briscola è fiori!
E' da tutti risaputo che uno dei motivi per cui la crisi del
debito dell'eurozona rischia di distruggere la moneta unica
è che i tempi di reazione - di decisione - dei governi sono
troppo lunghi. E quando i diciassette Paesi dell'eurozona
si sono decisi ad agire lo hanno fatto alla rinfusa, cioè
affidandosi alle iniziative del tandem "Merkozy".
Questo tandem è riuscito in qualche modo a evitare che
l'euro non venisse - almeno per ora - distrutto dalla crisi in
atto.
La gestione dell'emergenza ha però evidenziato il trionfo
del metodo sostenuto dal presidente francese, dalla
cancelliera tedesca e da Herman Van Rompuy, presidente
del Consiglio europeo e grande architetto del compromesso
tra gli Stati membri.
Si tratta di un metodo che, se presenta alcuni vantaggi,
presenta anche alcuni svantaggi: assenza di trasparenza
ed emarginazione dei Paesi più piccoli.
L'arroganza della coppia franco-tedesca ha escluso dai
giochi le istituzioni comunitarie (Commissione e
Parlamento europeo), ed ha indebolito l'Unione europea
nel suo complesso.
José Manuel Barroso continua a rivendicare un ruolo più
decisivo per la Commissione, a cominciare dal controllo
sul rispetto del nuovo patto per l'euro.
Una buona parte dell'opinione pubblica - a ragione, in
specie quella del Regno Unito - la considera ancora un
circolo di burocrati che, non eletti, pretendono di
controllare i bilanci nazionali imponendo la loro ricetta
di misure severissime.
Senza dare ragione al governo del Regno Unito, non è
questa l'Europa che i cittadini europei si aspettavano:
non è sufficiente eleggere i rappresentanti al Parlamento
un Parlamento che non legifera - ed avere ed un governo
di nominati.
L'Unione Europea dovrebbe essere qualcosa di più!
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08:37
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02 gennaio 2012
Botti e cure mediche
Botti e cure mediche
Anche quest'anno, nonostante che circa duemila Comuni
abbiano vietato l'uso di botti e mortaretti per "festeggiare"
il nuovo anno, si sono verificati molti incidenti (due morti e
517 feriti), alcuni molto gravi.
Festeggiare il nuovo anno con questi metodi è un'usanza
che appartiene - secondo me - ad una società di trogloditi,
non ad un popolo civile!
Non sarà un divieto a risolvere questa incivile usanza,
perché i divieti se non accompagnati da una diversa cultura,
da una diversa educazione civica, lasciano il tempo che
trovano.
Tutti divieti che ricordano le "gride" manzoniane elencate
dall'avvocato azzeccagarbugli a Renzo, nei Promessi sposi,
e tutte costantemente ignorate.
L'Italia, nonostante l'ex ministro (leghista) per la
"semplificazione legislativa", che ha teatralmente fatto un
falò di leggi (dice lui!), non ha spostato di un ette la
montagna di leggi, leggine, norme che regolano la nostra
vita comunitaria!
Tutto è come prima: l'Italia si è dotata nel tempo di una
quantità di leggi di difficile conteggio (alcune stime la
danno a circa trecentomila). Un record universale!
Nonostante tutti i divieti si può notare, ad esempio, che
chi guida un'auto contemporaneamente parla con un
telefono cellulare; si può notare che si continuano ad
evadere le imposte; si possono notare le infrazioni del
codice della strada; si può notare l'uso di mortaretti e
botti vari nella notte di capodanno, e via dicendo.
Quindi, in attesa di una nuova educazione civica occorre
sostenere l'introduzione di una nuova norma (questa, forse,
risolutiva): coloro che sono costretti a ricorrere alle cure
ospedaliere a causa di ferite derivanti dall'uso proibito di
botti e mortaretti, si paghino le spese mediche o di ricovero
ospedaliero!
Perché dev'essere la società a farsi carico di questi oneri?
Lo stesso vale per cure mediche, ospedaliere, derivanti
da un sinistro stradale dovuto alla colpa dell'infortunato.
Perché dev'essere la società a pagare?
