28 gennaio 2012

Disoccupazione ed immigrazione

 

Disoccupazione ed immigrazione

 

"L'immigrazione è causa della disoccupazione". Quante

volte si sente questa affermazione, ragliata soprattutto

dai leghisti della padania!

La bislacca teoria secondo la quale i flussi migratori di

stranieri in Italia - come nel resto d'Europa - provocano

un aumento del tasso di disoccupazione tra gli indigeni

è falsa.

Non esiste alcuna relazione tra l'aumento la disoccupazione

degli indigeni e l'immigrazione degli extracomunitari.

Anzi, secondo uno studio condotto nel Regno Unito - ma

il medesimo ragionamento vale anche per l'Italia -

l'immigrazione agisce come stimolo economico, spingendo

in alto il livello di occupazione complessivo. Questo dato è

ancora più eclatante nella nostra Penisola con la copertura

di quelle postazioni di lavoro non più gradite dai nostri

connazionali.

Probabilmente non si sta verificando nulla di inedito nei

rapporti fra italiani e stranieri sul tema dell'occupazione.

Dopo anni di profonda crisi, i leghisti padani non hanno

ancora cominciato a rendersi conto che non possono più

permettersi il lusso di accettare solo lavori qualificati, o

vivere di sussistenza in attesa di tempo migliori e

rifiutando nel contempo tutte le attività considerate 'poco

dignitose'.

L'assistenza agli anziani non autosufficienti è la più

palmare dimostrazione di quanto affermato, ma non

l'unica: il settore siderurgico, quello della concia delle

pelli, quello delle costruzioni edili, ed altri ancora, stanno

tutte a dimostrare quanto sia falsa l'affermazione degli

xenofobi-razzisti che "gli immigrati extracomunitari ci

tolgono il lavoro".

Gli immigrati tolgono il lavoro che gli italiani ..... non

vogliono più fare!

 

27 gennaio 2012

Ultima mossa

 

Ultima mossa

 

E' davvero l'ultima mossa, oppure la prima di un serie

ininterrotta di altre mosse volte a colpire l'Iran?

Difficile rispondere!

Con l'adozione dell’embargo alle importazioni di petrolio

iraniano e il congelamento delle attività delle banche

iraniane in Europa, i ventisette (prossimamente ventotto)

Paesi dell'Unione europea vogliono spingere Teheran

a interrompere il programma nucleare.

Sono personalmente contrario ad una Repubblica

islamica come lo sono anche ad una cattolica, o luterana.

Ritengo che Ahmadinejad sia una minaccia per l'intero

mondo democratico e che lo sia anche per tutti quei

Paesi da lui ritenuti "infedeli", ma la sfida messa in atto

dai ventisette è una sfida ad alto rischio.

Attaccare le esportazioni di petrolio iraniano equivale a

minacciare apertamente il regime della Repubblica

islamica, il cui bilancio dipende al cinquanta per cento

dal settore petrolifero.

Non si può escludere che la perdita del mercato europeo

per l’Iran possa essere controbilanciata da qualche altra

parte, per esempio da maggiori esportazioni verso i

Paesi emergenti affamati di energia: Cina, India. Brasile,

ecc. (Paesi emergenti? Questi Paesi sono già emersi.

Sono i Paesi emersi che si stanno immergendo, come

l'Italia di stradentiera, ex capo dell'esecutivo).

Il rischio di vedere aumentare ancora il prezzo del petrolio

è limitato: la ripresa della produzione in Iraq e in Libia

dovrebbe infatti attenuare lo shock, mentre l’economia

mondiale rallenta.

Probabilmente l'embargo non servirà a riportare Teheran

al tavolo dei negoziati con maggiore serietà. Il regime

degli ayatollah non è ancora nella condizione di dover

scegliere tra la sopravvivenza e il programma nucleare.

Ciò che deve essere assolutamente evitato è, invece,

il ricorso alla forza da parte degli israeliani - questi

moderni teppisti trasformatisi da vittime a carnefici del

popolo palestinese - convinti che l’Iran stia per dotarsi

di micidiali armi atomiche.

L’embargo petrolifero è sicuramente meno efficace della

guerra, palese o segreta, combattuta a colpi di sabotaggi,

assassinii ed ogni altra azione degna degli ebrei

ortodossi.

Forse la decisione dell'Ue di giocare questa carta è la

migliore tra tutte le soluzioni possibili!

 

 



 



 

 

26 gennaio 2012

Ma che cosa vogliono questi camionisti?

 

Ma che cosa vogliono questi camionisti?

 

Questa è la domanda che l'opinione pubblica si pone con

curiosità.

Il costo del gasolio, le tariffe autostradali sono carissime,

dicono i camionisti, e allora vediamo di scoprire come

stanno veramente le cose.

Per chi volesse approfondire può fare riferimento al sito

della Agenzia delle Entrate ed a quello del Ministero delle

Infrastrutture e Trasporti (oggi denominato "Ministero per

lo Sviluppo Economico).

Gli autotrasportatori godono di un contributo sia per le

accise sul carburante sia per i pedaggi autostradali.

Non solo, ma con il tanto contestato decreto sulle

liberalizzazioni sono previste ulteriori agevolazioni. Infatti:

il rimborso delle accise passa da annuale a trimestrale;

ed è stato eliminato il tetto di duecentocinquantamila euro

come compensazione.

Il denaro che i camionisti, ed i loro bisonti della strada,

ricevono sono statali, cioè di tutti noi, che non abbiamo

certo né agevolazioni né contributi per la nostra auto.

E' scandaloso che il Governo non abbia provveduto alla

informazione sull'argomento, e che, soprattutto, non sia

intervenuto col pugno di ferro lasciando, di fatto, che la

"manifestazione" dei camionisti degenerasse e che i

consumatori subissero danni dal mancato rifornimento

di beni di largo consumo.

Magniloquente la dichiarazione del presidente della

"Autorità di Garanzia degli scioperi!", che "ha aperto un

procedimento di valutazione.....".

Chissà come saranno preoccupati i teppisti della strada

(ma, fortunatamente, non lo sono tutti) per questa

iniziativa del Garante!

Se il comportamento dei camionisti è questo, quale

dovrebbe essere quello dei giovani in cerca della prima

occupazione, dei precari, dei disoccupati ultra

quarantacinquenni, dei cassa integrati, dei pensionati.

Eh? Quale dovrebbe essere?

 

 

25 gennaio 2012

Quanti la pensano così?

 

Quanti la pensano così?

 

Quanti in Europa la pensano come quel cittadino tedesco

che, con la 'puzza sotto il naso', si permette di scrivere

alcuni strampalati giudizi ospitati dal quotidiano italiano

"Il sole-24 ore"?

Il teutone non è al corrente che in un Paese del sud

Europa un certo stradentiera non è più alla guida del

governo?

Non sa che oggi il timone è stato consegnato nelle mani

di un famoso economista il quale, pur presentandosi agli

occhi dell'opinione pubblica nazionale ed europea con

un altro stile ed altre capacità, prosegue imperterrito

lungo la linea del più rigoroso neoliberismo risolutore di

tutti i mali?

"""La crisi non è nata durante la notte - afferma il

teutone - , ma ha avuto una decennale fase di sviluppo.

Non mi fido dei politici del sud Europa - continua il

germanico - che chiedono la messa in comune del

debito. Ogni Paese si paghi il suo! E rimuova le cause

che l'anno prodotto (.....). Se la Germania perde il suo

rating massimo sarà a causa del debito di altri Paesi,

della loro debolezza, non di un Paese sano come la

Germania. Sono sempre di più dell'avviso - conclude -

che la creazione dell'euro sia stata un grosso errore.

Si tratta di una bomba a orologeria che farà saltare non

solo alcuni Paesi, ma l'Europa intera""".

E bravo il nostro crucco! Però non ha capito molto del

tentativo della grande finanza internazionale di affossare

la moneta unica europea a vantaggio del dollaro.

Il pericolo che corrono gli amerikani (soprattutto i

repubblicani, gli amici della grande finanza) è quello di

vedere, un giorno, l'euro prendere il posto del dollaro

come moneta internazionale. E questo non lo possono

permettere.

L'affossamento dell'euro avrebbe gravi conseguenze

non solo per i Paesi europei più "deboli", ma anche per

la Crante Cermania!

24 gennaio 2012

Viva la Rai

 

Viva la Rai

"Viva la Rai" era una simpatica canzoncina di qualche

decennio fa ed era cantata non so da chi.

Ma "viva la Rai" se questa struttura fosse effettivamente

pubblica, non asservita ad interessi politici di parte e

del tutto slegata da logiche spartitorie indegne di un

Paese civile.

"Viva la Rai" se andasse in porto una riforma che

garantisse obiettività e completezza delle informazioni,

senza le quali mancherebbero i capisaldi necessari per

un vero servizio pubblico televisivo.

"Viva la Rai" se si verificasse il superamento della

concorrenza privata che l'ha costretta a scivolare

sempre più in basso nella rincorsa verso lo sfacelo

culturale.

"Viva la Rai" se saprà proporre ai telespettatori, ai

cittadini italiani, una programmazione alternativa a

quella della televisione di papi, vale a dire una seria

programmazione senza lustrini, pailettes ed ochette

starnazzanti tanto piacenti quanto vuote!

"Viva la Rai" se avrà la volontà di richiamare in servizio

i maggiori giornalisti dei quali ha voluto liberarsi.

Infine "viva la Rai" se avrà il coraggio di liberarsi dei

lugubri lacché legati a filo doppio agli interessi della

più bassa politica e che, in questi ultimi anni, hanno

imperversato dai teleschermi per diffondere la voce del

padrone.

Questa è una sfida culturale prima ancora che una sfida

politica.

Il senatore, professor Monti, attuale capo dell'esecutivo,

per certi versi così lontano dal suo predecessore, ne

avrà la forza, ma soprattutto la volontà?