Visitatori di questo blog: tranquilli, queste sono soltanto
provocazioni!
Clicca su: http://cccp.myblog.it
08:53
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31 dicembre 2011
Libertà o sicurezza?
Libertà o sicurezza?
Posta così la domanda è fuorviante perché pone la prima
condizione in alternativa alla seconda. Le due condizioni
non sono assolutamente alternative e possono convivere
pacificamente.
Chi le pone in contraddizione è, quasi sicuramente, colui
che ha qualcosa da nasconere alla società, o ..... al fisco!
Non a caso il maggior teorizzatore di di questo iato e stato
fino a ieri - e ancora lo è - lo stradentiera nazionale.
L'alternativa è falsa e illusoria perché dietro la presunta
libertà, si nascondono interessi personali e inconfessabili.
La disgiunzione "libertà o sicurezza" nasce, a prima vista,
dopo il fatidico 11 settembre, quando ci è stato detto che
era giunto il tempo di barattare un po' delle nostre libertà
con un po' di sicurezza in più, perché le due esigenze non
potevano coesistere.
Abili ed interessati manipolatori hanno fatto scorrere fiumi
di inchiostro per raccontare come i bravi cittadini amerikani
abbiano saputo sacrificare una parte consistente della loro
libertà a vantaggio della sicurezza, ma contemporaneamente
scaricare tonnellate di bombe sui poveri cristi del pianeta
accusati di essere la causa della loro insicurezza.
La posta in gioco in questa assurda scelta mediatica è
un'altra: far sì che, in nome della sicurezza, si possa
rinunciare ad una fetta di libertà.
Sono così sicuri i nostri soloni che l'alternativa tra sicurezza
e libertà sia così solida come vorrebbero far credere?
Se fosse possibile un esperimento mentale si potrebbe
chiedere cosa sarebbe la sicurezza senza la libertà e si
giungerebbe, come risultato, che proprio là, in quelle
condizioni, si verificherebbe la massima insicurezza.
Chiunque, in ogni momento potrebbe trovarsi perseguitato
sulla base di un'accusa arbitraria che non ammette
contraddittorio.
Come nel mondo di Kafka, il bravo scrittore Boemo, tutti
sarebbero potenzialmente colpevoli "a priori" e tutti,
ugualmente a priori, sarebbero meritevoli di pena.
Anche l'altra condizione: la libertà senza la sicurezza è da
scartare.
Se si dovesse ripetere l'esperimento, ma rovesciato, di
poche righe più su si giungerebbe al risultato che la libertà,
sottoposta ad ogni istante all'arbitrio, all'insicurezza, non
sarebbe più libertà, ma qualcosa d'altro!
Libertà e sicurezza, dunque, nascono, vivono e muoiono
insieme ed è per questo che, concludendo, la due condizioni
rappresentano una falsa alternativa.
Clicca su: http://cccp.myblog.it
09:19
Scritto da: mah4
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29 dicembre 2011
Popolazione
Popolazione
La popolazione mondiale è arrivata a 7 miliardi di persone!
Chissà se l'umanità potrà sopravvivere a questa esplosione
demografica.
I biologi apocalittici vanno sostenendo, da vari decenni, che
finora l'apocalisse non c'è stata, ma nel prossimo futuro .....
Bisogna essere ottimisti, o pessimisti sul futuro del nostro
pianeta e della specie umana?
Vi sono delle ragioni per essere l'una e l'altra cosa: ottimisti
se si pensa a che cosa l'umanità potrebbe fare, e pessimisti
sul fatto che lo voglia fare!
Il dibattito scientifico non ruota attorno al quesito se sia
possibile impedire il collasso della nostra civiltà, ma se
questo pianeta possa nutrire ancora qualche miliardo in più
persone.
Se si pensa che nel 1968 vivevano meno di 4 miliardi di
persone, che ora siamo 7 miliardi, e che l'apocalisse non
c'è stata possiamo ancora essere ottimisti per l'immediato
futuro. Ma se si pensa al fatto che un miliardo di persone
soffre la fame, che nello stesso arco di tempo duecento
milioni di persone sono morte di fame, che tre miliardi di
uomini vivono con meno di un euro e mezzo al giorno, allora
bisogna affermare che l'apocalisse è già iniziata. Eccome!
Qualcuno dovrà consumare di meno, soprattutto i Paesi
ricchi, per non distruggere completamente le risorse che
il pianeta non è in grado di ricreare con la stessa velocità
del consumo.
Risorse come terre coltivabili, acqua, risorse energetiche
non saranno - a breve - più in grado di soddisfare crescenti
bisogni dell'umanità.
Senza essere catastrofisti bisogna che amerikani, ma anche
gli europei, riscoprano la bicicletta in luogo del Suv e che i
consumi alimentari si razionalizzino.
Certi amerikani e certi europei non sanno nemmeno da
dove provenga il cibo che consumano, sono convinti che
provenga dal supermercato rionale!
Costoro sono soltanto dei grandi consumatori di beni e
risorse, foraggiati sempre più dalle politiche dei governi, ma
sono anche le creature inventate dai governi delle società
a capitalismo estremo presenti nell'occidente.
Questi governi hanno artificialmente creato una classe di
"consumatori" che aveva il precipuo scopo di essere di
supporto ai governi liberisti nelle loro politiche contro le
classi meno abbienti.
Ieri in Amerika con la politica dell'ex presidente Reagan ed
affini, oggi con quella del nostro stradentiera (e del suo
successori) in Italia, il fine è lo stesso: riprogrammare il
sistema redistributivo per togliere sempre di più ai poveri
cristi ed alla classe media e dare di più agli straricchi.
La soluzione? Rimuovere dal potere gli affamatori dei popoli
e rieducare gli idioti che, col loro voto, permettono a costoro
di governare!
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27 dicembre 2011
Bello e brutto
Bello e brutto
Bello e brutto non sono solamente i due estremi del
giudizio estetico (men che meno lo sono in quella di
Kant, nei quali l'estetica è uno strumento utile per
la conoscenza sensibile), ma sono sensazioni visive
umane che, assieme alle altre quattro, producono
un complesso di elementi di conoscenza.
La sensazione prodotta dalla vista (il bello e il brutto)
si può suddividere, a mio parere, in quattro categorie.
Mi spiego meglio:
1^ Bello e basta;
2^ bello, ma tendente al brutto;
3^ brutto, ma tendente al bello;
4^ brutto e basta.
Chiunque avrà potuto notare tra le sue conoscenze delle
persone belle, belle e basta. Il bello che si accompagna
alla simpatia, alla disponibilità verso terzi, alla tolleranza.
Il mondo è pieno di persone con queste caratteristiche
le quali rendono più vivibile la nostra esistenza. Costoro
sono belli, come si suol dire, dentro e fuori.
Per secondo abbiamo i belli di fuori, ma brutti dentro:
belli di aspetto, ma brutti nei sentimenti, soprattutto nei
confronti degli altri. Invidiosi, antipatici, carogne, delatori,
eccetera.
In terzo luogo si possono annoverare i brutti di aspetto,
ma dalle caratteristiche umane prestigiose: altruisti,
impegnati socialmente, sempre pronti a dare una mano
a tutti in caso di bisogno, simpatici.
Infine abbiamo i brutti, brutti dentro e brutti fuori, quelli
che accompagnano ad un aspetto sgradevole anche
uno sgradevole comportamento nei confronti degli altri.
Ciascuno di noi può stilare una sua personale classifica
dei quattro tipi di bellezza elencati e, come Dante nella
Divina Commedia, collocare in uno dei “cerchi”
dell'inferno le persone di sua conoscenza.
Io l'ho fatto, e non ho potuto fare a meno di collocare in
fondo ..... il nostro stradentiera.
Costui non solo somma in sé tutte le caratteristiche già
descritte, ma ne aggiunge altre: la sua figura vomitevole,
il suo delirio di onnipotenza, il suo atteggiamento di
estrema arroganza, il suo narcisismo non sorretto da
alcuna valida ragione, la sua figura rotondetta su una
faccia gonfia di livore, i suoi occhi che sembrano due
fessure suine ritagliate nel lardo, la sommità del suo
cranio incatramato a somiglianza dei capelli perduti.