 

 

 


 

 

 

 

 

















 

23 gennaio 2012

Vita nuova

 

Vita nuova

 

In tempi di crisi, quando molte famiglie sono costrette a

sopravvivere con circa mille euro al mese, lo stile di vita

dev'essere profondamente modificato. Qui non si tratta

più di rinunciare al superfluo, ma anche al necessario!

Insomma, la riduzione delle spese è una scelta obbligata.

Una tendenza che sta stravolgendo le abitudini consolidate

dei consumatori.

Ma è una vita nuova che non discende da un'autonoma

scelta dei cittadini. Non è una vita nuova dettata da una

maggiore consapevolezza dell'impossibilità di continuare

a dilapidare le risorse del pianeta a danno di molti altri

popoli che non dispongono nemmeno di una piccola parte

del consumismo occidentale, di gente che deve fare i

conti con meno di due euro al giorno!

No: non si tratta di un risveglio delle coscienze dormienti

sul proprio benessere, della propria sazietà, compreso il

superfluo, ma si tratta di una scelta obbligata dalla crisi

attuale.

Il consumismo occidentale, di cui questo Paese continua

a far parte, sta subendo un rallentamento tale che anche

nel prossimo futuro nessuno può sapere se ritornerà ai

livelli preesistenti.

La cultura consumistica del mondo occidentale è così ben

radicata nelle coscienze da far risultabile inaccettabile

anche la più piccola rinuncia.

In questo scenario ogni piccola rinuncia diventa sofferenza

alla quale i pasciuti occidentali non sanno rinunciare.

Perché spostarsi con la bicicletta quando sono proprietario

di un Suv?

Questa non vuole essere l'apologia della miseria, ma

piuttosto il richiamo ad un più sobrio costume di vita e di

consumi.

Ristoranti, viaggi, automobili, elettronica, tempo libero

sono consumi da riqualificare a vantaggio dei consumi

sociali (obiettivo, questo, al quale il sistema di vita

propugnato dallo stradentiera ridens, ma non solo, aveva

indicato) ricerca, scuola, sanità, stato sociale.

Occorre urgentemente conquistare una nuova cultura che

abbia la caratteristica strutturale e non congiunturale

perché questa è una crisi strutturale, di sistema, non una

crisi congiunturale.

Ed è una nuova cultura che deve coinvolgere tutte le

classi sociali: quelle che possono bellamente continuare

con lo stesso modello consumistico, e quelle costrette

a compiere sacrifici.

Con una nuova cultura del consumismo il consumatore

del dopo-crisi (ammesso che ci sia) dovrà essere molto

diverso dall'attuale: sarà più attento ai prodotti e servizi

che realmente contano, più attento a non richiedere alle

risorse del pianeta più di quanto esso possa dare.

Volenti o nolenti dovrà subentrare una nuova cultura dei

consumi e dello stile di vita.

22 gennaio 2012

Successone

 

Successone

 

Il successone è vicentino, ma potrebbe anche essere

padovano, romano e di altre città ancora.

Il popolo della libertà (vigilata) aveva lanciato nel corso

del 2011 una grande campagna per invitare gli italiani

ad iscriversi in massa a quel partito.

Se la memoria non m'inganna questo partito aveva

trionfalmente trombonato che le iscrizioni erano arrivate

ad oltre un milione!

Un successone, soprattutto in Campania, con decine

di migliaia di nuovi inquisiti, pardon: adepti.

Il risultato per chi, come me, ha visto con quale fatica

e attività ininterrotta, il defunto Partito Comunista Italiano

sia giunto all'esaltante risultato di un milione e 750mila

iscritti (negli anni '70), il risultato del PdL era quanto

meno dubbio.

Il P.C.I. risultava in quegli anni la formazione politica con

il più alto numero di iscritti. Il lavoro di convincimento

era condotto capillarmente dalle "sezioni di strada" e

dalle cellule di fabbrica.

Si potrà dire ciò che si vuole, ma quello era un partito

serio: gli iscritti erano veri e conquistati uno per uno!

Senonché il successone pare sia stato gonfiato con

iscrizioni fasulle a danno di ignari "iscritti".

Proprio nei giorni passati le notizie di stampa informano

che Vicenza si è scoperto il primo caso di tessere false

i nominativi delle quali sono stati copiati dall’elenco di

cacciatori.

Se questo è il primo caso di falsi iscritti non si può

escludere l'esistenza di un secondo, un terzo un

ennesimo caso di falso tesseramento.

Roba da morir dal ridere!

Da morir dal ridere, ma verosimile se si considerano le

caratteristiche politiche ed umane del padrone, ed a

tutto ciò che costui ha propinato al popolo italiano.

Non stupiamoci perché, in fin dei conti, questo partito

una logica ce l'ha: un falso partito non può che avere

falsi iscritti!

Suggerisco al segretario del padrone (pardon: al

segretario del PdL), di dare un'occhiata anche all'elenco

degli iscritti del "club amici del tartufo nero", o a quello

delle "giovani marmotte": potrebbe trovare altre migliaia

di nominativi da iscrivere al partito.

La Procura sta indagando per violazione della privacy, ma

dovrebbe indagare anche per eccesso di stupidità e di

malafede (se tali fossero reati) contro stradentiera ed il

suoi lacché che continuano a considerare i cittadini degli

idioti.

 

21 gennaio 2012

Gli italiani?

 

Gli italiani?

 

"""Gli italiani? Un popolo di cretini costantemente col telefonino

in mano!"""

Questo è il poco lusinghiero giudizio dei tedeschi che si è

potuto ascoltare durante le vacanze estive del 2011. Giudizio

espresso anche dalla stampa di quel Paese quando qualche

inchiesta ha riguardato l'Italia.

Che dire: hanno torto, hanno ragione?

La nostra difesa d'ufficio sarebbe quella di ribattere che i

tedeschi dovrebbero guardarsi allo specchio, deporre un po'

della loro spocchia, prima di sputare queste offensive

sentenze.

Ma, difesa d'ufficio a parte, non è che un tantino di ragione ce

l'hanno? Io credo di sì: ce l'hanno!

l'Osservatorio della Agcom rileva che nel Belpaese è in

costante diminuzione la telefonia fissa, ed è in costante

crescita quella mobile.

Ma anche senza scomodare l'Osservatorio dell'Agcom tutti

possono rendersi conto della validità di quel giudizio con

l'osservazione dei comportamenti dei nostri connazionali.

Tutti possono rendersi conto che adulti, giovani, e spesso

bambini, hanno costantemente il cellulare in mano, in bella

mostra!

Se poi si ha l'avventura di dover ascoltare il tenore delle

conversazioni che vengono svolte si deve constatare che

il più delle volte si tratta di argomenti futili, o di poca

importanza che non giustificano l'uso del telefonino.

Il cellulare non è più uno "status symbol", ma è un

inflazionato oggetto di largo consumo. Non denota più

l'appartenenza ad una classe sociale "superiore" (che cosa

sia la classe sociale "superiore" è difficile da stabilire), ma

al contrario la qualifica di povero cristo di chi lo esibisce

come un trofeo.

Poteva essere considerato uno oggetto da status symbol

quando (trent'anni fa) era richiesto il pagamento di un

abbonamento di 25mila lire mensili, aggravate da imposta

IVA del 19 per cento, e quando un minuto di chiamata

costava 1943 lire (senza IVA).

Qualcuno dovrebbe informare gli esibizionisti del telefonino

di quanto sopra evidenziato, ed informarli che se proprio

credono di esibire il loro "status symbol", lo possono

esibire ..... tenendolo spento o lasciandolo a casa!

Perché rischiare di dare completamente ragione ai

tedeschi?

 

 

 

20 gennaio 2012

Liberalizzazioni o privatizzazioni

 

Liberalizzazioni o privatizzazioni

 

Alcuni tendono furbescamente di nascondere il secondo

concetto dietro al primo; altri non distinguono la profonda

differenza.

I primi sono i "padroni del vapore", quelli che, con la

proprietà dei "media" sanno orientare l'opinione pubblica

sulla necessità liberalizzare (e poi, privatizzare) tutto il

liberalizzabile per trarre così importanti vantaggi economici.

Cosicché orientata l'opinione pubblica sarà più facile per

il governo intervenire sul tema.

Gli altri, gli ingenui, non sospettano nemmeno che le

liberalizzazioni possano nascondere le privatizzazioni; non

possiedono la memoria storica necessaria per scoprire

che in qualsiasi Paese ad economia capitalistica la politica

economica è quella di "privatizzare i profitti e socializzare

le perdite".

I professori che governano l'Italia, che stanno per varare

una tempesta liberalizzatrice, sanno bene - o dovrebbero

ricordare - liberalizzazione non è affatto un sinonimo di

privatizzazione. Anzi, per onestà culturale e politica

dovrebbero essere presentati del tutto contrapposti

Nelle intenzioni dell'esecutivo probabilmente esiste la

volontà di ossigenare un mercato reso asfittico dalla

presenza di tante corporazioni, ma questa tempesta non

deve trasformarsi in una cinica opera di privatizzazione

generalizzata dei beni e dei servizi!

I cittadini, i consumatori, non ne otterrebbero alcun

beneficio ma, al contrario, potrebbe rivelarsi che

l’oligopolio privato si riveli ancor più vampiresco del

monopolio pubblico.

Affidare ai privati i servizi essenziali, come l'acqua, è un

insulto ad oltre ventisette milioni di italiani che si sono

pronunciati contro nel referendum di un anno fa.

L'esecutivo dovrebbe essere più chiaro su tale problema:

non può permettere la circolazione di voci, non smentite,

sul tentativo di mettere le mani sull'acqua - bene pubblico -

da parte dei privati.

Infine dev'essere impedito alle corporazioni di sbarrare

le loro porte per non consentire nuovi accessi alle

professioni e per non rimuovere la conservazione di

privilegi anti storici e corporativi.