Io non sono un credente della teoria del Lombroso, la
fisiognomica, e quindi non credo che il brutto debba
essere necessariamente anche cattivo, ma, valutando
con più attenzione l'aspetto dello stradentiera, non può
darsi che il Lombroso avesse avuto qualche ragione?
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25 dicembre 2011
Questa è la signorilità!
Questa è la signorilità!
"Bertinotti? L'ala focomelica di uno sgorbio genetico!"
Sì sì: avete letto bene. L'ex segretario di Rifondazione
Comunista è stato così giudicato proprio con queste
parole da un'eccelsa mente politica dei nostri giorni:
da un ex ministro della Repubblica.
Il giudizio è datato (risale al mese di aprile 1997), ma
non è datato lo stile signorile di chi lo ha espresso. Il
ministro è ancora aduso, con un linguaggio aulico, ad
esprimere pensieri e concetti altamente filosofici tra
gli applausi dei suoi fans ridenti.
Il ministro in questione (tutti dovrebbero averlo capito)
è Umberto Bossi, il celtico, il padano, l'ammazzaromani,
quello che con le sue truculente espressioni suscita
l'entusiasmo tra i suoi simili e, contemporaneamente,
sofferenza e moto di disgusto tra le persone normali.
Bertinotti sta alla signorilità umana, politica e sociale
come il Bossi sta ai quadrumani.
Come sarebbe facile oggi, dopo la malattia che lo ha
colpito qualche anno fa, ironizzare pesantemente sulle
sue doti oratorie e di pensiero, ridicolizzare la sua
condizione fisica.
Tutti si saranno resi conti che la sinistra non l'ha mai
fatto, né lo sta facendo, perché vuole vincere contro
l'avversario usando le armi della ragione, della logica,
del confronto civile, non quello dell'insolenza riferita
alle disgrazie fisiche!
Quanto sarebbe molto più facile usare, oggi, gli stessi
argomenti usati da Bossi e dal suo correo, stradentiera,
nel definire gli avversari politici.
Ma la buzzurraggine, il dileggio sulle disgrazie degli
avversari non appartengono alla sinistra: sono state
accaparrate dalla destra!
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23 dicembre 2011
Liberalizzazioni
Liberalizzazioni
L'enfasi data a questo tema, dopo il governo formato da un
gruppo di "condottieri del rigore" sta rapidamente diventando
un'altra delle solite e ricorrenti bufale nazionali!
Le liberalizzazioni non si possono fare perché poche decine
di magliaia di taxisti non vogliono; sedicimila titolari di
farmacia non vogliono.
A tale proposito credo non sia sfuggito a nessuno tra i
telespettatori di 'Ballarò', andato in onda martedì 20 dicembre,
l'intervista ad una titolare di farmacia che si è dichiarata
contraria alla liberalizzazione per la seguente nobile
argomentazione (cito a memoria): "Noi siamo una famiglia di
farmacisti; lo siamo da cinque generazioni ed abbiamo il diritto
di continuare ad esserlo!".
Capito? Chi nasce in una famiglia di farmacisti ha il diritto di
lasciare in eredità ai discendenti questa professione, e che
nessuno si azzardi a rompere le ......!
Questo in buona sostanza afferma - senza vergognarsi - la
farmacista intervistata.
Lo stesso può dire un taxista, un avvocato, un notaio ed ogni
altro 'professionista'!
Parallelamente chi nasce in una famiglia di derelitti deve fare
il derelitto; chi in una famiglia di idraulici, l'idraulico; chi in una
famiglia di ladri, il ladro; eccetera!
Questa è la giustizia sociale? Questo significa dare a ciascuno
identici strumenti per lo sviluppo della propria personalità?
Ma non è finita: le cosiddette parafarmacie devono essere
penalizzate perché esistono solo per fare un favore alle
"cooperative rosse". L'affermazione è dell'ex ministro della
scuola (quella che crede che i 'neutrini' viaggino ad una velocità
superiore a quelle della luce nel famoso tunnel di settecento
chilometri che unisce il Gran Sasso a Ginevra; quella che, pur
essendo bresciana, ha ritenuto di doversi laureare in Calabria
- chissà perché -).