19 gennaio 2012

Poverini!

 

Poverini!

 

Sedicimila euro al mese: lo stipendio record del parlamentare

italiano. Sedicimila euro sì, ma lordi dicono loro! Mancherebbe

pure che fossero netti!

Questo dato è stato pubblicato il 3 gennaio 2012 alla fine dei

lavori della 'Commissione Giovannini'.

Poverini, come faranno a sbarcare il lunario?

Ecco il raffronto coi 'colleghi' europei: un deputato francese ne

intasca 13.500, un tedesco 12.600, poco più di 10 mila un

olandese, 9.200 di un belga, 8.650 un austriaco, 4.630 uno

spagnolo (poveraccio).

La Commissione Giovannini, aveva avuto l'incarico dal governo

di stradentiera, dalle presidenze di Camera e Senato - e

confermato dal governo Monti - e doveva comunicare il suo

risultato entro il 31 dicembre (una volta tanto sono stati rispettati

i tempi).

Ma il risultato potrebbe non servire a molto perché la

Commissione ha scoperto che, mentre è vero che i parlamentari

nostrani guadagnano sì più dei colleghi europei in termini di

stipendio, costano di meno in termini di portaborse) ed altre

spese.

L’indennità mensile (lorda) è la più alta d'Europa, ma il "costo

complessivo" che è di difficile calcolo potrebbe abbassare

sensibilmente la media dei guadagni. Insomma, secondo la

Commissione, è "impossibile" decidere chi guadagna di più e

chi meno ed è difficile "fare una media".

Secondo la Commissione comunque i dati raccolti sono """del

tutto provvisori e di qualità insufficiente per una utilizzazione ai

fini indicati dalla legge""". Quindi, """nonostante l'impegno

profuso e tenendo conto dell'estrema delicatezza del compito

a essa affidato, nonché delle attese dell'opinione pubblica sui

suoi risultati, la Commissione non è in condizione di effettuare

il calcolo di nessuna delle medie di riferimento con l'accuratezza

richiesta dalla normativa""".

Che bello! Perché lo studio non è stato affidato ad una

Commissione di metallurgici, o di pensionati, o di precari?

Probabilmente i risultati sarebbero venuti subito e più credibili!

18 gennaio 2012

Tassisti

 

Tassisti

 

Perché chi vuole fare il tassista deve comprare la licenza

da un altro che lascia la sua attività? Chi lo permette?

In alcune grandi città la licenza può costare oltre 150mila

euro: un'assurdità!

Le licenze sono rilasciate dai Comuni sulla base di una

graduatoria pubblica. E quando l'assegnatario della

licenza decide di lasciare la sua attività dovrebbe

riconsegnarla al Comune, che provvederà a rilasciarla a

qualcun altro.

Se così vanno le cose è perché manca il minimo

controllo sulla compravendità di ciò che non si potrebbe

vendere, comperare?

I ripetuti tentativi di liberalizzare le licenze hanno sempre

trovato enormi difficoltà per il superamento degli ostacoli

messi in atto dai tassisti, tant'è che i tentativi si sono

risolti in altrettanti 'fiaschi'.

Tutto lascia - purtroppo - prevedere che anche quello

del governo Monti si risolva in un nulla di fatto.

E' difficile vincere la guerra contri le lobbies, anche se

sono lobby di poveri cristi!

Come i notai e i farmacisti, anche i tassisti stanno

difendendo quest'Italia del dissesto finanziario, con la

differenza che le prime due professioni difendono introiti

milionari mentre i tassisti difendono le briciole lasciate

cadere dal desco del padrone.

E poi perché non ricordare che I tassisti sono sempre

stati schierati - salvo rare eccezioni - da parte della

destra politica più reazionaria?

Pare che i loro maestri siano stati quelli Cileni del 1973

quando in coalizione con i camionisti sono stati gli

attori della caduta del legittimo governo di Salvador

Alliende e della contemporanea dittatura di Augusto

Pinochet.

L'astensione improvvisa dell'attivita dei tassisti di questi

giorni si chiama "interruzione di pubblico servizio" e,

come tale, andrebbe severamente sanzionata.

La sospensione del servizio pubblico, oltre che illegale,

è contraria anche allo spirito della legge che regolamenta

il servizio reso dai taxi: """il servizio di taxi ha lo scopo di

soddisfare le esigenze del trasporto individuale o di

piccoli gruppi di persone; si rivolge ad una utenza

indifferenziata""".

E allora, se la funzione del servizio è quella di soddisfare

le esigenze dell’utenza, come si può credere che la

limitazione del numero delle licenze sia il modo migliore

per farlo?

La verità è quella che - in barba a leggi e regolamenti -

si è creato un meccanismo perverso secondo il quale il

trasferimento della licenza è divenuto il fulcro della

vicenda.

Anche se il termine "mercato" sta venendo a noia e

ciascuna categoria professionale tende a dare ad esso

valenze diverse a seconda dei propri interessi corporativi,

i tassisti sappiano che sarà il "mercato" a stabilire la

quantità di taxi che dovranno esistere in Italia!

I tassinari fanno sentire la loro voce non per garantire

all’utenza il miglior servizio, come vorrebbe la legge, e

come vorrebbero far credere, ma per difendere quel

privilegio che consente loro di lucrare, su un interesse

pubblico, in perfetto stile corporativo.

Il governo dovrà dimostrare di avere l'autorevolezza ed

il coraggio sufficienti per fare scelte che favoriscano il

consumatore scegliendo le liberalizzazioni utili a questo

scopo, e rifiutandone altre, come quella sulla

privatizzazione dell'acqua.

 

 

 

 

 

 

 

17 gennaio 2012

Lega: chi dei due?

 

Lega: chi dei due?

 

Nessuno dei due, grazie!

Il bavaglio che il padrone ha imposto al suo servo più

fedele (e cofondatore di quella gabbia di ..... che è la

lega-per-l'indipendenza-dall'intelligenza), trae origine

da una sola motivazione: ha ceduto alle gelosie dei

più mediocri dirigenti di quell'organizzazione (mediocri

è un termine improprio quando manca un confronto

con inesistenti 'migliori').

"Cerchio magico" è stato denominato questo gruppo

di mediocri e che ha assunto la vera direzione del

partito. Cerchio magico capitanato dalla badante del

padrone (non più in grado di assolvere i suoi compiti),

dal capogruppo alla Camera, dalla 'pasionaria' (tanto

pasionaria quanto .....), e da altri tristi personaggi di

cui, in questo momento, sfuggono i nominativi.

La 'pasionaria', ovvero Dolores Ibarruri - un'eroina

della guerra civile spagnola, immortalata da Ernest

Hemigway nel romanzo “Per chi suona la campana”

si rivolterebbe nella tomba se venisse a sapere di

essere stata paragonata alla la 'pasionaria' leghista.

E poi, in spagnolo, la 'pasionaria' è una farfalla dalle

ali bellissime, nemmeno lontanamente paragonabili

a quelle della leghista padana!

Da questo cerchio magico è rimasto escluso il

comandante in seconda, il cofondatore, che invece

pare godere della fiducia di buona parte della base.

Le vicende personali di questa fauna sarebbero del

tutto indifferenti se non coinvolgessero la normalità

della vita politica del Paese. Invece la loro mefitica

presenza - anche se dalla opposizione - continua a

produrre guai irreparabili per la vita democratica e per

la gestione della normalità: la vicenda del voto negato

all'arresto dell'ex sottosegretario accusato di rapporti

mafiosi è solo l'ultima dimostrazione della pasta con

la quale sono fatti i quadrumani.

E se in questa vicenda il cofondatore ha assunto una

posizione diversa ciò non significa affatto che possa

diventare degno di fede e del rilascio di una patente

di democrazia. Non per questo è da ritenersi migliore:

ci vuole ben altro!
In molti hanno creduto che il padrone avesse capito,

si fosse reso conto in quale contraddizione era caduto,

che si fosse emancipato dalla badante e dal cerchio

magico. Ma così (ahiloro e ahinoi) non è stato - né

poteva essere: le facoltà intellettive umane si possono

conquistare dopo un lungo tirocinio dell'esercizio

della mente.

Se il padrone fosse intelligente avrebbe capito che,

nonostante tutte le drammatiche scelte compiute al

fianco di stradentiera, il suo movimento poteva

rinascere e recuperare la fiducia del suo popolo solo

grazie al comandante in seconda. Quel comandante

in seconda, sempre pronto a obbedire al padrone certo

che le sue decisioni fossero lungimiranti, ed oggi

indicato dalla base a raccogliere la misera eredità del

suo capo.

Allora, chi dei due? Nessuno, perché sono fatti della

stessa pasta: una pasta pasta riconoscibile solo con

l'uso dell'olfatto!

 

15 gennaio 2012

Bene!

 

Bene!

 

Bene ha fatto il governo Monti ad annullare quell'odiosa

tassa posta a carico degli extracomunitari per la richiesta

di rilascio - o di rinnovo - del permesso di soggiorno!

Si deve ricordare che questa odiosa tassa era nata, su

pressante richiesta della lega-nord-per-l'indipendenza-

-dalla-serietà, per decisione del precedente governo di

stradentiera ridens.

Era una tassa contenuta nel cosiddetto "pacchetto

sicurezza", ma non è dato sapere che attinenza avesse

la sicurezza con la presenza di badanti, operai sostitutivi

di quelli nostrani presenti in Italia, con la sicurezza, e

non è dato nemmeno sapere se questa fosse

maggiormente garantita con il pagamento di una tassa

di duecento euro.

Diciamolo francamente: la tassa era semplicemente

una sorta di punizione inferta agli extracomunitari per la

loro presenza in Italia!

E che la loro presenza sopperisse alle tante deficienze

che il nostro sistema di stato sociale non in è in grado

di assicurarare agli anziani non autosufficienti è un

problema che non interessa allo stradentiera, né ai

ministri leghisti.

Bene ha fatto, dunque, il governo Monti ad abolire questo

obbrobrio, ma avrebbe fatto ancora meglio se accanto a

questa scelta ne avesse fatta contestualmente un'altra:

l'introduzione di una tassa a carico dei leghisti padani per

la loro semplice presenza sul territorio nazionale!

Questi sono i veri pericoli per la sicurezza, non le badanti,

pericoli per la sopravvivenza dell'intelligenza umana, del

buon senso, della serietà, della tolleranza.

Professor Monti: a quando questi provvedimenti?

Altri post dello stesso autore si possono leggere su:

http://ideologia.myblog.it

 

 

 

 

 

13 gennaio 2012

Barbari del nord

 

Barbari del nord

 

Il nostro Paese non può contare su 'celti' per battere cassa.

Durante gli ultimi dieci anni il governo di stradentiera ridens

si è avvalso di questi 'celti' per stare in piedi, ai 'celti' ed ai

lacché del padrone!

Un mostro a due teste quindi: una testa era quella dello

stradentiera ridens, l'altra quella di un avventore avvinazzato

da osteria della padania.

E' grave che il governo del cultore del bunga bunga non sia

caduto per la presa di distanza dei 'celti' della padania, ma

grazie alla pressione dei mercati, della Merkel, di Sarkozy e

del presidente Giorgio Napolitano, che - con una rapida ed

intelligente mossa - ha fatto nascere posto l'attuale governo

"tecnico".

A causa dei primi provvedimenti assunti non sono innamorato

del governo Monti, ma debbo dire che ciò nonostante un

primo risultato è stato raggiunto: non mi vergogno più di

essere italiano, di avere la stessa cittadinanza di stradentiera.

Non sarà un grande risultato, ma è meglio di nulla!

I risolini di scherno di francesi, tedeschi, ecc. non avranno

più ragion d'essere

L’Italia era - ed ancora - sull’orlo del precipizio, e vedremo se

nell'imminente futuro la svolta impressa dal nuovo governo

riuscirà a porci in zona sicurezza.

Frattanto la Lega-nord-per-l'indipendenza-dalla-serietà è

tornata alle proprie radici più barbare e antiche.

Senza la compartecipazione al potere - altro che "Roma

ladrona" - senza un suo rappresentante al Ministero degli

Interni i suoi interventi al Senato o alla Camera dei Deputati

sono pari a quelli della tifoseria più aggressiva del Milan-Inter.

Il 14 dicembre (perché non ricordarlo?) al Senato hanno

urlato, hanno esibito cartelli reclamando di farla finita con le

imposte e hanno insultato: “pagliaccio! pagliaccio!” il

presidente del Senato. Analoga sceneggiata è stata ripetuta

dopo qualche giorno anche alla Camera!

Senza stradentiera si sono visti perduti e sono stati costretti,

per non perdere la faccia, a riscoprire la secessione, anzi

come dicono loro, la 'seccessione' riscuotendo frenetici

applausi dai loro fedeli quadrumani.

Il loro padrone, che aveva invocato l'uso delle armi contro i

gommoni degli immigrati in arrivo dall’Africa, adesso ha

scoperto (o riscoperto) l'esistenza di due Italie (dice lui): una

ricca e imprenditrice - la padania - e l'altra "terrona",

parassita, e scansafatiche, con la quale non hanno nulla in

comune.

Perché non ricordare al 'primate' che, se due Italie esistono

davvero, una è quella della cultura, della tolleranza e l'altra è

quella dei buzzurri xenofobi ed ignoranti. Questa collocata

nel profondo nord, quella nel centro-sud.

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12 gennaio 2012

Ungheria

 

Ungheria

 

Che succede a Budapest? Nel 2010 il capo del governo

Viktor Orbán è tornato in sella! Neo liberale e moderato

negli anni '90, oggi Orbán sembra essersi trasformato in

un apprendista dittatore (chissà se è andato a lezione dal

nostro stradentiera) che con una larghissima maggioranza

del Parlamento costituita dai partiti di destra e di estrema

destra (anche in questo caso somiglia fortemente al

nostro italico Parlamento) sembra più preoccupato della

difesa di poteri padronali che di quella dei ceti popolari.

Uno strano Paese, l'Ungheria: alleata della Germania

nazista e dell'Italia fascista è scesa in guerra al fianco

dell'"Asse" ricevendone la giusta punizione.

Alla fine del conflitto si è trovata schierata dalla parte dei

Paesi a regime socialista e sottoposta al giusto controllo

del "Paese guida".

A nulla è valsa la pagliacciata della "rivoluzione" del 1956

che fomentata, finanziata, e diretta dal Paese "patria della

democrazia" (gli Usa) ha visto riaffermarsi più forte di prima

il regime esistente.

Ed ora, invece di difendere quella parvenza di democrazia

seguita da tracollo del socialismo, questo Paese sembra

più ispirato dalla nostalgia per una Grande Ungheria

nazionalista che dai valori dell'Unione europea, di cui il

Paese fa parte dal 2004.

Orbán, questo eroe-guerriero, ha posto sotto il suo controllo

i poteri legislativo, giudiziario ed economico (ed anche in

questo caso somiglia tanto al nostro ex presidente del

consiglio). Non solo, ma sta esercitando una forte pressione

sui mezzi d'informazione (pure in questo caso provate,

lettori di questo post, ad indovinare a chi somiglia) per

asservirli al suo potere.

La situazione magiara è estremamente preoccupante e

molti europei chiedono a gran voce pesanti sanzioni contro

Budapest, e addirittura l'espulsione del Paese dall'Unione

europea.

Io sono un sostenitore della sua espulsione, non solo, ma

anche dell'espulsione dei quadrumani leghisti dal consorzio

umano!

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10 gennaio 2012

La fuoriuscita è solo a sinistra

 

La fuoriuscita è solo a sinistra

 

Da questa crisi, che è una crisi di sistema (del sistema liberista-

-capitalista) se ne esce solo a sinistra!

Non è una la solita crisi economica della quale, periodicamente,

il mondo occidentale soffre. E' qualcosa di molto più grande e

più profondo: è la crisi di un sistema: quello economico e

finanziario inventato dai padroni del vapore in combutta con i

grandi poteri della finanza. Oggi questo sistema non regge più,

sta esplodendo e portando con sé individui, famiglie, attività

produttive, interi Paesi.

Non molti si rendono ancora conto della caratteristica di questa

crisi e che nulla potrà più essere come prima: le società

occidentali abituate a vivere al disopra delle proprie possibilità,

di vivere sfruttando i popoli del cosiddetto terzo mondo e del

forsennato sfruttamento delle risorse naturali, dovranno

adeguarsi, modificare radicalmente lo stile di vita.

I consumi dovranno essere rimodulati adeguando mentalità e

cultura che tengano conto della nuova situazione, del rispetto

dell'ambiente, della natura.

Tanto è stato già detto sulla manovra del governo Monti e non

occorre dichiararsi comunisti per definirla odiosamente iniqua,

né bisogna aver studiato economia per giudicarla recessiva e

quindi distruttiva per la precaria economia italiana.

Tutto avviene com'era facilmente prevedibile: le caratteristiche

liberiste dell'attuale premier si stanno rivelando per quelle che

sono: la solita ricetta che pone sulle gracili spalle dei poveri

cristi gran parte del peso dei sacrifici richiesti, e su quelle

molto più robuste degli amici degli amici, dei pesi-piuma.

Le vaste speranze suscitate nel Paese dopo l'uscita di scena

dello stradentiera ridens si stanno infrangendo sugli scogli che

il nuovo premier - con eccessivo zelo - sta prospettando agli

italiani.

Ma c'è una cosa che dà fastidio, ed è la posizione del

precedente premier e di quella dei leghisti.

Costoro si sono dati un gran da fare per portare l'Italia nelle

condizioni attuali: non hanno preso alcun provvedimento anti

crisi perché "la crisi non esiste" blateravano, ed ora si atteggiano

spudoratamente da oppositori del governo. Sembrano calati

da un altro mondo!

Nonostante tutto ciò i nuovi ministri continuano a dichiarare, in

concerto con la 'grande' stampa, che per salvare il Paese,

l’euro, l’Europa, tutto il pianeta ed altri pianeti ancora, non esiste

alternativa a questa manovra. Ma non è sufficiente affermare

che se qualcuno mette le “mani in tasca agli italiani” questi

sono gli evasori fiscali: bisogna essere conseguenti e condurre

una dura e serrata lotta (manette comprese) contro questi

pericolosi parassiti perché solo così un dirigente politico diventa

credibile. Il popolo italiano dovrebbe capire che il nuovo

governo è la diretta espressione delle classi dirigenti dominanti

(primo fra tutti stradentiera ridens), quelle classi dirigenti che

non hanno mosso un dito per evitare che l'Italia sprofondasse

nell’attuale crisi.

Queste classi dirigenti dimostrano di voler salvare soprattutto il

proprio sistema di potere e la loro ricchezza. Solo così può

trovare la spiegazione dell'arroganza dimostrata nel proteggere

i patrimoni e privilegi di chi conta, di chi possiede tutto.

Crisi finanziaria e speculazione sono gemelle con interessi

comuni che i governi d’Europa potrebbero fermare modificando

subito trattati e regole dell’Unione della Banca Centrale Europea.

Il sospetto è che ciò non venga fatto perché costituisce un alibi

per imporre e giustificare nuovi “sacrifici” per il popolo.
Il disegno di azzerare diritti, protezioni sociali, contratti collettivi

di lavoro, salari, privatizzazione dei beni comuni e servizi collettivi

hanno lo scopo di conquistare nuovi margini di profitto.

A questo disegno ne va contrapposto un altro: un progetto di

unione di tutte le forze democratiche e di sinistra perché da

questa crisi se ne può uscire solo a sinistra con la riaffermazione

dei diritti sociali dei poveri cristi, con una seria politica alternativa

a quella prospettata dai nuovi padroni del vapore.