Opportunamente le è stato reso noto che, delle settemila
parafarmacie presenti sul territorio nazionale, solo duecento
appartengono alle "Cooperative rosse" e che l'allarme lanciato
dell'ex ministra - opportunamente laureatasi in Calabria - è del
tutto fuori luogo.
E poi perché non aggiungere che, se anche fosse vero che
tutte le parafarmacie appartengono alla "cooperazione rossa",
non vi sarebbe alcun motivo di scandalo.
L'ex ministra dell'istruzione che cos'ha contro le cooperative
rosse? Le vorrebbe di altro colore? Magari verdi, o azzurre?
Mario Monti, ex commissario Ue alla concorrenza, che ha
saputo, farsi valere nei confronti del gigante internazionale
Microsoft ha paura di sedicimila farmacisti, di poche migliai di
taxisti?
Siamo seri: è un delitto poter acquistare un farmaco senza
dover girare mezza città per trovare un luogo che lo vende?
Ed è un delitto poter prendere un taxi in ora di punta senza
pentirci di non essere andati a piedi che' avremmo fatto prima?
Ed è un altro delitto poter trovare una pompa di benzina
ovunque e senza dover continuare a dare il nostro contributo
per il terremoto di Messina dell'inzio del secolo scorso?
E' una grave colpa poter scegliere un avvocato o un notaio che,
liberati dall'obbligo della "tariffa minima", si pongano in
concorrenza con gli altri?
Confessiamolo: queste liberalizzazioni sono una delusione!
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21 dicembre 2011
Dal 25 luglio 1943 al .....
Dal 25 luglio 1943 al .....
Dal 25 luglio1943 al 25 luglio 2011 abbiamo vissuto in un
incessante tentativo di ripristinare il defunto, e criminale,
regime fascista.
C'è un bel libro che tutti dovrebbero leggere per rendersi
pienamente conto di tutti i tentativi fatti dalle organizzazioni
fasciste - in combutta con i servizi segreti e con i settori
deviati dello Stato - per tentare di ridare fiato al regime
sconfitto - dalle armi e dalla storia - il 25 aprile '45:
Fasci d'azione rivoluzionaria, Legione Nera, Lotta Fascista,
Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Squadre d'azione
Mussolini, Ordine Nero, Giustizieri d'Italia, MAR, NAR,
Terza Posizione, Costruiamo l'Azione e Movimento
Politico Occidentale, Naziskin, Ulltras ed altre decine e
decine di organizzazioni criminali.
Il libro di facile lettura dovrebbe essere acquistato
soprattutto dai leghisti padano-veneti (dopo aver imparato
a leggere).
Dalla lettura di questa indagine si possono contare circa
cento sigle e movimenti reazionari di estrema destra aventi
lo scopo di sovvertire con la violenza l'ordine costituito.
Alcune di queste organizzazioni sono note ai più, ed altre
sono meno note, ma non per questo meno pericolose.
Il libro si intitola NERI ed è stato scritto dai due giornalisti
ricercatori Mario Caprara e Gianluca Semprini, editore:
NEWTON COMPTON EDITORI. Pagine 626. Prezzo 6,90.
La ricerca prende in esame soltanto i tentativi "neri" di
sovvertire lo Stato, e non i tentativi dello stradentiera, e
neppure quelli della lega-nord-per-l'indipendenza-
-dall'intelligenza (i degni nipotini del duce) che perseguono
lo stesso obiettivo.
La storia (checché ne abbia detto il filosofo Nietzsche,
tanto caro ai nazifascisti di ieri e di oggi), non si ripete, mai,
e non esiste “eterno ritorno dell'identico” che tenga. Ma
ciò nonostante oggi, con la caduta di stradentiera-ridens,
qualcuno potrebbe pensare che la caduta sia stata un
semplice incidente di percorso dal quale ci si può rialzare
per ritornare eternamente “all'identico”.
Non bisogna permetterlo
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09:08
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19 dicembre 2011
Il razzismo è .....
Il razzismo è .....
Il razzismo è lo snobismo dei poveri di spirito, dei poveri
cristi!