Un modello sociale alternativo a quello fallimentare del

liberismo, fallimentare ed opprimente. Un modello sociale che

si fondi sulle realtà territoriali per affermare dal basso una nuova

prospettiva da ricostruire intorno ai beni comuni e alla democrazia

partecipativa, radicata saldamente sui principi della nostra Carta

Costituzionale.

Un modello politico e sociale che - a tempo debito - soppianti

l'attuale maggioranza parlamentare, tanto ampia quanto deforme.

Questo significa uscire a sinistra!

E per finire, con l'unica nota positiva, di una sola cosa bisogna

dar atto al nuovo Presidente del consiglio: di non farci più

vergognare di essere italiani! Non sarà un grande conquista, ma

è meglio di nulla.

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08 gennaio 2012

Sao ko

 

Sao ko

 

"""Sao ko kelle terre, per kelle fini que ki contene, trenta anni le

possette parte Sancti Benedicti""".

(Capua, marzo 960).

Questo verbale, risalente all'anno 960, è il primo atto pubblico

scritto nella nascente lingua italiana e riporta la dichiarazione di

un teste in un procedimento giudiziario che contrapponeva il

monastero di san Benedetto al proprietario del terreno.

Ignoro come finì quel procedimento giudiziario, ma non è

difficile immaginarlo: finì a favore del monastero.

Come fini a favore di stradentiera ridens il procedimento

giudiziario che lo vide contrapposto all'erede della famiglia

Casati-Stampa per la proprietà della villa san Martino, di Arcore.

E a proposito di storia il ministero dell’Istruzione del precedente

governo rendeva noto che, dopo la presa di posizione sui

manuali di storia, """Il Governo intende proseguire nella sua

azione di rinnovamento, varando la Grande Riforma Ortografica.

Ciò riavvicinerà il popolo alla scrittura e alla lettura, eliminando

quegli ostacoli di natura grammaticale, glottologica e politica

che impediscono a gran parte della popolazione di scrivere

sms e di leggere la schedina senza commettere errori.

Detti ostacoli sono da imputarsi all’egemonia comunista che

ha tenuto vigliaccamente in pugno la cultura italiana.

Articolo 1. A partire dal gennaio 2011 viene eliminata la lettera

«h» dopo la «c»: inutile e fuorviante a tutti gli effetti. Il suono

«ch» verrà reso con la lettera «k», già kara ai latini. La lettera

«c» resterà in vigore solo nei suoni dolci, e privata della «i», ke

non si kapisce mai se va messa o no.

Artikolo 2. In febbraio, la stessa sorte tokkerà alla «q»,

sopravvissuta nella nostra lingua solo in quanto presente nei

Quaderni del carcere: libello insurrezionalista no global skritto

da un galeotto nemico dello Stato. D’ora in poi si scriverà

«kuesto», «kuello»: in linea kon la tradizione della lingua patria,

kodifikata dall’antiko testo «sao ko kelle terre…».

Artikolo 3. Tenuto konto ke da Roma in giù non c’è italiano ke

azzekki una doppia, si delibera ke, a partire dal marzo 2011,

le dopie siano abolite.

Artikolo 4. Da aprile, il verbo «avere» verà sempre skrito – in

kualsiasi forma – kon la letera «h» iniziale: io ho, noi habiamo,

esi hano. Il provedimento si è reso necesario per evitare

inkonvenienti derivati dala konfusione tra la terza persona

plurale del’indikativo e una certa parte anatomika.

Artikolo 5. A magio del 2011 si separerà il suono guturale dela

letera «g» da kuelo dolce, ke verà reso kon la letera «j»: letera

kara ala Patria, esendo presente nei nomi di grandi personaji

dela nostra cultura, kuali Julius Cesare, Julius Evola e Jo

Skuilo.

Artikolo 6. A jugno gli italiani sarano pronti ad afrontare il

problema del ditongo: «sc» verà sostituito kon la letera «x» (jà

kara ala Patria nei nomi di Bixio e di Craxi, nel’obelisko di

Axum e nele skrite inejanti al Dux ke adornano le nostre cità);

«gn» farà uso dela tilde spagnola («ñ»), koncesa al presidente

del Consiglio dal’amico Aznar, al kuale andrano pagate le

royalities per l’utilizo di deta letera in kambio del’espulsione

dala Spaña del judice Garzon; «gl» verà sostituito kon la «y»,

come jà in uso nei principali mezi di komunikazione di masa

(«kuel koyone komunista di …»).

Artikolo 7. Da luyo verà abolito il modo konjuntivo, frankamente

tropo komplikato, nele aule parlamentari, per yi onorevoli deputati

e senatori dela Kasa dele Libertà. In deroga, si koncede l’utilizo

dela espresione «mi konsenta».

Artikolo 8. Ad agosto verà abolita la silaba «kom», ke tanti dani

ha fato al paese e al mondo intero. Al suo posto si userà la silaba

«imp», ke sta per «impresa»: solo arjine kontro la rivolta

impunista.

Artikolo 9. Ala riapertura dele skuole, si delibererà l’abolizione

deyi acenti e deyi apostrofi. D ora in poi sara kiaro ke kuotidiani

tendenziosi e bujardi kuali l Unita sono di fato ilejibili.

Artikolo 10. Alo skopo di armonizare le ativita dei citadini,

tenuto konto dela konfusione derivante dal uso di termini

diferenti per indikare lo steso konceto, si delibera ke, in

okasione del avio del kampionato di kalco 2011/12, il nome

dela soceta kalcistika deve koincidere kon kuelo dela cita in

kui deta skuadra ha la sede. Il impune di Bergamo sara

denominato Atalanta, Ferara si kiamera Spal… Yi impuni

nei kuali joka piu di una skuadra sarano divisi ekuamente

a meta. In partikolare, a Milan e ja stata individuata un area

dismesa dale parti dela diskarika impunale ke vera ribatezata

Inter.

Artikolo 11. Prendendo spunto dala brilante soluzione del

problema Fiat indicata a suo tempo dal presidente del Konsiyo,

a novembre entrera in vigore la ridenominazione deyi enti,

dele industrie e dele dite perdenti, ke asumerano il nome dele

konkorenti piu prestijose seguito dala parola «Junior». Oltre a

«Ferari Jr», si dovra parlare di «Mediaset Jr» per la Rai e di

«Polo Jr» per l Ulivo. Bush Jr non kambia.

Artikolo 12. Vera portato a termine il “programa dele tre i”,

denominando «inglese» la nuova lingua kosi deliberata. Dal

31 dicembre 2011

Pecca, kuindi, tuti yi italiani parlerano inglese.

Leje aprovata, in Lazio, dal presidente del Konsiyo Berluskoni,

dal presidente del Konsiyo Jr Berluskoni Jr e dal presidente

del Konsiyo Jr Jr Berluskoni Jr Jr.

Kuanto ai fondi per garantire l atuazione dela leje, non e stato

posibile reperirli a kausa del buko laxatoci dal precedente

governo e ke kontinua inspiegabilmente a ingrandirsi kon

valore retroativo! Viene kosi istituita una tasa, ke potrete

konkordare kon l operatore Fininvest di fiduca""".

(Giuliano Garuti)

Peccato che il governo sia caduto lasciando, così,

incompiuta questa grande riforma.

I leghisti della padania hanno, in ogni caso, già cominciato

ad applicarla!

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06 gennaio 2012

Vaticano

 

Vaticano

 

"Il Vaticano è un luogo non del tutto pieno di persone oneste”

(Paul Casimir Marcinkus).

L'ha detto lui, il "banchiere di dio", il prete implicato nei casi più

scandalosi e vergognosi degli ultimi decenni: Banco Ambrosiano,

Sindona, .....

C'è ancora chi si ostina a chiamarlo "santa sede", ma nessuno

capisce per quale recondita ragione il Vaticano sia una "santa

sede".

Marcinkus non era un pretonzolo qualunque: era un vescovo, un

padre della chiesa! Un vescovo spregiudicato e capace di tutto,

colui che sfoggiava una tale spregiudicatezza da partecipare

senza vergogna al balletto delle “scatole cinesi”, di abbracci

mortali con il denaro (il "figlio del demonio").

Così, tra una benedizione ed un'altra, il monsignore ha potuto

continuare a svolgere i suoi sporchi affari per la grandezza e la

gloria di dio.

Ed anche oggi, con una gravissima crisi, la "santa sede" - col

colpevole concorso del governo - continua a godere di tutti i suoi

privilegi: l'ICI (IMU) è solo la punta dell'iceberg.

"""Un giornalista straniero, durante una conferenza stampa

chiedeva al presidente del consiglio Monti se, nella manovra,

l’ICI sarebbe stata pagata anche dai soliti noti, quelli che non la

pagano mai, tipo il Vaticano; Monti perdeva subito il suo

rassicurante sorriso, senza rispondere""": questa è la breve,

ma tragicomica cronaca della conferenza stampa!

Questo Parlamento di "signorsì, questi servi frutto di una

legge elettorale voluta da chi poteva controllare e comprare

deputati, voti e decisioni, continuerà a difendere - anche in

presenza di un nuovo governo - il grande patrimonio di "Santa

Apostolica e Romana Chiesa" rendendo intangibili al fisco i

suoi immensi patrimoni immobiliari.

Il Vaticano, col suo religioso silenzio e sempre dietro le quinte,

ha partecipato alla festa, sempre pronto a saltare sul carro del

vincitore per assicurarsi favori e privilegi.

Perché i rutilanti vescovi, che oltre al loro ministero, esercitano

attività molto più remunerative: bar, alberghi, agenzie turistiche,

non dovrebbero pagare - come tutti gli altri - balzelli e tributi?

Eh, perché?

Tutto questo avviene in contemporanea con l'introduzione del

pagamento dell'ICI, anche sulla prima casa, quella dei poveri

cristi.

Il nostro Paese negli ultimi due decenni è pericolosamente

arretrato: meno scuole, meno libera informazione, ma più

ballerine, soubrettes, lustrini e paillettes!

Perché non ricordare che questo arretramento coincide con

la "discesa in campo" dello stradentiera ridens, e con

l'imbarbarimento dei valori dell'etica, della moralità, della civiltà

democratica, dell'equità?

E' questa l’Italia, la "culla della civiltà"?

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04 gennaio 2012

Governo europeo

 

Governo europeo

 

Il governo europeo che, per ignote ragioni, viene chiamato

Commissione europea (ma non ha molta importanza su

come viene chiamato perché in altri Paesi ed in altri tempi

ha assunto nomi diversi: Comitato di salute pubblica

Cancelleria, Consiglio dei ministri e via dicendo) nell'Unione

Europea non svolge alcuna azione di governo. Non può

farlo!

Nell'Unione europea la Commissione è una struttura

burocratica nominata dai governi dei ventisette Paesi che

la compongono.

Ed ora che l'UE è riuscita finalmente ad avere una

parvenza di ministero degli esteri valido per tutti i

ventisette Paesi il ministro (anzi la ministra) è un'emerita

sconosciuta che non svolge alcun ruolo. Costei conta

come il due picche, nel gioco della briscola, quando la

briscola è fiori!

E' da tutti risaputo che uno dei motivi per cui la crisi del

debito dell'eurozona rischia di distruggere la moneta unica

è che i tempi di reazione - di decisione - dei governi sono

troppo lunghi. E quando i diciassette Paesi dell'eurozona

si sono decisi ad agire lo hanno fatto alla rinfusa, cioè

affidandosi alle iniziative del tandem "Merkozy".

Questo tandem è riuscito in qualche modo a evitare che

l'euro non venisse - almeno per ora - distrutto dalla crisi in

atto.

La gestione dell'emergenza ha però evidenziato il trionfo

del metodo sostenuto dal presidente francese, dalla

cancelliera tedesca e da Herman Van Rompuy, presidente

del Consiglio europeo e grande architetto del compromesso

tra gli Stati membri.

Si tratta di un metodo che, se presenta alcuni vantaggi,

presenta anche alcuni svantaggi: assenza di trasparenza

ed emarginazione dei Paesi più piccoli.

L'arroganza della coppia franco-tedesca ha escluso dai

giochi le istituzioni comunitarie (Commissione e

Parlamento europeo), ed ha indebolito l'Unione europea

nel suo complesso.

José Manuel Barroso continua a rivendicare un ruolo più

decisivo per la Commissione, a cominciare dal controllo

sul rispetto del nuovo patto per l'euro.

Una buona parte dell'opinione pubblica - a ragione, in

specie quella del Regno Unito - la considera ancora un

circolo di burocrati che, non eletti, pretendono di

controllare i bilanci nazionali imponendo la loro ricetta

di misure severissime.

Senza dare ragione al governo del Regno Unito, non è

questa l'Europa che i cittadini europei si aspettavano:

non è sufficiente eleggere i rappresentanti al Parlamento

un Parlamento che non legifera - ed avere ed un governo

di nominati.

L'Unione Europea dovrebbe essere qualcosa di più!

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02 gennaio 2012

Botti e cure mediche

 

Botti e cure mediche

 

Anche quest'anno, nonostante che circa duemila Comuni

abbiano vietato l'uso di botti e mortaretti per "festeggiare"

il nuovo anno, si sono verificati molti incidenti (due morti e

517 feriti), alcuni molto gravi.

Festeggiare il nuovo anno con questi metodi è un'usanza

che appartiene - secondo me - ad una società di trogloditi,

non ad un popolo civile!

Non sarà un divieto a risolvere questa incivile usanza,

perché i divieti se non accompagnati da una diversa cultura,

da una diversa educazione civica, lasciano il tempo che

trovano.

Tutti divieti che ricordano le "gride" manzoniane elencate

dall'avvocato azzeccagarbugli a Renzo, nei Promessi sposi,

e tutte costantemente ignorate.

L'Italia, nonostante l'ex ministro (leghista) per la

"semplificazione legislativa", che ha teatralmente fatto un

falò di leggi (dice lui!), non ha spostato di un ette la

montagna di leggi, leggine, norme che regolano la nostra

vita comunitaria!

Tutto è come prima: l'Italia si è dotata nel tempo di una

quantità di leggi di difficile conteggio (alcune stime la

danno a circa trecentomila). Un record universale!

Nonostante tutti i divieti si può notare, ad esempio, che

chi guida un'auto contemporaneamente parla con un

telefono cellulare; si può notare che si continuano ad

evadere le imposte; si possono notare le infrazioni del

codice della strada; si può notare l'uso di mortaretti e

botti vari nella notte di capodanno, e via dicendo.

Quindi, in attesa di una nuova educazione civica occorre

sostenere l'introduzione di una nuova norma (questa, forse,

risolutiva): coloro che sono costretti a ricorrere alle cure

ospedaliere a causa di ferite derivanti dall'uso proibito di

botti e mortaretti, si paghino le spese mediche o di ricovero

ospedaliero!

Perché dev'essere la società a farsi carico di questi oneri?

Lo stesso vale per cure mediche, ospedaliere, derivanti

da un sinistro stradale dovuto alla colpa dell'infortunato.

Perché dev'essere la società a pagare?

Visitatori di questo blog: tranquilli, queste sono soltanto

provocazioni!

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31 dicembre 2011

Libertà o sicurezza?

 

Libertà o sicurezza?

 

Posta così la domanda è fuorviante perché pone la prima

condizione in alternativa alla seconda. Le due condizioni

non sono assolutamente alternative e possono convivere

pacificamente.

Chi le pone in contraddizione è, quasi sicuramente, colui

che ha qualcosa da nasconere alla società, o ..... al fisco!

Non a caso il maggior teorizzatore di di questo iato e stato

fino a ieri - e ancora lo è - lo stradentiera nazionale.

L'alternativa è falsa e illusoria perché dietro la presunta

libertà, si nascondono interessi personali e inconfessabili.

La disgiunzione "libertà o sicurezza" nasce, a prima vista,

dopo il fatidico 11 settembre, quando ci è stato detto che

era giunto il tempo di barattare un po' delle nostre libertà

con un po' di sicurezza in più, perché le due esigenze non

potevano coesistere.

Abili ed interessati manipolatori hanno fatto scorrere fiumi

di inchiostro per raccontare come i bravi cittadini amerikani

abbiano saputo sacrificare una parte consistente della loro

libertà a vantaggio della sicurezza, ma contemporaneamente

scaricare tonnellate di bombe sui poveri cristi del pianeta

accusati di essere la causa della loro insicurezza.

La posta in gioco in questa assurda scelta mediatica è

un'altra: far sì che, in nome della sicurezza, si possa

rinunciare ad una fetta di libertà.

Sono così sicuri i nostri soloni che l'alternativa tra sicurezza

e libertà sia così solida come vorrebbero far credere?

Se fosse possibile un esperimento mentale si potrebbe

chiedere cosa sarebbe la sicurezza senza la libertà e si

giungerebbe, come risultato, che proprio là, in quelle

condizioni, si verificherebbe la massima insicurezza.

Chiunque, in ogni momento potrebbe trovarsi perseguitato

sulla base di un'accusa arbitraria che non ammette

contraddittorio.

Come nel mondo di Kafka, il bravo scrittore Boemo, tutti

sarebbero potenzialmente colpevoli "a priori" e tutti,

ugualmente a priori, sarebbero meritevoli di pena.

Anche l'altra condizione: la libertà senza la sicurezza è da

scartare.

Se si dovesse ripetere l'esperimento, ma rovesciato, di

poche righe più su si giungerebbe al risultato che la libertà,

sottoposta ad ogni istante all'arbitrio, all'insicurezza, non

sarebbe più libertà, ma qualcosa d'altro!

Libertà e sicurezza, dunque, nascono, vivono e muoiono

insieme ed è per questo che, concludendo, la due condizioni

rappresentano una falsa alternativa.

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29 dicembre 2011

Popolazione

 

Popolazione

 

La popolazione mondiale è arrivata a 7 miliardi di persone!

Chissà se l'umanità potrà sopravvivere a questa esplosione

demografica.

I biologi apocalittici vanno sostenendo, da vari decenni, che

finora l'apocalisse non c'è stata, ma nel prossimo futuro .....

Bisogna essere ottimisti, o pessimisti sul futuro del nostro

pianeta e della specie umana?

Vi sono delle ragioni per essere l'una e l'altra cosa: ottimisti

se si pensa a che cosa l'umanità potrebbe fare, e pessimisti

sul fatto che lo voglia fare!

Il dibattito scientifico non ruota attorno al quesito se sia

possibile impedire il collasso della nostra civiltà, ma se

questo pianeta possa nutrire ancora qualche miliardo in più

persone.

Se si pensa che nel 1968 vivevano meno di 4 miliardi di

persone, che ora siamo 7 miliardi, e che l'apocalisse non

c'è stata possiamo ancora essere ottimisti per l'immediato

futuro. Ma se si pensa al fatto che un miliardo di persone

soffre la fame, che nello stesso arco di tempo duecento

milioni di persone sono morte di fame, che tre miliardi di

uomini vivono con meno di un euro e mezzo al giorno, allora

bisogna affermare che l'apocalisse è già iniziata. Eccome!

Qualcuno dovrà consumare di meno, soprattutto i Paesi

ricchi, per non distruggere completamente le risorse che

il pianeta non è in grado di ricreare con la stessa velocità

del consumo.

Risorse come terre coltivabili, acqua, risorse energetiche

non saranno - a breve - più in grado di soddisfare crescenti

bisogni dell'umanità.

Senza essere catastrofisti bisogna che amerikani, ma anche

gli europei, riscoprano la bicicletta in luogo del Suv e che i

consumi alimentari si razionalizzino.