Si provi ad usare questo sillogismo derivato dalla filosofia:
Premessa maggiore: il razzismo è lo snobismo dei poveri
di spirito;
premessa minore: i leghisti padani sono razzisti;
conclusione: i leghisti padani sono dei poveri di spirito.
Ecco, proprio questa è la conclusione del sillogismo: i
leghisti padani sono dei poveri di spirito!
La logica aristotelica ci ha fatto conoscere il sillogismo
che, pur non avendo pretese di scoprire verità nuove, ha
il pregio di concatenare e mettere in luce quelle in ombra.
Il sillogismo è la deduzione che si trae da due affermazioni
- vere - ma non scopre nuovo sapere, nuove verità.
Infatti il classico sillogismo conosciuto da tutti gli studenti
di questa materia recita che:
Tutti uomini sono mortali (premessa maggiore);
Aristotele è un uomo (premessa minore);
Aristotele è mortale (conclusione).
Non era necessario questo sillogismo per sapere che
Aristotele era mortale, così come non lo era per sapere
che i leghisti sono dei poveri di spirito.
Non par vero a costoro di sentirsi un "po' superiori" agli
extracomunitari, agli immigrati, ai derelitti per sentirsi più
importanti di questa povera gente. Si sentono più
importanti senza avere nessuna ragione valida.
Diverso, invece, il raggiungimento del sapere nuovo,
vero, che può essere conquistato tramite un altro
strumento: l'induzione. Ma l'induzione che conduce al
sapere lo fa per approssimazione ed è per questo che
l'induzione è continuamente in fieri e che non arriverà mai
al sapere completo.
Si potrebbe fare un esempio per quanto affermato, ma i
leghisti-padani-per-l'indipendenza-dall'intelligenza lo
capirebbero?
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08:46
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16 dicembre 2011
Vergogna
Vergogna
E' vergognoso che mentre i poveri cristi vengono chiamati
a salvare l'Italia con una manovra lacrime e sangue, il
superdentiera si arricchisca ulteriormente appropriandosi
delle frequenze della tv digitale, gratis!
E tutto ciò sta avvenendo nel più completo disinteresse
della gente.
Sta alla gente, all'opinione pubblica, fermare questo
scandalo e costringere il ministro Passera ad agire, ora.
Prima di dimettersi lo stradentiera nazionale ha pensato
bene di regalare alla sua Mediaset ed alla Rai le
frequenze della tv digitale, sottraendo alcuni miliardi di
euro alle disastrate casse dello Stato.
Di fronte all'ennesimo affare personale dovrebbe montare
una larga protesta nazionale che costringa il ministro
Passerotto a cancellare questa misura 'ad personam' e
avviare subito un'asta pubblica.
Si vocifera che questo ministro sia sensibile all'opinione
pubblica e che conservi mire da futuro premier. E allora
lo si convinca ad intervenire subito per difendere la
pluralità dei media e contribuire al risanamento del debito.
La furbata dello stradentiera consiste nell'aver introdotto
un sistema denominato "beauty contest" che prevede
l'assegnazione delle frequenze non per gara di appalto,
ma per assegnazione gratuita a quelle aziende più ricche
di risorse. Guarda caso: proprio a Mediaset!
Sky ha denunciato questo sistema e si è ritirata, ma ha
chiesto al governo Monti di intervenire. Anche le tv locali
stanno procedendo per vie legali e chiedendo al ministro
responsabile per le comunicazioni, di cancellare questa
misura vergognosa e di organizzare un'asta pubblica per
garantire il pluralismo e la competizione.
Perché con questo regalo ai soliti noti lo Stato dovrebbe
rinunciare a qualcosa come sedici miliardi di euro?
Eh, perché?
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19:21
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15 dicembre 2011
Altro pericolo
Altro pericolo
Forse si tratta di fantascienza, o forse no, ma da più parti
viene dato per certo che entro cinque anni la scienza
potrebbe essere in grado di clonare i mammuth.
Quindi accanto all'odierno elefante potrebbe esserci anche
il suo antenato.