Certi amerikani e certi europei non sanno nemmeno da

dove provenga il cibo che consumano, sono convinti che

provenga dal supermercato rionale!

Costoro sono soltanto dei grandi consumatori di beni e

risorse, foraggiati sempre più dalle politiche dei governi, ma

sono anche le creature inventate dai governi delle società

a capitalismo estremo presenti nell'occidente.

Questi governi hanno artificialmente creato una classe di

"consumatori" che aveva il precipuo scopo di essere di

supporto ai governi liberisti nelle loro politiche contro le

classi meno abbienti.

Ieri in Amerika con la politica dell'ex presidente Reagan ed

affini, oggi con quella del nostro stradentiera (e del suo

successori) in Italia, il fine è lo stesso: riprogrammare il

sistema redistributivo per togliere sempre di più ai poveri

cristi ed alla classe media e dare di più agli straricchi.

La soluzione? Rimuovere dal potere gli affamatori dei popoli

e rieducare gli idioti che, col loro voto, permettono a costoro

di governare!

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27 dicembre 2011

Bello e brutto

 

Bello e brutto

 

Bello e brutto non sono solamente i due estremi del

giudizio estetico (men che meno lo sono in quella di

Kant, nei quali l'estetica è uno strumento utile per

la conoscenza sensibile), ma sono sensazioni visive

umane che, assieme alle altre quattro, producono

un complesso di elementi di conoscenza.

La sensazione prodotta dalla vista (il bello e il brutto)

si può suddividere, a mio parere, in quattro categorie.

Mi spiego meglio:

1^ Bello e basta;

2^ bello, ma tendente al brutto;

3^ brutto, ma tendente al bello;

4^ brutto e basta.

Chiunque avrà potuto notare tra le sue conoscenze delle

persone belle, belle e basta. Il bello che si accompagna

alla simpatia, alla disponibilità verso terzi, alla tolleranza.

Il mondo è pieno di persone con queste caratteristiche

le quali rendono più vivibile la nostra esistenza. Costoro

sono belli, come si suol dire, dentro e fuori.

Per secondo abbiamo i belli di fuori, ma brutti dentro:

belli di aspetto, ma brutti nei sentimenti, soprattutto nei

confronti degli altri. Invidiosi, antipatici, carogne, delatori,

eccetera.

In terzo luogo si possono annoverare i brutti di aspetto,

ma dalle caratteristiche umane prestigiose: altruisti,

impegnati socialmente, sempre pronti a dare una mano

a tutti in caso di bisogno, simpatici.

Infine abbiamo i brutti, brutti dentro e brutti fuori, quelli

che accompagnano ad un aspetto sgradevole anche

uno sgradevole comportamento nei confronti degli altri.

Ciascuno di noi può stilare una sua personale classifica

dei quattro tipi di bellezza elencati e, come Dante nella

Divina Commedia, collocare in uno dei “cerchi”

dell'inferno le persone di sua conoscenza.

Io l'ho fatto, e non ho potuto fare a meno di collocare in

fondo ..... il nostro stradentiera.

Costui non solo somma in sé tutte le caratteristiche già

descritte, ma ne aggiunge altre: la sua figura vomitevole,

il suo delirio di onnipotenza, il suo atteggiamento di

estrema arroganza, il suo narcisismo non sorretto da

alcuna valida ragione, la sua figura rotondetta su una

faccia gonfia di livore, i suoi occhi che sembrano due

fessure suine ritagliate nel lardo, la sommità del suo

cranio incatramato a somiglianza dei capelli perduti.

Io non sono un credente della teoria del Lombroso, la

fisiognomica, e quindi non credo che il brutto debba

essere necessariamente anche cattivo, ma, valutando

con più attenzione l'aspetto dello stradentiera, non può

darsi che il Lombroso avesse avuto qualche ragione?

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25 dicembre 2011

Questa è la signorilità!

 

Questa è la signorilità!

 

"Bertinotti? L'ala focomelica di uno sgorbio genetico!"

Sì sì: avete letto bene. L'ex segretario di Rifondazione

Comunista è stato così giudicato proprio con queste

parole da un'eccelsa mente politica dei nostri giorni:

da un ex ministro della Repubblica.

Il giudizio è datato (risale al mese di aprile 1997), ma

non è datato lo stile signorile di chi lo ha espresso. Il

ministro è ancora aduso, con un linguaggio aulico, ad

esprimere pensieri e concetti altamente filosofici tra

gli applausi dei suoi fans ridenti.

Il ministro in questione (tutti dovrebbero averlo capito)

è Umberto Bossi, il celtico, il padano, l'ammazzaromani,

quello che con le sue truculente espressioni suscita

l'entusiasmo tra i suoi simili e, contemporaneamente,

sofferenza e moto di disgusto tra le persone normali.

Bertinotti sta alla signorilità umana, politica e sociale

come il Bossi sta ai quadrumani.

Come sarebbe facile oggi, dopo la malattia che lo ha

colpito qualche anno fa, ironizzare pesantemente sulle

sue doti oratorie e di pensiero, ridicolizzare la sua

condizione fisica.

Tutti si saranno resi conti che la sinistra non l'ha mai

fatto, né lo sta facendo, perché vuole vincere contro

l'avversario usando le armi della ragione, della logica,

del confronto civile, non quello dell'insolenza riferita

alle disgrazie fisiche!

Quanto sarebbe molto più facile usare, oggi, gli stessi

argomenti usati da Bossi e dal suo correo, stradentiera,

nel definire gli avversari politici.

Ma la buzzurraggine, il dileggio sulle disgrazie degli

avversari non appartengono alla sinistra: sono state

accaparrate dalla destra!

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23 dicembre 2011

Liberalizzazioni

 

Liberalizzazioni

 

L'enfasi data a questo tema, dopo il governo formato da un

gruppo di "condottieri del rigore" sta rapidamente diventando

un'altra delle solite e ricorrenti bufale nazionali!

Le liberalizzazioni non si possono fare perché poche decine

di magliaia di taxisti non vogliono; sedicimila titolari di

farmacia non vogliono.

A tale proposito credo non sia sfuggito a nessuno tra i

telespettatori di 'Ballarò', andato in onda martedì 20 dicembre,

l'intervista ad una titolare di farmacia che si è dichiarata

contraria alla liberalizzazione per la seguente nobile

argomentazione (cito a memoria): "Noi siamo una famiglia di

farmacisti; lo siamo da cinque generazioni ed abbiamo il diritto

di continuare ad esserlo!".

Capito? Chi nasce in una famiglia di farmacisti ha il diritto di

lasciare in eredità ai discendenti questa professione, e che

nessuno si azzardi a rompere le ......!

Questo in buona sostanza afferma - senza vergognarsi - la

farmacista intervistata.

Lo stesso può dire un taxista, un avvocato, un notaio ed ogni

altro 'professionista'!

Parallelamente chi nasce in una famiglia di derelitti deve fare

il derelitto; chi in una famiglia di idraulici, l'idraulico; chi in una

famiglia di ladri, il ladro; eccetera!

Questa è la giustizia sociale? Questo significa dare a ciascuno

identici strumenti per lo sviluppo della propria personalità?

Ma non è finita: le cosiddette parafarmacie devono essere

penalizzate perché esistono solo per fare un favore alle

"cooperative rosse". L'affermazione è dell'ex ministro della

scuola (quella che crede che i 'neutrini' viaggino ad una velocità

superiore a quelle della luce nel famoso tunnel di settecento

chilometri che unisce il Gran Sasso a Ginevra; quella che, pur

essendo bresciana, ha ritenuto di doversi laureare in Calabria

- chissà perché -).

Opportunamente le è stato reso noto che, delle settemila

parafarmacie presenti sul territorio nazionale, solo duecento

appartengono alle "Cooperative rosse" e che l'allarme lanciato

dell'ex ministra - opportunamente laureatasi in Calabria - è del

tutto fuori luogo.

E poi perché non aggiungere che, se anche fosse vero che

tutte le parafarmacie appartengono alla "cooperazione rossa",

non vi sarebbe alcun motivo di scandalo.

L'ex ministra dell'istruzione che cos'ha contro le cooperative

rosse? Le vorrebbe di altro colore? Magari verdi, o azzurre?

Mario Monti, ex commissario Ue alla concorrenza, che ha

saputo, farsi valere nei confronti del gigante internazionale

Microsoft ha paura di sedicimila farmacisti, di poche migliai di

taxisti?

Siamo seri: è un delitto poter acquistare un farmaco senza

dover girare mezza città per trovare un luogo che lo vende?

Ed è un delitto poter prendere un taxi in ora di punta senza

pentirci di non essere andati a piedi che' avremmo fatto prima?

Ed è un altro delitto poter trovare una pompa di benzina

ovunque e senza dover continuare a dare il nostro contributo

per il terremoto di Messina dell'inzio del secolo scorso?

E' una grave colpa poter scegliere un avvocato o un notaio che,

liberati dall'obbligo della "tariffa minima", si pongano in

concorrenza con gli altri?

Confessiamolo: queste liberalizzazioni sono una delusione!

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21 dicembre 2011

Dal 25 luglio 1943 al .....

 

Dal 25 luglio 1943 al .....

 

Dal 25 luglio1943 al 25 luglio 2011 abbiamo vissuto in un

incessante tentativo di ripristinare il defunto, e criminale,

regime fascista.

C'è un bel libro che tutti dovrebbero leggere per rendersi

pienamente conto di tutti i tentativi fatti dalle organizzazioni

fasciste - in combutta con i servizi segreti e con i settori

deviati dello Stato - per tentare di ridare fiato al regime

sconfitto - dalle armi e dalla storia - il 25 aprile '45:

Fasci d'azione rivoluzionaria, Legione Nera, Lotta Fascista,

Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale, Squadre d'azione

Mussolini, Ordine Nero, Giustizieri d'Italia, MAR, NAR,

Terza Posizione, Costruiamo l'Azione e Movimento

Politico Occidentale, Naziskin, Ulltras ed altre decine e

decine di organizzazioni criminali.