Grazie alla recente scoperta di un osso di questo animale,
che conteneva ancora il midollo, ricercatori russi e
giapponesi lanceranno nel 2012 un piano per clonarlo
interamente.
La notizia di questo progetto è stata pubblicata dal quotidiano
giapponese Kyodo news e precisa che gli esperti
dell'università di Kinki e quelli del museo dei mammuth
della Repubblica di Sakha, stanno ora analizzando il midollo
osseo con l'intenzione di """sostituire il nucleo di un ovulo di
elefante con quello estratto dal campione di osso dando
così vita a un embrione con caratteristiche preistoriche che
potrà essere impiantato nell'utero di un'elefantessa""".
Per fortuna fino a questo momento i tentativi di clonare
animali estinti, dalla tigre siberiana allo stambecco dei Pirenei,
hanno avuto esito negativo.
Per fortuna perché si pensi a cosa potrebbe avvenire nel
futuro se la clonazione avesse successo e se venisse
ritrovato un frammento della dentiera del nostro clown
nazionale.
I posteri, nei ritrovarsi tra i piedi una copia dello stradentiera,
ci maledirebbero sino alla fine dei tempi!
Dovremmo convincere, per il bene della futura umanità,
i ricercatori russo-nipponici a non procedere nell'esperimento.
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08:35
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13 dicembre 2011
Sciattoni
Sciattoni
Premesso, a scanso di equivoci, che io sono per la
repubblica parlamentare, e non per quella presidenziale,
vale a dire una repubblica dove il centro della democrazia
risiede nel parlamento e non nel presidente, debbo subito
aggiungere che sul tema: taglio dell'indennità dei
parlamentari, cioè il tentativo del governo Monti di tagliare
di cinquemila euro mensili le indennità percepite dai
parlamentari mi trova completamente d'accordo.
E' un tentativo che può solo riscuotere il plauso di tutti gli
italiani. E' immorale che questi "onorevoli" siano strapagati
(strapagati e cialtroni) rispetto ai loro colleghi degli altri
Parlamenti europei.
Il tentativo del professor Monti va appoggiato sulla stampa
e nelle piazze in modo da far cessare questo scandalo.
La levata di scudi degli "onorevoli" è oltraggiosa per tutti i
poveri cristi chiamati a sopportare il peso maggiore dei
sacrifici; verrebbe voglia (se ciò non fosse scambiato per
qualunquismo populista) sollecitare i tedeschi alla
riapertura delle miniere di carbone della Ruhr per mandare
la maggioranza di questi cialtroni a guadagnarsi da vivere.
Costoro hanno immediatamente obiettato che non può
essere il governo ad assumere queste decisioni, ma il
Parlamento, cioè loro stessi!
Capito? Loro stessi! Con una provocazione, allora, non
si potrebbe obiettare che il trattamento economico dei
pensionati dovrebbe essere deciso dai pensionati stessi?
E quello degli operai dagli operai, e via dicendo?
Questi rappresentanti del popolo, profumatamente pagati
dallo Stato, additano i giornali come mandanti di "omicidi
mediatici".
Non solo, ma anche la lega-nord-per-l'indipendenza-
-dall'onestà (nata per combattere Roma ladrona) ha
imparato così bene la lezione da far dichiarare all'onorevole
Stiffoni che. """Se vogliono una classe politica di sciattoni,
è una scelta che si può fare, ma mi sembra che un certo
decoro ci debba essere anche per chi lavora in Parlamento""".
Già! Il seggio in Parlamento è un "lavoro", non un servizio
allo Stato, e come tale gli deve assicurato un certo decoro!
Bella questa espressione di "classe politica" che la dice
lunga sulla preparazione democratica dei questi primati
discesi dagli alberi e capapultati a Roma per rappresentare
il popolo italiano.
Qualcuno dovrebbe spiegare (con un grugnito, perché non
in grado di comprendere la lingua italiana) all'"onorevole"
leghista che i suoi colleghi parlamentari europei percepiscono
indennità dal valore dimezzato rispetto alla sua, e che ciò
nonostante, il decoro è loro ampiamente assicurato!
Sono costretto, obtorto collo, a schierarmi dalla parte del
professor Monti.
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12:37
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