Il libro di facile lettura dovrebbe essere acquistato

soprattutto dai leghisti padano-veneti (dopo aver imparato

a leggere).

Dalla lettura di questa indagine si possono contare circa

cento sigle e movimenti reazionari di estrema destra aventi

lo scopo di sovvertire con la violenza l'ordine costituito.

Alcune di queste organizzazioni sono note ai più, ed altre

sono meno note, ma non per questo meno pericolose.

Il libro si intitola NERI ed è stato scritto dai due giornalisti

ricercatori Mario Caprara e Gianluca Semprini, editore:

NEWTON COMPTON EDITORI. Pagine 626. Prezzo 6,90.

La ricerca prende in esame soltanto i tentativi "neri" di

sovvertire lo Stato, e non i tentativi dello stradentiera, e

neppure quelli della lega-nord-per-l'indipendenza-

-dall'intelligenza (i degni nipotini del duce) che perseguono

lo stesso obiettivo.

La storia (checché ne abbia detto il filosofo Nietzsche,

tanto caro ai nazifascisti di ieri e di oggi), non si ripete, mai,

e non esiste “eterno ritorno dell'identico” che tenga. Ma

ciò nonostante oggi, con la caduta di stradentiera-ridens,

qualcuno potrebbe pensare che la caduta sia stata un

semplice incidente di percorso dal quale ci si può rialzare

per ritornare eternamente “all'identico”.

Non bisogna permetterlo

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19 dicembre 2011

Il razzismo è .....

 

Il razzismo è .....

 

Il razzismo è lo snobismo dei poveri di spirito, dei poveri

cristi!

Si provi ad usare questo sillogismo derivato dalla filosofia:

Premessa maggiore: il razzismo è lo snobismo dei poveri

di spirito;

premessa minore: i leghisti padani sono razzisti;

conclusione: i leghisti padani sono dei poveri di spirito.

Ecco, proprio questa è la conclusione del sillogismo: i

leghisti padani sono dei poveri di spirito!

La logica aristotelica ci ha fatto conoscere il sillogismo

che, pur non avendo pretese di scoprire verità nuove, ha

il pregio di concatenare e mettere in luce quelle in ombra.

Il sillogismo è la deduzione che si trae da due affermazioni

- vere - ma non scopre nuovo sapere, nuove verità.

Infatti il classico sillogismo conosciuto da tutti gli studenti

di questa materia recita che:

Tutti uomini sono mortali (premessa maggiore);

Aristotele è un uomo (premessa minore);

Aristotele è mortale (conclusione).

Non era necessario questo sillogismo per sapere che

Aristotele era mortale, così come non lo era per sapere

che i leghisti sono dei poveri di spirito.

Non par vero a costoro di sentirsi un "po' superiori" agli

extracomunitari, agli immigrati, ai derelitti per sentirsi più

importanti di questa povera gente. Si sentono più

importanti senza avere nessuna ragione valida.

Diverso, invece, il raggiungimento del sapere nuovo,

vero, che può essere conquistato tramite un altro

strumento: l'induzione. Ma l'induzione che conduce al

sapere lo fa per approssimazione ed è per questo che

l'induzione è continuamente in fieri e che non arriverà mai

al sapere completo.

Si potrebbe fare un esempio per quanto affermato, ma i

leghisti-padani-per-l'indipendenza-dall'intelligenza lo

capirebbero?

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16 dicembre 2011

Vergogna

 

Vergogna

 

E' vergognoso che mentre i poveri cristi vengono chiamati

a salvare l'Italia con una manovra lacrime e sangue, il

superdentiera si arricchisca ulteriormente appropriandosi

delle frequenze della tv digitale, gratis!

E tutto ciò sta avvenendo nel più completo disinteresse

della gente.

Sta alla gente, all'opinione pubblica, fermare questo

scandalo e costringere il ministro Passera ad agire, ora.
Prima di dimettersi lo stradentiera nazionale ha pensato

bene di regalare alla sua Mediaset ed alla Rai le

frequenze della tv digitale, sottraendo alcuni miliardi di

euro alle disastrate casse dello Stato.

Di fronte all'ennesimo affare personale dovrebbe montare

una larga protesta nazionale che costringa il ministro

Passerotto a cancellare questa misura 'ad personam' e

avviare subito un'asta pubblica.
Si vocifera che questo ministro sia sensibile all'opinione

pubblica e che conservi mire da futuro premier. E allora

lo si convinca ad intervenire subito per difendere la

pluralità dei media e contribuire al risanamento del debito.

La furbata dello stradentiera consiste nell'aver introdotto

un sistema denominato "beauty contest" che prevede

l'assegnazione delle frequenze non per gara di appalto,

ma per assegnazione gratuita a quelle aziende più ricche

di risorse. Guarda caso: proprio a Mediaset!

Sky ha denunciato questo sistema e si è ritirata, ma ha

chiesto al governo Monti di intervenire. Anche le tv locali

stanno procedendo per vie legali e chiedendo al ministro

responsabile per le comunicazioni, di cancellare questa

misura vergognosa e di organizzare un'asta pubblica per

garantire il pluralismo e la competizione.

Perché con questo regalo ai soliti noti lo Stato dovrebbe

rinunciare a qualcosa come sedici miliardi di euro?

Eh, perché?

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15 dicembre 2011

Altro pericolo

 

Altro pericolo

 

Forse si tratta di fantascienza, o forse no, ma da più parti

viene dato per certo che entro cinque anni la scienza

potrebbe essere in grado di clonare i mammuth.

Quindi accanto all'odierno elefante potrebbe esserci anche

il suo antenato.

Grazie alla recente scoperta di un osso di questo animale,

che conteneva ancora il midollo, ricercatori russi e

giapponesi lanceranno nel 2012 un piano per clonarlo

interamente.

La notizia di questo progetto è stata pubblicata dal quotidiano

giapponese Kyodo news e precisa che gli esperti

dell'università di Kinki e quelli del museo dei mammuth

della Repubblica di Sakha, stanno ora analizzando il midollo

osseo con l'intenzione di """sostituire il nucleo di un ovulo di

elefante con quello estratto dal campione di osso dando

così vita a un embrione con caratteristiche preistoriche che

potrà essere impiantato nell'utero di un'elefantessa""".

Per fortuna fino a questo momento i tentativi di clonare

animali estinti, dalla tigre siberiana allo stambecco dei Pirenei,

hanno avuto esito negativo.

Per fortuna perché si pensi a cosa potrebbe avvenire nel

futuro se la clonazione avesse successo e se venisse

ritrovato un frammento della dentiera del nostro clown

nazionale.

I posteri, nei ritrovarsi tra i piedi una copia dello stradentiera,

ci maledirebbero sino alla fine dei tempi!

Dovremmo convincere, per il bene della futura umanità,

i ricercatori russo-nipponici a non procedere nell'esperimento.

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13 dicembre 2011

Sciattoni

 

Sciattoni

 

Premesso, a scanso di equivoci, che io sono per la

repubblica parlamentare, e non per quella presidenziale,

vale a dire una repubblica dove il centro della democrazia

risiede nel parlamento e non nel presidente, debbo subito

aggiungere che sul tema: taglio dell'indennità dei

parlamentari, cioè il tentativo del governo Monti di tagliare

di cinquemila euro mensili le indennità percepite dai

parlamentari mi trova completamente d'accordo.

E' un tentativo che può solo riscuotere il plauso di tutti gli

italiani. E' immorale che questi "onorevoli" siano strapagati

(strapagati e cialtroni) rispetto ai loro colleghi degli altri

Parlamenti europei.

Il tentativo del professor Monti va appoggiato sulla stampa

e nelle piazze in modo da far cessare questo scandalo.

La levata di scudi degli "onorevoli" è oltraggiosa per tutti i

poveri cristi chiamati a sopportare il peso maggiore dei

sacrifici; verrebbe voglia (se ciò non fosse scambiato per

qualunquismo populista) sollecitare i tedeschi alla

riapertura delle miniere di carbone della Ruhr per mandare

la maggioranza di questi cialtroni a guadagnarsi da vivere.

Costoro hanno immediatamente obiettato che non può

essere il governo ad assumere queste decisioni, ma il

Parlamento, cioè loro stessi!

Capito? Loro stessi! Con una provocazione, allora, non

si potrebbe obiettare che il trattamento economico dei

pensionati dovrebbe essere deciso dai pensionati stessi?

E quello degli operai dagli operai, e via dicendo?

Questi rappresentanti del popolo, profumatamente pagati

dallo Stato, additano i giornali come mandanti di "omicidi

mediatici".

Non solo, ma anche la lega-nord-per-l'indipendenza-

-dall'onestà (nata per combattere Roma ladrona) ha

imparato così bene la lezione da far dichiarare all'onorevole

Stiffoni che. """Se vogliono una classe politica di sciattoni,

è una scelta che si può fare, ma mi sembra che un certo

decoro ci debba essere anche per chi lavora in Parlamento""".

Già! Il seggio in Parlamento è un "lavoro", non un servizio

allo Stato, e come tale gli deve assicurato un certo decoro!

Bella questa espressione di "classe politica" che la dice

lunga sulla preparazione democratica dei questi primati

discesi dagli alberi e capapultati a Roma per rappresentare

il popolo italiano.

Qualcuno dovrebbe spiegare (con un grugnito, perché non

in grado di comprendere la lingua italiana) all'"onorevole"

leghista che i suoi colleghi parlamentari europei percepiscono

indennità dal valore dimezzato rispetto alla sua, e che ciò

nonostante, il decoro è loro ampiamente assicurato!

Sono costretto, obtorto collo, a schierarmi dalla parte del

professor Monti.

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